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Che Dio salvi le mie scarpe!

E' la traduzione del titolo del documentario God save my shoes. Un film che è già un cult per le shoesaholic di tutto il mondo. Ma perchè noi donne siamo così innamorate delle scarpe?

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E' nata prima la donna o la passione per le scarpe? Sono stati gli stilisti e le mille scarpe, fatte di tacchi, cinturini, fiocchi, altezze diverse, tessuti e modelli, sandali, stivali, sabot e ballerine a viziarci, a chiederci di non rinunciare neanche a un paio, o siamo state noi fanciulle a creare tutto questo, desiderose di cambiamenti e di sentirci belle, di poter scegliere almeno per i piedi, di poter indossare ogni giorno un'emozione diversa? Sarà forse che al contrario dei jeans - con cui litighiamo tutta la vita - o dell'abbigliamento in generale, che cambia troppo e sempre a seconda dell'età e di come il nostro corpo si trasforma, le scarpe, diciamocelo, ci stanno sempre bene. Finchè morte o suola rotta non ci separi.

Certo non tutti i modelli e per ogni occasione, ma insomma... il piede è quello che è, non ingrassa, non tradisce. Una volta che abbiamo imparato ad abbinare modelli e occasioni, rinunciando a pericolosi estremi - le infradito ai matrimoni nessuno le mette - il gioco è fatto. E dove finisce la praticità, inizia il desiderio. La voglia vorace di averne ancora e ancora. Non ci stupiamo perciò se è già un cult il documentario God save my shoes. Un inno all'amore per le scarpe, per shoesaholic (quelle che ne hanno almeno 60 paia) ma non solo. Che Dio salvi le mie scarpe (qui il sito!) è stato girato dalla francese Julie Benasra - solo una donna può davvero capire - e presentato in anteprima mondiale alla settimana della moda di New York e poi a Parigi, per poi venire trasmesso in Francia da Canal + e distribuito da Caid Production anche in dvd. La notizia dell'uscita del dvd è stata accolta dalle donne della rete con una quantità enorme di post e richieste.

Insomma, finalmente anche Christian Louboutin e Manolo Blahnik hanno il loro documentario. Novanta minuti di tributo alle divine scarpe, girati tra New York, Los Angeles, Parigi, Milano, Toronto e Firenze, dove i maggiori designer di scarpe, fra cui i due miti appena citati, intervengono assieme a dive shoes-addict come Dita Von Teese, Fergie, Marie-Agnès Gillot e la baronessa Von Neumann, donne normali, storici della moda - da Valerie Steele della Fit di New York a Elizabeth Semmelhack, curatrice del museo di Toronto  -  e giornalisti, come Filipa Fino di Vogue Usa e Caroline de Fayet di Elle. E noi, cosa stiamo aspettarlo a vederlo? Invochiamo il signore delle scarpe di farci avere il nostro dvd. O per sfogarci ci infileremo dritte dritte in un bel negozio only shoes...

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