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Donne che hanno deciso di radersi i capelli a zero: l'ultima è Kate Hudson

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L'ultima a dire arrivederci alla sua chioma è l'attrice Kate Hudson, ma chi sono le donne che hanno avuto il coraggio di tagliarsi i capelli a zero e quali sono le connotazioni sociali di questo taglio, ai giorni nostri? Scopriamolo insieme

Capelli rasati a zero

Radersi i capelli a zero, per molte donne è un'utopia. Quando vediamo che qualcuna l'ha fatto restiamo spesso incredule, ne ammiriamo il coraggio: non importa che sia Demi Moore in Soldato Jane o Kristen Stewart, che ha sfoggiato qualche tempo fa sul red carpet, la testa scevra di capelli. Ora alla lista si aggiunge l'attrice americana Kate Hudson che ha mostrato sui social uno scatto in cui appare con i capelli a zero, assieme al figlio. Un grande coraggio, considerando che lei era molto affezionata alla sua chioma bionda, dovuto ad esigenze di copione, ma non è detto che non resti affezionata a questo nuovo look e che non lo adotti per qualche tempo, come hanno fatto altre attrici.

Tagliare i capelli a zero lo consideriamo sintomo di coraggio, di personalità, lo invidiamo se chi lo fa non teme i giudizi esterni o non ha "paura" di uscire dai canoni estetici - socialmente - richiesti o accettati. E sì, a volte non ce ne rendiamo conto, ma subiamo anche solo incosciamente suggestioni sul nostro aspetto fisico, su come è "giusto" che debba essere e come, invece, no.

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L'importanza dei capelli lunghi nella società

Già da piccole, le mamme e le nonne si divertono ad ornarci i capelli con ferrettini e fiocchetti, a farci apprezzare il nostro lato più femminile, e cresciamo appunto con la convinzione che rinunciare alla propria chioma sia quasi un "reato", o più semplicemente una stravaganza.

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Eppure, in un periodo in cui la moda sta rinunciando sempre più all'idea di perfezione e prestabilito, in cui sta rivedendo i canoni estetici - rivalutando l'imperfetto come contraltare della massificazione - la libertà di espressione, intesa anche come semplicemente tagliarsi i capelli a zero, è vista sempre meno come qualcosa di strano, o appunto possibile solo sul grande schermo (perché espressamente richiesto dal copione).

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Attrici che si sono rasate a zero nei film

La prima che ci viene in mente è sicuramente Demi Moore in Soldato Jane. La protagonista del film, per farsi accettare nel maschilissimo mondo dell'esercito americano, rinuncia a tutto: famiglia, fame, sonno e femminilità. Radersi la testa è uno dei primi step della sua trasformazione. Come dimenticare anche Anne Hathaway e la sua interpretazione ne I miserabili, film tratto dal romanzo di Victor Hugo. L'attrice, che aveva perso anche qualche chilo per interpretare la parte di Cosette, ha raccontato così a Live! With Kelly la scelta della rasatura a zero: "Non pensavo che tagliarmi i capelli fosse un grosso problema. Farlo è stata una mia idea, dato che era qualcosa che il personaggio aveva fatto… Poi mi sono accorta che non potevo tornare indietro" - aggiungendo - "Piangevo… ero inconsolabile". Eppure, come ha poi affermato in seguito in un'intervista a Vogue, è riuscita ad apprezzare dopo un po' di tempo il suo taglio pixie: "Sono così contenta del mio aspetto e ora mi piace abbastanza avere i capelli corti". O come dimenticare la bellissima Natalie Portman che con i capelli rasati, se possibile, ci sembrava ancora più naturalmente bella. L'ultima in ordine cronologico è stata Kristen Stewart che si è presentata a Parigi - in occasione della sfilata Chanel - con i capelli biondissimi rasati a zero, decisamente un nuovo look per l'attrice americana, anche se bisogna ammettere che negli ultimi anni aveva osato già diverse volte, sia con il taglio che con il colore, ricordate il biondo candeggiato?

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A chi stanno bene i capelli rasati a zero

Il taglio a zero per le donne è vittima di tantissimi luoghi comuni che purtroppo lo relegano spesso ad una scelta per poche o comunque, non in età adulta. In realtà molte di queste "preoccupazioni" sono solo in parte legate a problematiche vere. Analizziamone alcune delle più diffuse

  • Se mi raso a zero non sarò più femminile: sbagliato. I capelli cortissimi mettono in risalto i lineamenti e anche il collo che è una delle parti più seducenti delle donne.
  • Non ho un viso regolare o delicato. Anche in questo caso, non è necessario. Chi ha osato il taglio a zero ha raccontato di aver riscontrato maggiori apprezzamenti anche dall'altro sesso. Questo taglio infatti conferisce subito personalità, e poi basta un po' di rossetto a risolvere tutto, se abbiamo labbra carnose o abbondante mascara se gli occhi sono il nostro punto forte. Senza dimenticare poi gli accessori, in questo caso, infatti, possiamo sbizzarrirci con gli orecchini chandelier.
  • È solo per skinhead. Il taglio rasato veniva spesso associato a scelte politiche o di movimenti giovanili come il noto movimento anarchico britannico. Oggi invece, è una scelta considerata spesso anche alla moda proprio perché in passerella tante modelle hanno sfoggiato l'undercut, tra queste la più celebre è Lina Hoss.

Le donne con la testa rasata a zero nella storia

Per le donne, nella storia, i capelli rasati a zero hanno significato fin dal '400 qualcosa di negativo: per le bambine povere era necessario onde evitare parassiti o venivano tagliati per essere venduti; ma come dimenticare anche la caccia alle streghe, a cui venivano tagliati i capelli prima di essere bruciate. Agli inizi del '900 poi i capelli corti hanno rappresentato le classi povere o a chi veniva torturato o imprigionato. Alla fine del '900 - con gli ann'80 - il capello cortissimo diventa invece simbolo della rivoluzione sessuale, dei movimenti anarchici. Oggi, invece, non è più considerato qualcosa di scandaloso, né di politico, forse può essere ritenuto per certi versi una moda. In alcune tribù ma anche in alcuni Paesi dell'Asia, radersi vuol dire purificarsi, fare tabula rasa, ricominciare. Insomma, i tabù su questa scelta sono ormai (quasi) solo un vecchio ricordo, una cosa è certa, non scapperemo mai dalla domanda della mamma, a qualsiasi età: "E se poi te ne penti?".
 

 

 

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