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Tradimento, meglio il dubbio o la certezza? Ce lo spiega l'analogista

E' meglio avere la certezza di un tradimento, o restare nel dubbio? Come possiamo captare il tradimento del partner?

A cura di Antonella Marchisella

Abbiamo parlato tanto di tradimenti, cercando di affrontarli sotto tutti i punti di vista. Chiedendo ai traditori quali motivi li abbiano spinti a compiere un gesto così basso, al 97% le risposte hanno sottolineato un sentirsi incompresi o non ascoltati dal proprio partner. Dovremmo dunque cercare di percepire le esigenze della nostra dolce metà oltre la parola.

La buona notizia è che non è affatto difficile. Spesso, dopo i primi mesi di innamoramento, la coppia tende a "darsi per scontata", i reali bisogni del partner si celano sotto la solida corazza del "non detto". Lo studio approfondito della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo sono un valido ausilio per comprendere l'altro/a oltre la parola.

Segnali di stress, apatia, demotivazione piuttosto che insofferenza vengono espressi dall'interlocutore...solo che non ce ne accorgiamo. Riconoscere questi segnali significa aprire un dialogo, non solo verbale, con il partner al fine di comprenderne le reali esigenze non espresse verbalmente”  ci spiega l'Analogista Massimo Pisani. Andiamo dunque al nocciolo della questione:

Massimo, che cosa è il sottile equilibrio energetico tra Istituzione e Trasgressione?

Ogni individuo ha in se questo sottile equilibrio definito come "asse energetico" rappresentato da una parte Istituzionale e da una parte Trasgressiva. Questi due emblemi


 trovano spazio nella mente di ogni individuo sano e sono rappresentati idealmente da idee, cose, persone. L'emblema istituzionale è farcito da tutte quelle regole apprese nel corso della vita, dai genitori, insegnanti, piuttosto che dalle persone significative con le quali ogni individuo interagisce.

L'emblema Trasgressivo, di contro, è presente idealmente sottoforma di "diavoletto tentatore" che in casi particolari spinge l'individuo a trasgredire proprio le regole apprese. Entrambi, in percentuale, formano questo asse energetico del "fare o non fare" una determinata scelta imprigionando o meno l'individuo nella rete del "dubbio". Per essere più chiaro cito altresì le "armi" delle quali si servono entrambi: l'emblema trasgressivo si serve dei sensi di colpa, della paura dell'abbandono, del timore del giudizio e disistima. 

Ciò significa che qualora l'individuo dovesse decidere di "trasgredire" ed optare per una scelta che va contro i suoi canoni del "si può fare",  ha il timore di essere poi attaccato dal ricordo emotivo dei quattro "vincoli ipnotici" precedentemente elencati. E’ chiaramente un meccanismo inconscio. D'altro canto l'emblema trasgressivo si serve di veri e propri "anatemi" per riuscire a portare dalla sua parte l'individuo e fa uso di vere e proprie offese alla dignità.


Un esempio su tutti è quello cercare di instillare il dubbio nella persona su qualità come Donna, Uomo, Femmina e Maschio "non ok". Questi due emblemi, se non in equilibrio, portano l'individuo a risultare non conforme agli altri con relativi stati d'animo espressi con blocchi e/o conflitti con se stesso e/o con gli altri. Calcoli che su di una scala ipotetica di valori che va da 0 a 10 ogni individuo ha in se una certa quantità dominio di queste due forze, piùo meno espresse.

Un individuo che ha in se una quantità  pari a 10 di emblema istituzionale ed 1 di emblema trasgressivo lo si può riconoscere dal suo modo meticoloso nell'organizzare la sua quotidianità tanto da risultare "fastidioso" specie, ad esempio, al partner. E' un soggetto che non tollera errori, sistema il suo armadio in maniera maniacale e se qualcosa dovesse risultare "fuori posto" potrebbe anche perdere la testa.

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Al contrario, un soggetto che presenta dei valori opposti potrebbe risultare fortemente trasgressivo, senza regole, tanto da suscitare "scandalo" agli occhi degli altri. In entrambi i casi, spesso accade che il soggetto saturo di uno o dell'altro emblema nel momento in cui gli capita un evento cosiddetto "ribaltante", può trovarsi ad essere spinto verso l'emblema dominante opposto. Che conseguenze ci sono?


Le conseguenze sono disastrose non solo per lui stesso ma, sovente, per gli altri. E' inutile affermare che l'ideale sarebbe ottenere un equilibrio tra i due emblemi. Mi permetta un esempio su tutti: il Dott. Marrazzo, ex governatore del Lazio balzato alle cronache qualche anno fa, è un chiaro esempio di individuo che per ovvie ragioni risultava "istituzionale", non solo per il ruolo ricoperto, ma specie per le sue conosciute caratteristiche di soggetto avvezzo al rispetto delle regole. Il risultato? Il "ribaltamento" oramai noto a tutti.

Come captare i segnali di possibile tradimento?

Anche qui è opportuno spendere due parole sulla comunicazione non verbale ed il linguaggio del corpo. Un'affermazione o una negazione espressa verbalmente dal partner in seguito ad un quesito postogli, può non conformarsi con ciò che egli realmente esprime con gesti, simboli, tono della voce, postura.

Faccio un esempio: se alla domanda "caro ma tu hai un'altra donna oltre a me?"  egli dovesse rispondere "ma che dici, certo che no" andando indietro col corpo piuttosto che sfiorandosi il naso col dito indice o allontanando un oggetto da sé piuttosto che chiudendosi la giacca, ci sono buone probabilità che stia mentendo. Se invece prima di rispondere si schiarirà la voce, beh, prendetevi una settimana di permesso e stategli alle calcagna...sta pensando di tradirvi!  E poi?


E' opportuno specificare che, pur conoscendo tutti i segnali di menzogna, cogliendone solo alcuni nel partner non si deve giungere a conclusioni affrettate perché"una sola rondine non fa primavera". Prima di porre sul patibolo il "traditore" sarebbe bene verificare il "dubbio".

In che modo si possono sondare le reali esigenze proprie e quelle del partner?

In ognuno di noi esistono esigenze virtuali, cioè dettate dall'essere compiaciuti dagli altri, ed esigenze reali. Queste ultime sono dettate dalle nostre esigenze profonde, spesso frustrate e non appagate nel tempo. Sono esigenze dell'istanza emotiva, l'inconscio, e come tali risultano essere quelle più ricercate ma spesso meno comprese.


Se mi trovo di fronte ad un partner apparentemente pudico che sta "castrando" il rapporto sessuale ma appare attratto da altre donne più esuberanti ed appariscenti sarebbe opportuno verificarne il motivo. Voglia di trasgredire? Errata proiezione sessuale nei confronti di se stesso e/o del partner? Con l'aiuto della logica e coadiuvati da una attenta analisi del non verbale è possibile comprendere i motivi di tale "blocco".  Come si fa?


Naturalmente bisogna anche scavare nel vissuto del partner stesso in un viaggio fatto di ricordi, di eventi e desideri frustrati e mai appagati. Non ultimo, anzi più importante, l'apprendimento del S.F.A. (Sistema di Focalizzazione Analogico - regressivo) che permette di interrogare la propria ed altrui istanza emotiva al fine di ottenere quelle risposte che vanno oltre la logica.

Meglio un dubbio o una certezza?

La risposta anche se appare ovvia di fatto, nella realtà , non lo è, complimenti! Chi rimane nel dubbio è imprigionato dal predetto "emblema istituzionale", che lo ancora a sé poichè il dubbio crea uno stato d'ansia, cioè un nutrimento emozionale della nostra istanza emotiva. E’ infatti la paura di accertare, o meno, il dubbio che ci intrappola nello stand-by.

La certezza implica a volte il passaggio verso il "trasgredire" le regole per poi "accertare" ed infine "scegliere". Spesso la maggior parte degli individui restano intrappolati nell'ansia del dubbio o nella paura dell'accertamento perché non si sentono in grado di "decidere/scegliere" (o meglio andare contro le proprie regole morali) non sapendo che di per sé il "non decidere" o il "non scegliere" è già  una decisione o una scelta.


Rimanendo in tema di coppia mi conceda un ultimo esempio: "Lei sta annusando un possibile tradimento del partner, o rimane nel dubbio o passa ad accertare, ma la paura di accertare/scoprire la verità  la blocca poiché non è suo costume spiare o seguire il partner (regole istituzionali).

Passando all'accertamento: "mi tradisce, l'ho visto e me lo ha confessato", si può rimanere nel timore di decidere cosa "farne" del partner lasciando tutto immutato e dandogli una seconda possibilità , oppure scegliere di "troncare" il rapporto. Per concludere, sia l'accertamento che la scelta sono auspicabili, sempre, in quanto creano consapevolezza in se stessi e non lasciano traccia di qualcosa intentato.

Visita http://pacommunication.it.gg/



 

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