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Civiltà perduta: recensione e trama del film con Charlie Hunnam avventuroso esploratore

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Il film Civiltà perduta ricostruisce la storia dell'esploratore britannico Percy Fawcett che rimase ossessionato dall'idea di ritrovare la misteriosa città di Z e che nel tentativo di scoprirla sparì misteriosamente in Amazzonia. Ecco la nostra recensione

Civiltà perduta Film

C'è stato un tempo in cui intere aree geografiche erano ancora totalmente vergini, non conoscevano il piede dell'uomo o per meglio dire l'impronta e la rapacità dell'uomo bianco. Su alcuni uomini questi luoghi carichi di mistero e in alcuni casi di promesse di ricchezza esercitavano un fascino irresistibile, spingendoli a partire per viaggi che definire avventurosi è un eufemismo. Quella fu l'epoca delle grandi esplorazioni britanniche, perché nessuno come gli inglesi ha sentito il richiamo dell'ignoto e della scoperta. Decisi a mappare ogni angolo di mondo, i membri delle Royal Geographic Society salpavano alla volta dei ghiacci del polo alla ricerca del passaggio a Nord Ovest o si lasciavano attirare dall'intricato enigma dell'Amazzonia che, secondo alcuni, celava nella sua fitta vegetazione il segreto di una civiltà scomparsa che avrebbe avuto il suo cuore nella ricca città di Z. Vittima di questa fascinazione fu anche Percy Fawcett e proprio alla figura di questo esploratore tanto integerrimo quanto coraggioso e visionario è dedicato il film Civiltà perduta (The Lost City of Z nell'originale) del regista James Gray.

Civiltà Perduta, la trama

Percy Fawcett (Charlie Hunnam) è un maggiore dell'esercito britannico. Figlio di un uomo amante del gioco e del bere sembra aver dedicato la sua vita a riscattare l'onore della sua famiglia. Fawcett vorrebbe dimostrare quanto vale sul campo di battaglia, così da meritare gloria e medaglie, ma è invece un'altra missione, peraltro del tutto inaspettata, quella che gli viene assegnata. La Royal Geographic Society vuole che egli parta alla volta della Bolivia per risalire alle sorgenti del Rio Verde e per mappare l'intera area. L'incarico ha anche un risvolto politico, perché l'Impero Britannico si è "offerto" di fare da garante fra Brasile e Bolivia in una contesa relativa al confine fra i due paesi. Perplesso, Fawcett decide di accettare perché proprio questa impresa potrebbe regalargli tutto ciò che ha sempre desiderato. Come suo assistente Percy si ritrova un certo Mr Costin (Robert Pattinson) e i due dopo un'iniziale diffidenza trovano un affiatamento perfetto. La spedizione si rivela un successo e Fawcett si appassiona al mondo verde dell'Amazzonia, rimanendo sedotto dalla storia raccontatagli da un indios secondo cui, nascosta nel verde, ci sarebbe una città ricchissima. Al suo ritorno a Londra, dove lo attendono la moglie Nina (Sienna Miller) e i due figli, Fawcett viene salutato come un eroe, ma ormai l'uomo non può abbandonare il desiderio di scoprire la misteriosa città che ha deciso di ribattezzare Z, perché ritiene possa essere l'ultimo tassello per ricostruire la storia della civiltà umana. Malgrado un generale scetticismo, generato anche dal fatto che Fawcett dichiara apertamente che gli indios non sono inferiori agli inglesi né lo è la loro civiltà, l'esploratore e l'ormai inseparabile Costin trovano chi sia disposto a finanziare la costosa spedizione: è Mr Murray, colui che fu una volta compagno di Shackleton. Le cose però una volta giunti in Amazzonia non vanno come sperato e l'impresa naufraga. Il ritorno non poteva essere più amaro e lo scoppio della Grande Guerra condanna Fawcett a due anni di combattimenti a seguito dei quali riporta gravissime ferite. Sembra ormai lontanissimo il sogno di ritrovare Z, ma a risvegliare l'ossesione anni dopo è però proprio il figlio di Fawcett, Jack,  deciso a partire con il padre per quella che sembra una incredibile avventura dalla quale però potrebbe essere molto difficile fare ritorno.

Civiltà Perduta, la recensione

Come avrete capito leggendo la trama del film Civiltà perduta, la storia di Percy Fawcett è semplicemente bellissima. L'ossessione, il sogno, il desiderio di scoprire, il richiamo dell'avventura sono tutti elementi che hanno fatto grande l'epoca delle esplorazioni britanniche e che anche a distanza di più di un secolo fanno ancora sognare. E' molto difficile raccontare tanto l'impulso umano verso l'ignoto quanto il momento storico e per questa ragione James Gray ha preso un bel rischio nel girare questa pellicola, ma il risultato, seppure non perfetto, è certamente buono e interessante. L'esplorazione è davvero materia affascinante e il mistero dell'Amazzonia, delle tribù e della loro storia è qualcosa che in Civiltà perduta ipnotizza e strega. Del cast non è solo Charlie Hunnam (già visto in King Arthur) a meritare attenzione, sono anzi soprattutto un irriconoscibile Robert Pattinson, la cui estetica è davvero lontana anni luce dal teen idol a cui ci aveva abituati, e una convincente Sienna Miller a meritare gli applausi. Il personaggio interpretato dalla Miller, Nina Fawcett, meriterebbe del resto un film a parte: coraggiosa e di mente aperta come il marito, rappresenta un esempio di donna sicura e forte, capace di farsi rispettare da Fawcett che ne ammirava l'indipendenza e l'audacia. E' veramente un personaggio ben riuscito e molto convincente,  sebbene Sienna Miller sia in scena per meno tempo rispetto agli altri membri del cast. La storia dunque c'è, il cast anche: cosa manca a Città perduta?

Forse nella prima parte si è un po' persa di vista proprio l'ossessione, sembra infatti che tutti i personaggi non facciano che ripetere a Fawcett quanto sia per l'appunto ossessionato da Z, ma proprio Fawcett non sembra crederci molto. Vera o meno non c'era certamente bisogno della scena con una medium russa che ricordi, per l'ennesima volta, al maggiore la propria ossessione. Sono dettagli, ma probabilmete se sistemati avrebbero lasciato che la storia del film scorresse in maniera ancora più fluida e gradevole. Detto questo speriamo che ci siano altre pellicole sugli esploratori e sui sogni che l'esplorazione ha portato con sé regalandoci un periodo  unico dal punto di vista delle scoperte, delle ipotesi storiche (talvolta completamente folli!) e delle imprese compiute. Speriamo che il ritratto di Fawcett sia il primo di una serie. Intanto ci sentiamo di raccomandare un bellissimo libro, uscito lo scorso anno per Adelphi, che racconta la esplorazioni polari, tema particolarmente caro agli inglesi, il titolo è I ragazzi di Burrow, l'autore è Fergus Fleming. Leggetelo e se avete trovato eccentrico Fawcett o sopra le righe alcune scene di Civiltà perduta vi renderete conto che i tempi erano davvero così, un po' folli e senza limiti, e gli uomini anche. Tempi comunque assai entusiasmanti.

Civiltà Perduta, il trailer

 

Civiltà Perduta, tutte le informazioni

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