PianetaDonna

A 50 anni, dopo un lungo matrimonio, sono ancora vergine

Avevamo impostato il rapporto in altro modo sin dall’inizio,io ero anche la sorella che non avevala sua piccolina,eravamo giovani e si faceva sesso in auto ma mi ero accorta già allora che aveva dei problemi…sono passati tanti,tanti anni e dopo tante incertezze l’ho sposato,forse più per far contenti i miei che me,ma gli volevo bene e l’ho sempre rispettato anche se le occasioni non mancavano.Adesso abbiamo poco più di 50 anni,credevo fosse finita e per un pò mi ero arresa,mi sono anche trascurata perchè c’era la casa,i suoi genitori che stavano male,due anni dopo il matrimonio ero ancora vergine,avevo paura dei ginecologi e non volevo andarci così mi sono ritrovata con una malattia e ho dovuto operarmi,in ospedale si sono accorti e mi hanno presa in giro come l’ultima delle stupide.
Allora l’ho odiato,ho odiato e disprezzato quell’uomo che per una stupida fimosi,un pò di pelle che tirava sul pene mi aveva resa una donna incompleta,oggi guardo le altre e penso che hanno avuto tutto ciò che mi è mancato,come in un film hard che non ho potuto interpretare e così l’ho costretto ad operarsi.L’urologo gli ha detto che va tutto bene,che non è impotente solo ha perso l’abitudine,non l’ha fatto per troppo tempo ed ha un blocco,lui pretende che lo aiuti,facendo la carina ma io lo disprezzo e riesco soltanto a piangere perchè ancora adesso l’erezione non gli dura,non combina niente ed io mi sento ancora la povera handicappata,la mezza donna che mi ha resa lui.A cosa serve,mi chiedo,il benessere che ho,le altre cose che ho ottenuto se l’ultima delle disgraziate sa cosa vuol dire sesso ed io no?Mi crede,sto piangendo anche ora mentre le scrivo e non so uscirne…


Gentile lettrice,
ho letto e riletto la sua lettera, comprendo tutta la sofferenza che sta vivendo in questo momento, avere 50 anni significa anche fare dei bilanci , delle riflessioni sulla propria vita finora trascorsa.
E accade di essere molto critici e severi , direi crudeli a volte, con se stessi e/o con le persone che si ritengono responsabili del proprio malessere, per ciò che non si è realizzato, per i progetti disattesi o falliti.
Ma agire questo atteggiamento porta solo ad alimentare ed amplificare lo stato di malessere , si rimane avvitati ad un lup ossessivo negativo : ogni energia che potrebbe essere “utilizzata” in modo costruttivo, per capire cosa si desidera veramente oggi, e come agire per realizzarlo , viene distrutta .
Rifletta , non permetta a stessa di perdere ancora tempo, ad accettare ancora una volta , in modo più o meno passivo,  ciò che sta vivendo. Decida di promuovere un vero cambiamento , benefico per sé e per la vostra coppia se riterrà opportuno farlo .
Nella mia lunga attività professionale , ho seguito molte coppie di età diversa, anche vicina o molto oltre alla sua, che  lo stesso suo problema, ciò che in ambito sessuologico viene definito “matrimonio orato ma non consumato”.
Le cause possono essere molteplici , maschili (per problemi di fimosi), o femminili (vaginismo o dispaurenia )  o altro ancora.
Spesso prevale una componente psicologica, una sorta di timore di sperimentare una sessualità adulta, presente sia nella modalità di approccio alla sessualità, ma anche nella modalità di affrontare il problema , praticando percorsi di risoluzione adeguati .
I tentativi di risoluzione che la coppia intraprende (senza chiedere aiuto ad uno specialista)  , generano spesso frustrazione,  impotenza emotiva, da cui la scelta di evitare ogni approccio erotico , come forma di tutela  e di protezione della relazione sentimentale/affettiva .
La coppia raggiunge una sorta di apparente equilibrio , fino a quando la situazione esplode  e la coppia è obbligata a trovare altre soluzioni .
Problematiche queste, che rappresentano una realtà sommersa , silenziosa ma assai più frequente di quello che si possa immaginare .
Coppie , donne che nel percorso sessuologico portato tutte lo stesso vissuto , di sentirsi “diverse” , incompiute , private della gioia di sperimentare la sessualità completa. Rabbia, dispiacere , solitudine , sono i tanti sentimenti che  vengono descritti.
E allorquando , attraverso un percorso sessuologico ( e anche chirurgico se presente il problema di fimosi) , risolvono il problema , tutte ma proprio tutte , con grande rimpianto , dispiacere e tristezza si chiedono perché hanno perso così tanto tempo . La gioia di sperimentare e godere pienamente del proprio successo, veniva ombrata da questi pensieri (legittimi ) ma inutili e negativi .
Oggi dentro di lei prevalgono i  sentimenti di disprezzo verso suo marito, di grande tristezza e delusione, la invito a focalizzare l’attenzione su ciò che oggi puo e deve fare.
Decida di farsi aiutare , consulti uno psicologo per avere uno spazio individuale per elaborare ciò che sente . E se deciderà di dare a sé e a suo marito una nuova chance , intraprenda un percorso sessuologico di coppia, solo così potrà risolvere davvero il problema e vivere nonchè apprezzare ogni piacere erotico e non .
Puo ancora farlo, dipende da lei . Coraggio e sono certa che intrapresi i passi giusti, sarà in grado di capire quale direzione intraprendere .
Decida finalmente di essere capitano della sua vita e del suo destino .

Avevamo impostato il rapporto in altro modo sin dall’inizio,io ero anche la sorella che non avevala sua piccolina,eravamo giovani e si faceva sesso in auto ma mi ero accorta già allora che aveva dei problemi…sono passati tanti,tanti anni e dopo tante incertezze l’ho sposato,forse più per far contenti i miei che me,ma gli volevo bene e l’ho sempre rispettato anche se le occasioni non mancavano.Adesso abbiamo poco più di 50 anni,credevo fose finita e per un pò mi ero arresa,mi sono anche trascurata perchè c’era la casa,i suoi genitori che stavano male,due anni dopo il matrimonio ero ancora vergine,avevo paura dei ginecologi e non volevo andarci così mi sono ritrovata con una malattia e ho dovuto operarmi,in ospedale si sono accorti e mi hanno presa in giro come l’ultima delle stupide.Allora l’ho odiato,ho odiato e disprezzato quell’uomo che per una stupida fimosi,un pò di pelle che tirava sul pene mi aveva resa una donna incompleta,oggi guardo le altre e penso che hanno avuto tutto ciò che mi è mancato,come in un film hard che non ho potuto interpretare e così l’ho costretto ad operarsi.L’urologo gli ha detto che va tutto bene,che non è impotente solo ha perso l’abitudine,non l’ha fatto per troppo tempo ed ha un blocco,lui pretende che lo aiuti,facendo la carina ma io lo disprezzo e riesco soltanto a piangere perchè ancora adesso l’erezione non gli dura,non combina niente ed io mi sento ancora la povera handicappata,la mezza donna che mi ha resa lui.A cosa serve,mi chiedo,il benessere che ho,le altre cose che ho ottenuto se l’ultima delle disgraziate sa cosa vuol dire sesso ed io no?Mi crede,sto piangendo anche ora mentre le scrivo e non so uscirne…

RISPOSTAGentile lettrice, ho letto e riletto la sua lettera, comprendo tutta la sofferenza che sta vivendo in questo momento, avere 50 anni significa anche fare dei bilanci , delle riflessioni sulla propria vita finora trascorsa.E accade di essere molto critici e severi , direi crudeli a volte, con se stessi e/o con le persone che si ritengono responsabili del proprio malessere, per ciò che non si è realizzato, per i progetti disattesi o falliti.    Ma agire questo atteggiamento porta solo ad alimentare ed amplificare lo stato di malessere , si rimane avvitati ad un lup ossessivo negativo : ogni energia che potrebbe essere “utilizzata” in modo costruttivo, per capire cosa si desidera veramente oggi, e come agire per realizzarlo , viene distrutta .
Rifletta , non permetta a stessa di perdere ancora tempo, ad accettare ancora una volta , in modo più o meno passivo,  ciò che sta vivendo. Decida di promuovere un vero cambiamento , benefico per sé e per la vostra coppia se riterrà opportuno farlo .
Nella mia lunga attività professionale , ho seguito molte coppie di età diversa, anche vicina o molto oltre alla sua, che  lo stesso suo problema, ciò che in ambito sessuologico viene definito “matrimonio orato ma non consumato”.
Le cause possono essere molteplici , maschili (per problemi di fimosi), o femminili (vaginismo o dispaurenia )  o altro ancora.
Spesso prevale una componente psicologica, una sorta di timore di sperimentare una sessualità adulta, presente sia nella modalità di approccio alla sessualità, ma anche nella modalità di affrontare il problema , praticando percorsi di risoluzione adeguati .
I tentativi di risoluzione che la coppia intraprende (senza chiedere aiuto ad uno specialista)  , generano spesso frustrazione,  impotenza emotiva, da cui la scelta di evitare ogni approccio erotico , come forma di tutela  e di protezione della relazione sentimentale/affettiva . La coppia raggiunge una sorta di apparente equilibrio , fino a quando la situazione esplode  e la coppia è obbligata a trovare altre soluzioni .
Problematiche queste, che rappresentano una realtà sommersa , silenziosa ma assai più frequente di quello che si possa immaginare .
Coppie , donne che nel percorso sessuologico portato tutte lo stesso vissuto , di sentirsi “diverse” , incompiute , private della gioia di sperimentare la sessualità completa. Rabbia, dispiacere , solitudine , sono i tanti sentimenti che  vengono descritti.
E allorquando , attraverso un percorso sessuologico ( e anche chirurgico se presente il problema di fimosi) , risolvono il problema , tutte ma proprio tutte , con grande rimpianto , dispiacere e tristezza si chiedono perché hanno perso così tanto tempo . La gioia di sperimentare e godere pienamente del proprio successo, veniva ombrata da questi pensieri (legittimi ) ma inutili e negativi .
Oggi dentro di lei prevalgono i  sentimenti di disprezzo verso suo marito, di grande tristezza e delusione, la invito a focalizzare l’attenzione su ciò che oggi puo e deve fare.Decida di farsi aiutare , consulti uno psicologo per avere uno spazio individuale per elaborare ciò che sente . E se deciderà di dare a sé e a suo marito una nuova chance , intraprenda un percorso sessuologico di coppia, solo così potrà risolvere davvero il problema e vivere nonchè apprezzare ogni piacere erotico e non .
Puo ancora farlo, dipende da lei . Coraggio e sono certa che intrapresi i passi giusti, sarà in grado di capire quale direzione intraprendere . Decida finalmente di essere capitano della sua vita e del suo destino .

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