Tutti dicono che ho un’ottima memoria: riesco a ricordare date, eventi, volti remoti. Eppure riesco a spendere ore alla ricerca di un oggetto riposto anche solo il giorno prima, a volte uscendone sconfitta (mio caro pelapatate, tu ne sai qualcosa.. un giorno ci ritroveremo!). Non avrei problemi del genere, almeno in cucina, se utilizzassi la Magdalena Gravity di Burkhard Schaller: una cucina modulare, composta da mobili essenziali, che costringe all’ordine e non nasconde gli oggetti anzi, li espone. Ogni stiviglia, utensile, accessorio è a vista e trova una sua precisa collocazione, evitando però l’effetto “post esplosione nucleare” che solitamente regna nelle cucine a vista e, soprattutto, salvando i pelapatate indifesi dalla condizione di desaparecidos.
fonte: designerblog





