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Aiuta tuo figlio a scegliere dopo le superiori

Le scuole sono finite, e adesso? I ragazzi del terzo millennio - a differenza dei loro genitori - vivono nell'era delle incertezze, combattuti fra sogni e soldi, confusi o in coflitto. Ecco qualche riflessione e qualche consiglio pratico per affiancare i vostri figli nella scelta del loro futuro professionale

I ragazzi che hanno appena terminato l'ultimo anno delle superiori, e hanno superato con successo la maturità, si trovano ora davanti a una scelta importante, che per qualcuno è chiara, ma per molti, al contrario, è un vero rebus: cosa farò da grande? Spesso davanti alla decisione di quale facoltà scegliere o di che tipo di professione affrontare, non bastano più le scelta parziali fatte al momento dell'iscrizione alle superiori. Inoltre, in tempo di crisi, i ragazzi del terzo millennio, a differenza dei loro genitori e dei loro nonni, vivono nell'era delle incertezze, combattuti fra sogni e soldi, confusi o in conflitto. Ecco qualche riflessione e qualche consiglio pratico per affiancare i vostri figli nella scelta del post-superiori

Compromesso fra cuore e guadagno

adolescentiUno dei problemi che può presentarsi quando un ragazzo deve scegliere cosa fare dopo le superiori è: meglio scegliere il cuore, ovvero quello che mi appassiona, o una professione "sicura" con un guadagno certo? Attualmente, a parte rare eccezioni, il mondo del lavoro è molto più chiuso e selettivo di quanto non fosse 20 anni fa. Più che mai allora, a orientare la scelta, deve essere la passione verso quello che i nostri figli andranno a fare. Una persona fortemente motivata avrà più possibilità - e più stimoli personali - per perseguire una strada difficile, rispetto a una persona costretta o incerta ma con più possibilità di guadagno. Ovviamente però "le ragioni del cuore" vanno guidate. Se vostro figlio ha aspirazioni da scrittore, più che di una penna d'oca o del vostro panico, ha bisogno di essere messo davanti alla realtà. Lettere o Scienze della comunicazione, sono due classiche facoltà jolly che sembrano accontentare gli animi più incerti. Ma è bene partire subito con un progetto di base. Pensare fin dal primo anno a quale specializzazione (arte, marketing, letteratura antica, giornalismo?) e iniziare, in modo parallelo, a rendersi conto, nel concreto, se la nostra aspirazione è raggiungibile, mettendo in conto anche un master o delle specializzazioni extra universitarie.

Centri di orientamento per chi ha molti dubbi

Se i vostri figli sono indecisi sulla sceltà della facoltà, esistono in molte città e regioni, dei centri di orientamento che si occupano di capire, attraverso dei colloqui, le reali aspirazioni dei vostri ragazzi. Di solito questi centri, nati nell'ambiente universitario, sono quelli che gestiscono gli incontri collettivi fra scuole superiori e rappresentati delle varie università. Se le idee sono ancora confuse è meglio concordare, durante tutto l'anno - e anche durante l'estate - un incontro personalizzato. Questi centri sono di solito più utili a partire dal terzo, quarto anno delle superiori, quando c'è ancora molto tempo per chiarirsi le idee. Attraverso la partecipazione a lezioni universitarie, attività specifiche, open day o chiacchierate private, è possibile aiutare molto i ragazzi ad orientarsi. In casi urgenti - anche ora, in piena estate - si può comunque tentare la strada del centro di orientamento, a cui potrete richiedere anche tutte le informazioni utili su test d'ingresso, percorsi di studi e facoltà. Ad esempio a Milano esiste il Cops (Centro d'orintamento allo studio e alle professioni) aperto praticamente tutto l'anno.

Consigli sul test d'ingresso per facoltà a numero chiuso

maturitaPer chi non ha ancora deciso la facoltà da seguire ma ha comunque, nelle opzioni, un corso a numero chiuso, il consiglio è quello di informarsi bene su date e modalità del test d'ingresso e di presentarsi lo stesso a farlo, perchè non è vincolante al fine dell'iscrizione, ma, se saltato, non può in molti casi essere ripetuto, e si rischia di perdere l'anno. Il test, oltre che l'unico accesso a numerose facoltà, è anche una sfida che mette alla prova e orienta, un vero e proprio obiettivo/ostacolo da affrontare. Tuttavia sarebbe meglio prepararlo durante un lungo periodo (almeno durante tutto l'ultimo anno delle superiori, per facoltà impegnative come Medicina). Altro consiglio per i genitori: cercate, con i vostri figli, se potete, più di un'università dove fare il test. Se il vostro ragazzo non riesce a entrare nel numero ma è molto motivato a perseguire quella strada, è meglio tentarle tutte o addirittura riprovare l'anno dopo (e nel frattempo trovare un lavoro, preparsi meglio, approfondire quello che si andrà a fare) piuttosto che abbandonare. Se la scelta era quella veramente sentita e voluta dal ragazzo, è giusto incoraggiare la sua insistenza e consolarlo dalla delusione, che lo aiuterà comunque a crescere. Se invece si trattava di una scelta indotta dai genitori, poco convinta o solo di un tentativo, meglio abbassare le aspirazioni e orientarsi altrove.

Consigli pratici per genitori in conflitto e figli molto confusi

I genitori vorrebbero che il figlio scegliesse una determinata facoltà mentre al contrario, il ragazzo, vuole fare altro. Oppure, è molto confuso. E forse vuole anche smettere di studiare. Ma quanto devono influire i genitori sulla scelta del figlio? Ecco i consigli dello psicologo per affrontare queste situazioni:

Scegliere cosa fare da grandi non è solo un problema di orientamento, ma spesso anche di emozioni. In termini psicologici la confusione è sana e c'è sempre stata. Nel passato però lo sbocco era sicuro, e le situazioni economiche e sociali rendevano la scelta più semplice. Nel 2009 l'adolescente/ventenne indeciso è normale, anzi, va apprezzato, perchè è sintomo di profondità. Evitare perciò assolutamente frasi come: ai miei tempi, quando  ero giovane io, ecc. Le cose sono radicalmente cambiate. Meglio avvicinarsi ai figli riflettendo sul loro nuovo modo di essere, con più bisogni, più diritti, più pessimismo, che insistere coi in paragoni con modelli ormai superati. La delusione legata a una scelta sbagliata fallimento al test, facoltà non adatta)va messa in conto, e i genitori devono aiutare il proprio ragazzo soprattutto in questa fase, senza colpevolizzarlo ma con una valutazione  intelligente delle cause del fallimento. Non drammatizzare mai l'errore del primo anno e non spaventarsi. Meglio rinunciare e cambiare in corsa piuttosto che perseguire su una strada sbagliata. Anche chi dice non so cosa fare ha un idea di massima, un'attitudine di fondo che va assecondata. Il ruolo dei genitori non è quello di sostitursi al figlio indeciso nella sua scelta, ma di affiancarlo e guidarlo - prima dell'ultimo anno delle superiori - verso un progetto fatto di passione ma anche di responsabilità, fallimenti e cadute. Se i genitori sono in conflitto perenne con i figli, questi tenderanno, per difendere la propria autonomia, a vivere la scelta come una sfida e a opporsi ai propri genitori per principio, arrivando a trascurare le reali aspirazioni, pur di andare contro. Meglio tentare, prima della scelta, di sciogliere il conflitto, anche con l'aiuto di qualche colloquio con uno psicologo.

punto-interrogativo
L'università non è l'unica strada possibile dopo le superiori
. Se vostro figlio sogna di fare il grafico o il cuoco, potete proporgli, prima di buttarsi senza esperienza nel mondo del lavoro, di frequentare un corso di specializzazione più formativo rispetto a una facoltà. Se la sua opposizione o la sua confusione sono tali da rendere impossibile una scelta, meglio rimandare per un anno, dando però delle regole. Se il ragazzo è comuque responsabile, potete proporgli un corso di qualche mese all' estero per imparare meglio una lingua o un viaggio di studio. Fate in modo che guadagni da solo parte o tutti i soldi per quest'esperienza, appoggiate il suo bisogno di riflettere e conoscere, ponendo però un tempo massimo per decidere.


(dalla trasmissione Questa casa non è un albergo, in onda su Radio24)

















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