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Single a 30, 40 e 50 anni: cosa cambia

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Essere single al giorno d'oggi non è più un problema, anche se alcune possono essere spaventate dalla solitudine. Ecco come cambiano le cose a 30, 40 e 50 anni

Single a 30, 40 e 50 anni

Un tempo era la solitudine. La Pausini ci fece pure una canzone piuttosto nota. Ma erano gli anni ‘90 e ancora vivevamo nel retaggio culturale di un passato buio, in cui rimanere sola per una donna equivaleva ad una sorta di tragedia greca con tanto di coro a ricalcare sfiga e disgrazie varie.

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Ma siamo nel futuro, lo sapevano già quando girarono Ritorno al Futuro, appunto. E ora fortunatamente gli aspetti negativi di una volta vengono trasformati in positivi, semplicemente cambiando loro il nome: e in questo caso da solitudine siamo passate a singletudine.

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C’è da dire tuttavia che anche il buio si è diradato e per una donna sola oggi non esistono più le tristi conseguenze sociali di un tempo. O almeno non tutte.

Dunque essere una fiera donna single: la più bella conquista del terzo millennio. Sinonimo di figaggine in potenza, di libertà su piazza, oppure di totale indipendenza da costrizioni, convinzioni, giudizi, obblighi e quant’altro. Ma essere single conserva ancora qualche eco spaventosa e terribile, tant’è vero che l’esserlo o la paura di diventarlo spesso ci atterrisce. Perchè da qualunque parte la si voglia guardare, la solitudine può essere difficile da sopportare, nonostante porti con sè dei vantaggi per la donna moderna.

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In particolar modo cambia il modo di vivere la singletudine a seconda dell’età:

  • Single a 30 anni. Ci si diventa dopo una lunga storia che durava dal liceo oppure lo si è ancora perchè le storie avute finora sono state sostanzialmente prive di importanza e si aspetta ancora quello giusto; o addirittura si progetta anche una vita da single. Diciamo che il giusto compromesso a quest’età è non aspettarsi nulla e costruirsi comunque una vita piacevole fra hobby, passioni, amici, partner occasionali, lavoro e impegni vari. E poi se l’amore arriva, tanto meglio. Insomma essere single a 30 anni infonde ancora molta speranza di costruirsi qualcosa di bello, da sole o in compagnia. Speranza capace anche di guarire eventuali sofferenze per storie appena concluse (ma che se duravano da troppo tempo forse erano proprio logore e dunque...ben venga il nuovo!)
  • Single a 40 anni. Di solito ci si diventa dopo un primo matrimonio magari anche con figli piccoli. E la prima reazione è quella di sentirsi perse, potenzialmente disperate, senza punti fermi. Di colpo la vita che avevi pensato durasse più o meno per sempre va in fumo e tu non sai più cosa fare. Ti devi reinventare e farlo a quest’età non è più facile come una volta, soprattutto con figli a carico. Incontrare persone nuove, sempre che ce ne sia l’intenzione, è più difficile, ma se succede sai che stavolta sarai più consapevole di cosa vuoi e di quali siano i tuoi limiti. Il consiglio comunque è sempre lo stesso: lasciarsi del tempo per digerire il nuovo status, e poi ricostruirsi una vita piacevole. Se poi si incontra di nuovo qualcuno, tanto meglio. Se invece a 40 anni sei ANCORA single, sei tentata dalla disperazione di buttarti sul primo che passa, perchè l’orologio biologico preme, e tu pensi che sola non puoi continuare a stare, e che vuoi dei figli, e che tutti ti chiedono quando ti sistemerai, etc, etc. Io cerco di ripetermi sempre una cosa, che vale in qualsiasi ambito: se deve andare andrà, altrimenti significa che sarà qualcos’altro. Non resta quindi che vivere cercando di godersela!
  • Single a 50 anni. La situazione è simile a quella dei 40, magari con i figli più grandi. Con una sostanziale differenza: le donne in questa fascia d’età, che rimangono single dopo un matrimonio lungo, a volte si sentono rinascere a nuova vita, come se avessero una seconda chance per essere felici. E si scatenano, anche a 60 anni: dopo cena si trasformano in ballerine provette (con tanto di paiettes) e riempiono i locali, alla ricerca di divertimento. Insomma tornano giovani oppure vivono esperienze che non hanno mai vissuto a causa di unioni troppo precoci.
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In ogni caso la parola d’ordine è godere di ciò che si ha. E se quel che abbiamo è la singletudine, cerchiamo di ricordare che può essere anche una risorsa e non solo una sorta di prigione. E poi ci sono sempre i siti di incontri...oggi trovare partner (anche occasonali e a tutte le età) è più semplice

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