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30 donne uccise nel 2013 non sono abbastanza?

I recenti dati sul femminicidio parlano chiaro, troppe le vittime causate forse da inefficienza e inerzia. Ma forse qualcosa inizia a muoversi

Violenza sulle donne

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    Donna che piange
    Anya Pedullà

    Il femminicidio: sembra quasi inevitabile parlarne ultimamente, un dramma che si consuma sempre più spesso tra le mura delle case meno sospettabili. E' ancora fresca la notizia del duplice omicidio commesso nei confronti di due romene nella città di Palermo per mano del marito di una delle vittime.

    La lotta al femminicidio è diventata ormai una causa sostenuta da svariate associazioni, anche Radio 24 ha deciso di farlo dedicando un’intera giornata del suo palinsesto a questo grave problema, ancora troppo presente e sottovalutato sia dai politici che dalle forze dell’ordine.


     

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    Saranno molte le interviste e gli interventi volti a sensibilizzare , informare, denunciare l’inefficienza pubblica verso questa una piaga sociale che ha raggiunto ormai lo stato di emergenza.
    Ancora oggi infatti i centri antiviolenza reclamano insufficienza di fondi e indifferenza da parte di molte autorità influenti.
    Diversi  gli ospiti che interverranno al programma, tra questi l’avvocato Simonetta Agnello Hornby, che ha fondato 34 anni fa a Londra il primo studio legale che avesse un dipartimento dedicato ai casi di violenza domestica, e la Senatrice Francesca Puglisi, capogruppo Pd della Commissione Istruzione e Università del Senato.
    Storie di donne uccise, violentate, sfigurate da mariti, fidanzati o ex che non si rassegnavano alla fine di una relazione, saranno al centro dell’iniziativa lanciata da Radio 24, completamente aperta a commenti esterni tramite il numero verde 800.24.00.24, o attraverso l’hashtag di Twitter #Fermiamoquestastrage.


     

    VEDI ANCHE: AL SALONE DEL LIBRO E' BATTAGLIA AL FEMMINICIDIO

     


    Secondo i dati del Telefono Rosa sono state 124 le donne uccise dal proprio compagno nel 2012, e si contano oltre 30 femminicidi già nei primi mesi del 2013, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rivela invece come sia l’omicidio la principale causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni, prima ancora di malattie ed incidenti.
    Sono ancora troppo poche le persone che denunciano le violenze subite all’interno delle mura domestiche, probabilmente anche a causa della scarsa informazione e della limitata presenza di strutture dedicate al supporto psicologico e fisico di chi si trova a vivere questo dramma.
    A tal proposito alcune parlamentari del PD hanno presentato un disegno di legge che comprende, tra i suoi punti principali, l’inasprimento delle sanzioni, una task force per il coordinamento tra le istituzioni, l’incremento di fondi certi per i centri antiviolenza e la formazione nelle scuole. Ci auguriamo dunque che qualcosa si stia iniziando a muovere in questa direzione, magari proprio grazie al recente inserimento di un maggior numero di donne al governo.


     

    VEDI ANCHE: LAURA BOLDRINI UN PRESIDENTE CHE TUTELA LE DONNE

     


    Intanto la presidente della Camera Laura Boldrini continua la sua battaglia personale e, in occasione dell’apertura del convegno “WoMen: libere dalla violenza” - organizzato dall'Unione Forense e dall'Agenzia Earth-Nlp allo Spazio Europa di Roma - si esprime sull’importanza di «Rompere il silenzio su un tema complicato come quello della violenza contro le donne».
    La Boldrini sottolinea che «La violenza sulle donne è un fenomeno strutturale. Quindi culturale. Significa che ha radici stratificate e profonde» e spiega ancora come sia sbagliato continuare a definire raptus quelli che sono degli atti sadici ben studiati, accusando senza mezzi termini l’inefficienza delle forze dell’ordine «Non di raptus ma di assassini premeditati e di omissione da parte di chi avrebbe potuto tutelare le vittime». Inoltre la presidente ha annunciato che il 27 maggio ratificherà la Convenzione di Istanbul sulla violenza sulle donne, a cui hanno già aderito 22 Stati membri del Consiglio d’Europa.
    Che la lotta al femminicidio abbia finalmente inizio.

     


     



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    Commenti

    Chris domenica, 19 maggio 2013

    Commento

    Very interesting! Keep writing your articles.
    http://iresearchpaper.com/

    n° 2
    claudietta5 sabato, 18 maggio 2013

    Ribelliamoci Donne...iniziamo da whooming!!

    Se la prendono sempre con il sesso debole...ma non sanno che noi anche se non abbiamo i muscoli abbiamo un grande cervello!!!!! per questo possiamo fermare da subito lo stalker : www.whooming.com è un servizio che io stessa ho trovato per caso su internet..ma pensate che riesce in modo GRATUITO ad individuare il numero della persona che ci chiama con lo sconosciuto!!!! Lo consiglio proprio a tutti ma soprattutto alle donne che ogni giorno devono fare i conti con questa forma di violenza.

    n° 1
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