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Zoopornografia: arriva la prima condanna in Italia

Primo caso di zoopornografia conclamato in Italia. E’ un allevatore di Bolzano che offriva animali e location per girare cortometraggi porno. Mancando una legge in Italia si tratta di un importante precedente

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canilelagherVomitevole ma vero, un allevatore è stato condannato per zoopornografia. E’ accaduto, ed è la prima volta in Italia, a San Genesio vicino Bolzano.

Il fatto è emerso nel corso di un’indagine partita nel 2007 quando durante un controlli i sevizi veterinari avevano rinvenuto due Labrador e un rottweiler malnutriti e in cattive condizioni igieniche.

Durante l'operazione erano stati trovatinove cortometraggi con protagonisti dieci cani labrador, pitbull, un pastore tedesco e un rottweiler del centro e un’attrice a luci rosse inglese.

Il problema è stato quello di misurare la pena per un reato non previsto nel codice penale. Per questo tipo di nefandezza infatti esiste un unico articolo applicabile ed è il 544-ter (maltrattamento di animali) del Codice penale. Leggo dal sito dell’Enpa: “Tale articolo punisce chi ‘per crudeltà o senza necessità cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche’. Non fa parte del comportamento di un cane, ad esempio, accoppiarsi con un essere umano. Ma non esiste, al momento, in Italia, alcun precedente di rilievo penale”.

Con il fatto uscito oggi sui giornali siamo dunque ad un momento di svolta in quanto di delinea un importante precedente. L'allevatore è stato condannato a due anni di reclusione (pena poi sospesa), ha dovuto pagare le spese legali dell'Enpa, costituitasi parte civile nel processo, e non dovrà esercitare la professione per i prossimi tre anni.