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Il cuoco leggero. Manuale per un cibo ecologico e solidale quotidiano

“Il cuoco leggero. Manuale per un cibo ecologico e solidale quotidiano: oltre 100 ricette veg-italiane”. Marinella Correggia, giornalista e scrittrice si cimenta nella cucina del futuro: quella che rispetta l’ambiente,

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cuocoEsce per Altreconomia Edizioni “Il cuoco leggero. Manuale per un cibo ecologico e solidale quotidiano: oltre 100 ricette veg-italiane”.

Un libro per scegliere e mettere in tavola un cibo diverso: ecologico e solidale, locale e cosmopolita, semplice e salutare, rapido da preparare ed economico. La ricetta per avere il rispetto dell’ambiente come pane e come companatico la giustizia globale.

Una rivoluzione, almeno in cucina: “Il cuoco leggero” è un vademecum per cambiare il modo di scegliere il cibo, fare la spesa, cucinare, imbandire la tavola. A partire, ovviamente, dalla scelta delle materie prime: che devono essere vegetali, biologiche - certificate o non-, locali e a chilometro zero, eque e solidali - esenti non solo da pesticidi ma anche da sfruttamento dei lavoratori - e se possibile autoprodotte. Una cucina dove tutto importa, per parafrasare Jonathan Safran Foer.

“Il cuoco leggero” propone anche un’inedita eco-socio-classifica dei luoghi dove acquistare il cibo: al primo posto l’autoproduzione, nell’orto o sul balcone, e subito dietro i mercati contadini locali, i gruppi d’acquisto solidali, le botteghe del commercio equo. In fondo alla lista la grande distribuzione, dove i cibi sono spessi “appesantiti” da imballaggi, intermediazioni e pre-lavorazioni.

La “dieta” del cuoco leggero? Alimentazione lieve, a bassa impronta ecologica, idrica ed etica: una dieta quotidiana bio-veg-locale incide sull’ambiente (clima, acqua, suolo, materie prime) fino a dieci volte in meno della dieta più pesante, carnivora, industriale e intensiva. Alimentazione salvaclima: una persona che mangia per 70 anni solo cibi vegetali (o quasi solo) pompa in atmosfera circa 100 tonnellate di gas serra in meno di una con un’alimentazione spiccatamente animale. Alimentazione contro lo sfruttamento. Una dieta equa perché mette in contatto diretto produttori e consumatori ed è così in grado anche di garantire giusti prezzi agli uni e agli altri. Alimentazione infine rispettosa dei viventi: perché evita il sacrificio di un gran numero di animali allevati in condizioni terribili.

E gli strumenti da cucina?
Al bando microonde e spremiagrumi elettrici. Anche gli attrezzi del mestiere possono essere sostenibili, come i “manodomestici”, quelli che usano la forza dei nostri muscoli. Possiamo anche scegliere -ma naturalmente i cibi crudi hanno un posto d’onore-, le cotture più lievi per il pianeta, quelle ad energia rinnovabile, ad esempio con il forno solare. E non bisogna chiudersi nella propria cucina: questi comportamenti sono infatti tanto più virtuosi quanto più le nostre scelte sono “pubbliche”: possiamo ad esempio organizzare una festa per bambini molto lontano dai vari McDonald.

La seconda parte è dedicata alle ricette vere e proprie. Oltre 100 preparazioni che guardano al palato ma anche al portafoglio: sono infatti 7 per ciascuna delle 15 categorie, dalle zuppe e i piatti a base di cereali, alle “proteine” vegetali; dalle ricchissime insalate agli “alimenti di base” come il pane o le salse; dai dolci “sani” alle bevande a base di... acqua del rubinetto; con un paragrafo speciale dedicato alla prima colazione. Se molte attingono alla tradizione mediterranea, altre si rifanno invece a cucine esotiche o addirittura... “politiche”, come quella del “Riso dei lavoratori di Rosarno a Roma”.

Protagonisti assoluti sono sempre ortaggi, legumi, cereali, frutta secca, semi e altri ingredienti speciali, come le erbe selvatiche (vedi anche il nostro libro “L’erba del vicino”), le spezie del commercio equo, i prodotti delle terre sequestrate alla mafia.