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Bento box: l'arte giapponese del pranzo

Viene dal Giappone, dove è una vera e propria regola sociale. Donne fantasiose e pazienti realizzano ogni mattina pranzi "in scatola" buoni, ma soprattutto esteticamente ineccepibili

/gallery/foto_gallery/cucina/bento-box/bento5.jpeg Vedi le foto: Bento Box
Vedere per credere. Ogni mattina la casalinga media giapponese si deve svegliare presto per preparare il pranzo ai figli e al marito. La "schiscetta" direbbero i milanesi, "o-bento" la chiamano nel paese del Sol Levante.

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Niente di particolare, direte voi, lo fa anche mia madre ogni mattina. Ma difficilmente una mamma italiana si metterebbe a intagliare wurstel e carote, neanche fosse un'ebanista. La mamma giapponese ha il preciso dovere non solo di nutrire, ma anche di far fare bella figura a tutti i componenti della sua famiglia. Per questo molte donne si ritirano dal loro lavoro, scegliendo di diventare casalinghe. Triste il lavoratore che apre il tupperware e scopre che il suo pasto non ha alcuna decorazione. Esposto al pubblico ludibrio il figlio che apre il suo bel cestino di "Hello Kitty" o di "Winnie the Pooh" (immancabili in Giappone) e vede un informe pastone. Il tutto deve essere bello e significativo, per sollecitare un sorriso in chi apre la "bento box" (il cestino) e per reggere il confronto con quello che hanno preparato le mamme/mogli rivali.

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Sì, perché in un paese come il Giappone, la competitività comincia proprio dalla bento box, fin dai tempi dell'asilo nido. Se non esce spontaneo il "kawaii" (che vuol dire "carino" in giapponese) dalle bocche dei compagni di classe, evidentemente il pasto preparato dalla mamma, anche se buono, non era certo bello. E questo potrebbe addirittura originare una tragica spirale di depressione nei bambini. L'affetto della mamma, infatti, si misura anche in tempo e impegno impiegati per confezionare il pranzo da asporto. E il giudizio dei compagni di classe o di lavoro è come un "applausometro" che misura l'affetto dell'angelo del focolare che ha preparato il cestino.

La regola sociale vuole, quindi, che la mamma/moglie faccia delle piccole sculture. Poco importa se per disegnare quell'occhio o quel fiore si utilizza un ingrediente che ben poco si accosta. Una qualsiasi mamma italiana si preoccuperebbe unicamente di confezionare un pasto saporito e abbondante. La mamma giapponese ha, invece, il dovere di scolpire e nutrire in maniere equilibrata. Se poi l'equilibrio energetico non si coniuga con il gusto, poco importa.


Il riso non manca mai. Anche perché, oltre a essere l'alimento base della dieta degli orientali, è un ottimo sfondo per tutte le composizioni. Inoltre, (e questo è il caso soprattutto della qualità di riso utilizzata in Giappone che è molto colloso) è perfetto per creare palline, cilindri, piramidi e non solo. La cucina giapponese non è solo sushi. Pinzette, tagliapasta, coltellini affilati, coloranti alimentari e ingredienti vari servono per creare orsetti, fiori, visi sorridenti, Babbi Natale e tutto quello che la fantasia e le ricorrenze da festeggiare suggeriscono. I tempi di preparazione sono molto lunghi, quelli per consumarli sempre troppo brevi.

Per mantenere un ricordo indelebile per i posteri, nelle cucine delle casalinghe giapponesi non manca mai la macchina fotografica ultimo modello per catturare per sempre l'immagine dell'opera d'arte appena creata. Questa arte ha anche una maestra. Si chiama Mari Miyazawa, ha 45 anni ed ha rinunciato a una carriera da graphic designer per accudire la sua famigliola. I risultati però non sono mancati. Grazie al suo talento naturale, Mari è diventata una guru del bento e dal 2004 propone sul suo sito le sue creazioni. Non mancano i consigli e spiegazioni sulle tecniche di preparazione.

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Peccato che non si capisca nulla. Il blog, purtroppo, è tutto in giapponese, in inglese ci sono solo pochi link. Ma le foto sono abbastanza esplicite: basta cliccare qua e là per vederne di meravigliose. E avere un assaggio dell'affetto smisurato di queste casalinghe giapponesi per i loro mariti e figli

La Bento mania è scoppiata già da un po’ e i produttori hanno colto al volo quest’occasione per creare e produrre box di tutti i tipi e per tutti i gusti. Letteralmente la parola Bento significa “pranzo fuori casa” e quindi cosa c’è di meglio che dar vita a tutto l’occorrente per la nuova moda!

Ecco dove poterli acquistare

Portale italiano dedicato ai bento
Un blog di 'pazze per il bento'
Bento box
Il blog della guru del Bento-box, Mari Miyazawa


Fonte: Girlpower.it






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