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Sfilata Gucci dopo il no di Atene, La Valle dei Templi di Agrigento si fa avanti: "Venite da noi"

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Atene ha rifiutato la richiesta del gruppo Gucci di far sfilare la collezione sull'Acropoli ad Atene. Per loro sarebbe stata una mancanza di rispetto. Intanto dalla Valle dei Templi di Agrigento la proposta: "Venite a sfilare da noi" del direttore Giuseppe Parello

Sfilata di Gucci ad Atene la Grecia rifiuta

Con l'arrivo di Alessandro Michele alla guida di Gucci, la Maison è salita sull'Olimpo della moda, dopo diversi anni di stallo. Olimpo sì, ed è forse anche per questo che la casa di moda fiorentina aveva avanzato la proposta di realizzare una sfilata proprio ad Atene, sull'Acropoli di fronte al Partenone.

Gucci restaura i Giardini di Boboli e sfila a Palazzo Pitti nel 2018

Tutto pagato lautamente, 56 milioni di euro tra uso della location e diritti per la promozione del video. Da parte della Commissione Archeologica Greca (Kos) è arrivato un sonoro e perentorio "no". L'arte e la storia non  hanno prezzo e "il valore e il carattere dell'acropoli non sono compatibili con gli eventi di questo tipo", come riportato dal sito Repubblica

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La campagna Gucci PE 2017 tra le strade di Roma (e Fontana di Trevi)

Bilancio in nero per la Grecia

L'offerta della Maison fiorentina per 900 secondi di sfilata era notevole: un milione di euro per l'affitto dell'Acropoli, 55 milioni per i diritti di ripresa video e diffusione promozionale del materiale. Una proposta che avrebbe fatto bene alle casse del Paese ellenico dopo sette anni di crisi durissima. Eppure, la Commissione archeologica si è trincerata dietro la sua decisione. Voi direte, questione di coerenza, a quanto pare no, perché scavando nel passato si scopre che nel 1951, all'ombra del Partenone, sfilò una collezione di Christian Dior e che in tempi  più recenti, l'Acropoli, abbia fatto da sfondo anche a spot di Lufthansa, Coca Cola e Verizon, senza dimenticare uno shooting di Jennifer Lopez (a quanto pare non autorizzato da Kas).

Situazioni che non si sposano con le dichiarazioni di Dimitris Pantermalis, direttore del Museo dove che custodisce i resti del tempio e delle Cariatidi, che ha aggiunto: "Il simbolismo del monumento sarebbe svilito usandolo solo come "sfondo" per una sfilata di moda".

La Grecia ha fatto bene a rifiutare? Qualche considerazione

A quanto pare c'è ancora qualcuno che reputi la moda qualcosa di frivolo e superficiale, senza contare i miliardi di euro che girano intorno ad un singolo evento di moda, ma anche l'artigianalità, il lavoro sapiente di sarti e compositori, lo studio dei tessuti preziosi e storici, ma anche innovativi e tecnologici. La moda non è un gioco, non è uno spettacolo, è conoscenza, è cultura, è arte, è condivisione.

Sono innumerevoli le location storiche utilizzate anche solo in questo ultimo decennio dalle Case di moda più celebri: dalla Muraglia cinese per Fendi, alla Abbazia di Westmister, sempre per Gucci, alla Fontana di Trevi, ancora per Fendi in occasione dei 90 anni, a Piazza di Spagna, per Valentino. Il connubio arte e moda resta il più suggestivo, la sua naturale cornice, è terribile pensare che ci sia ancora chi ritenga le due cose separate. È vero che l'Acropoli non ha bisogno di pubblicità, ma sarà stato saggio dire no, solo per orgoglio?

UPDATE: La Valle dei Templi di Agrigento si candida a location

Ne hanno parlato un po' tutti nelle ultime ore, la notizia ha fatto il giro del web ed è arrivata anche alle orecchie del Direttore della Valle dei Templi di Agrigento, Giuseppe Parello, pronto a proporre l'incantevole location siciliana al gruppo Gucci al posto del Partenone. Il motivo, semplice quanto sacrosanto: "Iniziative come questa – ha dichiarato il Direttore – hanno un risvolto positivo anche per la nostra immagine". Ovviamente anche il denaro fa la sua parte, aggiungendo: "Da noi solo bambini e scuole entrano gratis. Per queste iniziative bisogna pagare, e pagare tanto". Oltre agli aspetti materiali, però, per Parello, resterebbero intoccabili anche quelli legati alla fruizione pubblica del luogo: "Le nostre richieste  sono il rispetto assoluto dei luoghi e la possibilità per il pubblico di visitare la Valle prima e dopo la sfilata. E poi, ovviamente, c’è il fattore decoro, ma ovviamente lo stile Gucci sarebbe una garanzia: dico, in via teorica, che se qualcun altro ci chiedesse di fare sfilare una pornodiva non accetteremmo, ma su una maison di questo livello non c’è neanche da dubitarne". A questo punto toccherà attendere la contromossa di Gucci.

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