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L’insonnia? È colpa del partner

Per un quarto delle coppie i movimenti volontari e involontari di chi divide lo stesso letto impediscono il riposo e portano a insonnia e diversi disturbi del sonno

Dormire bene rende più belli

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    jessica rattini
    I movimenti del partner sono una delle cause principali del cattivo riposo. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla National Sleep Foundation, associazione no profit statunitense, sulla correlazione tra l'ambiente in cui si dorme e la qualità del riposo.

    Dal sondaggio, condotto su 1004 intervistati, tra i 25 e i 55 anni, risulta che per un quarto delle coppie il rigirarsi continuo di chi dorme nello stesso letto rende difficile addormentarsi e favorisce i risvegli. L’indagine rivela anche che per la maggioranza degli americani dormire bene è una priorità, anche se la maggioranza lamenta problemi nel dormire. Quattro su dieci (41%) trascorrono molto tempo girandosi nel letto almeno qualche volta alla settimana. Un quarto (24%) dichiara invece che a rendere difficile il riposo almeno qualche notte a settimana sono i movimenti del partner, che disturba il riposo.

    «Le cause possono essere svariate -afferma Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur, leader mondiale del riposo-. Tra queste, lo stress accumulato durante la giornata, cattive abitudini alimentari o vita troppo sedentaria. In molti casi la colpa è di un cattivo supporto sul quale si riposa. Il materasso è vecchio, di cattiva qualità o non è adatto alle proprie esigenze, costringe a cambiare molto spesso posizione.

    Secondo uno studio condotto dal Lillhagen Hospital di Gotenburg, durante la notte si cambia posizione addirittura dalle 80 alle 100 volte: comprensibile poi che il riposo sia di cattiva qualità. Lo stesso studio dimostra anche che la colpa è riconducibile al supporto su cui si dorme: utilizzando Tempur i movimenti volontari e involontari che si compiono durante la notte si riducono dell’80%, passando da 100 a 17 circa. «Il sonno diventa quindi qualitativamente migliore grazie alla riduzione dei microrisvegli e l’insonnia si riduce nel 59% dei casi, grazie alla riduzione al minimo dello stress per muscoli e nervi e alla posizione naturale che assume la colonna vertebrale e le articolazioni» conclude Bergamin.

    L’eccessiva pressione esercitata dal materasso sul corpo provoca l’esigenza di spostarsi: un dato che condiziona non solo la qualità del proprio sonno, ma anche quella di chi divide lo stesso letto, che è disturbato dal movimento. Grazie allo speciale sistema allevia-pressione, Tempur evita invece questo problema. «Il materiale Tempur è termosensibile, dunque si ammorbidisce e si adatta perfettamente al profilo del corpo, donando una sensazione di assenza di gravità -spiega Bergamin-. A differenza del comune poliuretano, che ha una configurazione cellulare irregolare che si comprime semplicemente sotto il peso, lo speciale materiale dei materassi Tempur è composto da miliardi di cellule aperte a forma sferica che rispondono alla temperatura e al peso del corpo, muovendosi e riorganizzando la propria posizione».

    Il materiale che Tempur utilizza per i propri prodotti è frutto del programma di ricerca aerospaziale della Nasa ed è l’unico che vanta la certificazione della Space Foundation. Inizialmente ideato per alleviare la pressione sul corpo degli astronauti, oggi è la soluzione adatta per garantire un sonno benefico e confortevole ed è il massimo nel campo dei sistemi per dormire.



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