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Le Toy Cameras

Cresce l'interesse per le Toy Camera, macchine fotografiche che sembrano giocattoli ma che in realtà coniugano design, divertimento e creatività per una fotografia low cost e sperimentale

Mentre l'editoria specializzata si concentra sugli ultimi modelli di reflex e compatte digitali, cresce l’interesse per le Toy Camera, in apparenza appunto dei giocattoli ma in realtà delle vere macchine fotografiche in grado di coniugare un design divertente, semplicità, un costo limitato e la possibilità di esplorare nuove possibilità espressive.     

Una delle più amate è senza dubbio la Holga. Una macchina che utilizza pellicole formato 120mm e non le classiche 35mm. Il nome Holga deriva dall’azienda produttrice di questi apparecchi fotografici fondata ad Hong Kong nel 1982. In origine queste macchine fotografiche erano destinate alle classi operaie cinesi per permettere a tutti di stampare foto a costi contenuti, inoltre i materiali di scarsa qualità come la lente in plastica delle Holga producono una particolare foto con sfocature, vignettature ed altre distorsioni.

La caratteristica distintiva è quella di poter essere modificata per ottenere nuovi effetti, ad esempio aprendo il regolatore dell’apertura per renderla più luminosa o attraverso l’utilizzazione di un rullino da 35mm e considerando che Holga è predisposta per un 120 mm, l’immagine in questo modo occuperà tutta la superficie della pellicola inclusa la dentellatura del trascinamento, creando un effetto suggestivo.

Un’altra storia che vale la pena di essere raccontata inizia nel 1991, quando due studenti viennesi scoprono a Praga una macchina fotografica unica, la LOMO, Acronimo di Leningradskoe Optiko-Mechaničeskoe Ob"edinenie, ovvero la società russa che inizialmente la produceva. Diffusa a partire del 1982, aveva l’obiettivo di creare uno strumento di regime attraverso il quale ogni cittadino avrebbe dovuto raccontare ed esaltare lo stile di vita sovietico. Le caratteristiche di questa macchina fotografica compatta sono tutte nel suo obiettivo grandangolare che permette di scattare con poca luce, mentre la lente di piccole dimensioni producono immagini molto sature  con una vignettatura intorno.

Con la caduta del muro però l’azienda LOMO interrompe la produzione e fu in quel momento che i due studenti di Vienna cominciarono a promuovere l’utilizzo della Lomo dando così il via alla Lomografia. Un movimento a cavallo fra cultura, arte e moda racchiuso nello slogan "Don't think, just shoot", parole che  richiamano l’idea di libertà nello scatto attraverso un oggetto bello, leggero e creativo.

Negli anni 60/70 un’altra azienda di Hong Kong, la “Great Wall Plastic Company”, produce una macchinetta medio formato completamente di plastica, ad un prezzo accessibilissimo, cosa che ha permesso una diffusione massiccia. Stiamo parlando della Diana. Questa macchina fotografica, è composta da una lente plastica di bassissima qualità, e proprio per questo motivo riesce a produrre  immagini con delle sfocature talmente pesanti e imprevedibili, da renderle estremamente  interessanti. Grazie a tantissimi accessori permette di davvero di creare bellissimi effetti, come le  esposizioni multiple, ottenibili scattando due o più foto in una sola porzione di pellicola.

La diana inoltre è dotata due velocità di scatto: l’esposizione corta distinta dal tasto “N” e il tasto “B  che invece indica l’esposizione lunga ideale per fotografare con poca luce. Inoltre se acquistate la Diana + F (con flash incluso) avrete a diposizione anche dei filtri colorati da applicare al flash.

Le macchine fotografiche di questo tipo sono molto economiche, costano in media circa 30/40 €. Ma se invece voleste fare i vostri esperimenti quasi a costo zero potreste ottenere gli stessi effetti con con l’application per iPhone ToyCamera al più che accessibile prezzo di 1,59 €.