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Rimborsi da prendere…al volo!

L’aereo è sfumato, ma il biglietto non è rimborsabile? Forse non tutto è perduto: ecco come ottenere almeno un rimborso parziale sul costo del biglietto ormai inutilizzabile

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A cura di Manuela Bianchi

Il rischio è sempre in agguato: incappare in un contrattempo sulla strada per l’aeroporto e arrivare a check-in già chiuso, dover rinunciare al volo per un cambio di programma obbligato che salta fuori all’ultimo momento o sennò, magari, pentirsi della destinazione scelta e rendersi conto di non voler più partire quando ormai – aimè – la prenotazione è già stata saldata.

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Bene, e nel caso in cui ci si ritrovi alle prese con un intoppo del genere? Che si fa? Se il biglietto in questione non dovesse essere rimborsabile poco o nulla, purtroppo, a meno che…non si metta mano al pc e si tenti la carta di ChangeYourFlight, nuovo servizio gratuito di mediazione fra passeggero rimasto a terra e compagnia aerea che si propone di offrire un supporto a entrambe le parti assicurando al primo un rimborso parziale della cifra perduta, e alla seconda uno strumento in più per monitorare in tempo reale la disponibilità effettiva dei posti sui mezzi in partenza.

Chiedere assistenza è semplice: basta connettersi, entro 2 ore prima di quella che sarà la mancata partenza, a ChangeYourFlight, inserire i dati di riferimento del volo perso, scegliere un importo fra quelli proposti e inoltrare la richiesta di rimborso. In caso di fumata bianca, la compagnia aerea provvederà ad erogare un buono sconto da scalare dal costo del volo successivo.

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La natura del rimborso è presto detta: "Il prezzo di un biglietto è composto da tariffa aerea, tasse e altre spese. Di queste tre componenti, solo tariffe e tasse sono rimborsabili. L’entità del rimborso che si può ricevere è legato al valore che il biglietto ha per la linea aerea e dipende quindi da vari fattori: il tempo rimanente fino alla partenza del volo, l’itinerario, il valore di mercato del biglietto e il livello di occupazione dell’aereo. ChangeYourFlight analizza tutti questi fattori in maniera automatizzata e fornisce una stima delle probabilità di ottenere diverse entità di rimborso, dando così la possibilità al passeggero di scegliere liberamente il valore che desidera recuperare’.

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La mission del progetto, tuttavia, punta non solo al risparmio del singolo ottenuto in virtù di un supporto nella redistribuzione mirata delle prenotazioni, ma anche a dare un contributo di carattere ambientale nella questione dell’abbattimento dei gas serra generati dal settore aviario: a livello globale, infatti, i velivoli sono responsabili del 2-3% delle emissioni di CO2 e ChangeYourFlight, favorendo l’ottimizzazione dell’occupazione a bordo degli aerei, aiuta a non farli decollare mezzi vuoti favorendo, così, il perfezionamento del loro livello di efficienza energetica in rapporto al consumo di carburante.

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Un tamponamento, questo, potenzialmente non da poco: si calcola infatti che ogni anno, mediamente,  il 7% almeno dei biglietti acquistati presso le sole compagnie low-cost non viene utilizzato, cosa che comporterebbe almeno 40.000 posti vuoti in volo e un miliardo di euro sprecati. Quanto ai riscontri in concreto, la risposta di mercato di sta rivelando positiva e il primo ad aver intavolato una collaborazione con il progetto ChangeYourFlight, in particolare, è stato l’amministrativo di Air One, lo smart carrier di Alitalia: di contro, compagnie come RyanAir continuano al momento a fare invece orecchie da mercante, glissando sulla questione e non concedendo – almeno per adesso - l’erogazione di  buoni sconto ai mancati viaggiatori che ne abbiano finora presentato richiesta. Detto questo, non resta che portarsi intanto avanti e segnare ChangeYourFlight in agenda: tentar non nuoce!