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L'uomo di neve: trama e recensione del thriller nordico con Michael Fassbender

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La trama e la recensione del film L'uomo di neve di Tomas Alfredson con Michael Fassbender, ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore norvegese Jo Nesbø

L'uomo di neve Film

Il raffinato regista svedese Tomas Alfredson porta al cinema uno dei più appassionanti thriller della letteratura scandinava, L'uomo di neve di Jo Nesbø. Questa combo scandinava (Nesbø è norvegese) sembra quanto mai adeguata, dato che da diversi anni proprio dalla penisola nordica arrivano alcuni dei migliori noir, gialli e thriller. Non è la prima volta del resto che Alfredson si confronta con questo genere, dato che nel 2011 ha raggiunto la definitiva consacrazione, dopo il già positivissimo debutto con Lasciami entrare, grazie alla trasposizione cinematografica del romanzo di LeCarré La Talpa (Tinker, Taylor, Soldier...Spy) sfiorando addirittura l'Oscar. Il protagonista del film era in quel caso un elegantissimo e assai britannico Gary Oldman, mentre per L'uomo di neve il regista si è affidato alla bravura e alla fisicità di Michael Fassbender, perfetto per il ruolo di Harry Hole. Quest'ultimo è il detective protagonista di una vera e propria serie creata da Jo Nesbø di cui, è bene saperlo, L'uomo di neve non è il primo capitolo.

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L'uomo di neve, la trama

Harry Hole (Michael Fassbender) è un detective geniale ma allo sbando per via della sua dipendenza dall'alcol. A causa di questo che è ben più di un semplice vizio, è stato lasciato anche dalla fidanzata Rakel (Charlotte Gainsbourg), decisa a proteggere se stessa e a dare un esempio migliore a suo figlio Oleg. Ciò di cui Harry ha bisogno per uscire da questo tunnel è un caso su cui lavorare, un'indagine complessa che assorba tutta la sua attenzione. Seguendo la nuova collega Katrine Bratt (Rebecca Ferguson), recentemente trasferitasi da Bergen, Harry viene coinvolto senza neanche immaginarselo nel caso che attendeva da tempo. Katrine ha infatti scoperto che diverse donne sono scomparse o sono state ritrovate uccise nelle città di Oslo e di Bergen, tutte dopo una nevicata. Alcuni casi risalgono a molti anni prima e ad occuparsene era stato un detective di Bergen, Gert Rafto (Val Kilmer), poi suicidatosi. Dietro c'è la mano di uno stesso killer? E cosa lo spinge ad uccidere queste donne che sembrano non avere nulla in comune e nemmeno si conoscevano? Mentre Harry cerca di sciogliere questo intricato enigma, scopre anche che la sua collega potrebbe essere più coinvolta di quanto non si aspettasse. Intanto tutti gli indizi sembrano puntare verso uno degli uomini più potenti e influenti del paese, Arve Støp (JK Simmons) notorio dongiovanni, ma il mistero è molto più complicato di quanto non sembri inzialmente e l'uomo di neve è pronto a colpire nuovamente.

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L'uomo di neve, le differenze con il libro di Jo Nesbø

Cercheremo di parlare delle differenze fra il libro e il film de L'uomo di neve senza fare spoiler, tenendoci quindi più sul generico. Il personaggio di Harry Hole del film somiglia molto a quello del libro, sebbene nella pellicola di Alfredson sia forse più allo sbando, al punto da dimenticare gli appuntamenti con Oleg. Questo cambiamento è probabilmente dovuto al fatto che il film è per molti il primo approccio con Harry Hole, quindi il regista avrà probabilmente voluto mettere lo spettatore davanti al volto più terribile del detective, che altrimenti non avrebbe conosciuto. La relazione fra Rakel e Harry è molto meno importante nel film rispetto al romanzo, la donna diventa un personaggio di sfondo. Anche il movente dietro gli omicidi è leggermente diverso rispetto a quello immaginato da Nesbø. E' molto difficile parlare delle differenze fra libro e film senza rivelare troppo anche per il fatto che si tratta soprattutto di piccoli aggiustamenti, delle semplificazioni, e si rischia davvero di rovinare tutto rivelando le sorprese dell'uno e dell'altro.

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L'uomo di neve, la recensione

Tomas Alfredson torna con questo glaciale thriller alla regia, ne L'uomo di neve ritroviamo molte delle caratteristiche che abbiamo amato nelle precedenti pellicole: una fotografia elegante, dei tempi dilatati che permettono di assaporare i momenti più interessanti della storia, un grande cast. Su tutti, abbastanza prevedibilmente, spicca Michael Fassbender che si rivela molto adatto al ruolo dandogli spessore ed evitando il rischio di recitare la macchietta del detective ubriacone. L'atmosfera è coinvolgente e ben costruita, soprattutto nella prima parte del film. Ciò che non funziona sono principalmente i ruoli femminili, tanto quello di Rakel (Charlotte Gainsbourg) quanto quello della Bratt (Rebecca Ferguson); preferisco parlare dei personaggi, perché l'interpretazione delle due attrici è buona, ma c'è proprio un problema di eccessiva semplificazione. Rakel è quasi inesistente, il suo rapporto con Harry è davvero troppo trascurato, tanto che sembra difficile credere che cerchi un riavvicinamento, anche fisico, con l'uomo. Tuttavia lo stravolgimento più grande rispetto ai personaggi nel libro è certamente quello subito dal personaggio di Katrine Bratt che da donna affascinante, circondata da un alone di mistero, si trasforma in una scialba collega che ha scritto:"ho un problema" sulla fronte dalla sua prima comparsa in scena. Da personaggio intrigante e imprevedibile a personaggio piatto il passo, purtroppo, sembra essere piuttosto breve. C'è molto Harry Hole, come è giusto che sia, e molto poco di tutti gli altri protagonisti ed è così facile perdere il filo conduttore, capire perché certi eventi sono legati e soprattutto fare l'ultima fondamentale connessione fra gli omicidi e il movente del killer. La risoluzione dell'indagine è infatti spiegata molto frettolosamente, forse in ragione di un minutaggio già importante che non si voleva appesantire ulteriormente, peccato, perché il cinema di Alfredson è una tale goduria visiva che ci saremmo volentieri goduti qualche minuto in più. visto che nel libro è quanto mai complessa, però così si ha l'impressione di non comprendere fino in fondo le motivazioni del killer. Tuttavia Fassbender è talmente perfetto nel ruolo del detective creato da Nesbø che speriamo ci sia un'altra occasione per rivederlo, un secondo film che ci regali tante emozioni.

L'uomo di neve, il cast

Nel cast de L'uomo di neve di Tomas Alfredson ritroviamo alcuni attori che lo hanno accompagnato anche nell'avventura de La talpa: Toby Jones, che ne precedente film era l'ambizioso ma sciocco Percy Alleline e che qui invece ha il ruolo di un collega di Rafto, e David Dancik, che interpretava il galoppino Toby Esterhase, e che nella nuova pellicola è il dottor Idar Vetlesen. Michael Fassbender, come abbiamo ripetuto più volte, è il protagonista Harry Hole e al suo fianco troviamo Charlotte Gainsbourg e Rebecca Ferguson. JK Simmons è il dongiovanni Arve Støp, mentre James D'Arcy (Broadchurch) è Filip Becker. La vera chicca però è Val Kilmer, che da tempo non vedevamo sullo schermo, nei panni dell'agente Gert Rafto: irriconoscibile, con tanto di mascelle alla Marlon Brando ne Il padrino. Un'apparizione la fa anche Chloë Sevigny nel ruolo di Sylvia Ottersen, una delle vittime, ed è sempre bello ritrovare il suo ipnotico viso sullo schermo.

L'uomo di neve, il trailer

 

L'uomo di neve, tutte le informazioni

  • Durata: 125 minuti
  • Data di uscita: 12 ottobre
  • Distributore: Universal
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