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Fondazione LIA: tutti hanno il diritto di leggere. L'intervista a Cristina Mussinelli

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Poter leggere anche quando si è affetti da disabilità visiva, sembra un sogno e invece è il grande obiettivo della Fondazione LIA, Libri Italiani Accessibili, che grazie alle nuove tecnologie permette di accedere a tantissimi contenuti editoriali. Abbiamo intervistato Cristina Mussinelli, il Segretario generale della Fondazione, per scoprire come funziona questo fondamentale progetto

Fondazione LIA Intervista a Cristina Mussinelli

Tutti hanno il diritto di leggere per sapere, per crescere, per evolvere, anche perché leggere migliora l’umore, la salute e la vita. Questa frase è estratta dal manifesto di LIA, l'acronimo sta per Libri Italiani Accessibili. Si tratta di una Fondazione che promuove il libro e la lettura in tutte le sue forme tradizionali e digitali, attraverso attività di educazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca, garantendone i principi fondamentali: accessibilità, integrazione e socialità.

In particolare le attività e le iniziative di LIA sono finalizzate ad ampliare l’accesso ai prodotti editoriali a tutte le categorie deboli - disabili visivi e altre tipologie di disabilità - e a tutte le persone in condizioni di disagio sociale e culturale. Noi di PianetaDonna abbiamo fatto due chiacchiere con Cristina Mussinelli, il Segretario generale della Fondazione.

Che cos'è Fondazione LIA?

Fondazione LIA  è una realtà no profit nata nel 2014 per aumentare l’accesso ai prodotti editoriali da parte delle persone non vedenti e ipovedenti utilizzando in modo innovativo le possibilità offerte dall’innovazione tecnologica e dagli e-book. Svolgiamo anche attività di formazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca per promuovere l’adozione dei principi di accessibilità, integrazione e socialità nel mondo del libro, grazie alla stretta collaborazione con 68 case editrici e al supporto costante dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

A chi si rivolge la fondazione?

L'obiettivo della Fondazione è quello di coinvolgere i 362 mila non vedenti e gli 1,5 milioni di ipovedenti italiani nelle dinamiche del mercato editoriale – con un focus particolare al segmento dell’editoria della varia – offrendo loro la possibilità di accedere agli stessi titoli, negli stessi modi e tempi di un qualunque altro lettore.

E come?

Fino a poco fa le versioni accessibili erano solo versioni speciali realizzate ad hoc da strutture specializzate, su richiesta dei singoli utenti, con costi elevati e tempi lunghi. Oggi, grazie al lavoro fatto da LIA con gli editori che collaborano con la Fondazione, gli e-book nascono già accessibili e sono gli stessi per tutti. Sul sito www.libritalianiaccessibili.it è disponibile un catalogo di oltre 16.000 ebook accessibili, che permette agli utenti di conoscere l’offerta disponibile e poi di acquistare i libri di loro interesse attraverso le librerie online preferite.

Come le nuove tecnologie riescono a colmare il gap tra utente non vedente e l'editoria tradizionale? 

Pc prima e smartphone e tablet più di recente hanno rappresentato una svolta in termini di autonomia e possibilità per non vedenti e ipovedenti in numerosissimi campi. Per quanto riguarda la lettura il discorso non fa eccezione. Se un ebook è accessibile può essere letto usando questi dispositivi e le normali applicazioni di lettura che tutti usiamo. Le persone con disabilità visiva possono personalizzarle a seconda delle loro esigenze e preferenze: possono leggere usando la sintesi vocale con i computer e i dispositivi mobili, ingrandire i caratteri o cambiando i contrasti dei colori, possono collegare i dispositivi con la barra Braille, un dispositivo elettro-meccanico che trasforma i testi digitali in caratteri Braille su una apposita tastiera.

Quali obiettivi ci sono nel futuro di LIA?

Il sogno di LIA è quello di fare in modo che tutti i contenuti possano essere letti da chiunque: in un mondo in cui l’accesso all'informazione è sempre più importante e sempre più digitale, è fondamentale che questo diventi una opportunità e non una barriera. Oltre al lavoro fatto con gli editori stiamo promuovendo il concetto di accessibilità della lettura anche all’interno delle aziende e delle istituzioni: per esempio la banca Intesa SanPaolo o l’Ufficio delle Pubblicazioni della Commissione Europea stanno collaborando con noi per pubblicare contenuti accessibili.

Cosa state facendo per comunicare all'esterno la presenza di una fondazione così importante come LIA? 

Una delle attività più importanti che facciamo sono i Reading al buio, un format particolare che abbiamo messo a punto per raccontare, attraverso un’esperienza fortemente coinvolgente ed emozionante, i nostri principi. Durante il Reading al buio un autore si alterna nella lettura di brani tratti dai sui libri, con un lettore con disabilità visiva che prosegue la lettura leggendo l’e-book accessibile LIA in diverse modalità: ingrandendo i caratteri, utilizzando il display braille oppure con la sintesi vocale. Il Reading al buio testimonia in diretta il cambiamento messo in atto da LIA, grazie a cui tutti possono leggere ciò che vogliono, come e quando vogliono.

Quando si tengono i reading? E quali autori hanno partecipato fino a oggi?

I Reading si svolgono di solito in occasione di manifestazioni dedicate alla promozione della lettura come fiere del libro e festival. Hanno partecipato ai nostri Reading autori come Antonio Manzini, Gianrico Carofiglio, Michela Murgia, Marco Buticchi, Chiara Gamberale e Vinicio Capossela.

Elisabetta Corradin, lettrice durante i Reading al buio e coordinatrice delle guide a Dialogo nel Buio ci conferma che si tratta di eventi fondamentali per coinvolgere pubblico e sensibilizzare l'opinione pubblica.

All’emozione che chiunque proverebbe nel leggere un testo in presenza di colui che l’ha creato, si aggiunge la gioia di condividere il piacere della lettura con sensi e strumenti diversi: non importa se il testo si guarda o si tocca, se gli occhi o le dita scorrono su un foglio di carta o su un dispositivo elettronico… la parola raggiunge comunque il nostro interlocutore e soprattutto il nostro intimo, trasmettendo quelle sensazioni che chi ama la lettura ben conosce: si crea così un’intimità, quasi una complicità, tra lettori, autori e pubblico, il cui stupore - che non posso vedere con i miei occhi-  è palpabile nell’aria. Molti pensano che la lettura Braille sia complicata e faticosa, mentre come dimostrano questi Reading per chi conosce ed usa il codice da molto tempo è assolutamente fluida, naturale ed espressiva; ed è proprio questa naturalezza a creare quel senso di mistero e fascino che circonda un alfabeto inventato ormai duecento anni fa ma ancora insuperato, anzi valorizzato dall’evoluzione tecnologica.

In conclusione Antonino Cotroneo, un utente LIA , ci ha raccontato la sua esperienza

La mia esperienza di lettura con LIA è migliorata tantissimo perché adesso è possibile avere una bussola grazie alla quale orientarsi quando si vuole acquistare un libro. Uso in particolare il sito per capire da quali diritti è protetto un libro. Sulla base di questa informazione posso decidere dove andare a comprarlo e con quale applicazione leggerlo. Se non ci fosse la vetrina LIA il tempo che passa da quando decido di leggere a quando lo faccio effettivamente sarebbe molto più lungo perché non sempre tutte le informazioni utili sono indicate.

Sono soddisfatto dell’offerta dei titoli, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità delle novità costantemente proposte. Sarebbe molto bello se potessero essere disponibili titoli meno recenti. Se dovessi citare un autore che vorrei leggere è il filosofo contemporaneo Raimon Panikkar. Da tantissimi anni vorrei anche leggere Il Tao della fisica di Fritjof Capra.

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