1 5

Wycon sceglie Vanessa Villa, campionessa di karate, per la nuova collezione Wyconic: la nostra intervista

/pictures/2018/03/28/wycon-sceglie-vanessa-villa-campionessa-di-karate-per-la-nuova-collezione-wyconic-la-nostra-intervista-291487630[1009]x[420]1200x500.jpeg Ufficio Stampa
Wycon crea una capsule collection dedicata alle donne energiche, grintose e positive e si ispira alla campionessa di karate Vanessa Villa che abbiamo intervistato per voi

Wyconic Vanessa Villa

Incredibile ma vero, nel 2018 c'è ancora qualcuno che pensa che il make-up sia qualcosa di futile e da "femminucce". Nell'epoca del #metoo e della Women's March di Washington, le donne combattono ancora strenuamente per i loro diritti e lo fanno, perché no, anche indossando del make-up, anzi con orgoglio senza rinunciare al loro lato più frivolo e femminile.

Proprio per rappresentare tutte le eroine dei nostri giorni, Wycon ha dato vita al quinto appuntamento con la limited edition Wyconic: non una semplice collezione di make-up, ma un vero e proprio contenitore di storie moderne dedicato alle eroine di tutti i giorni che ispirano con le loro esperienze e che arricchiscono chi è pronto ad ascoltarle. Proprio per questo il marchio ha scelto come nuovo volto la campionessa di Karate Vanessa Villa. Un esempio di forza, determinazione, bellezza e coraggio che può essere di ispirazione per tutte noi. Simbolo della collezione infatti, è un fiocco nero che riprende il nodo alla cintura nera della karateka. Black Belt è il nome del mascara, allungante e volumizzante, mentre Empower Lip Kit è la combinazione matita labbra e liquid lipstick disponibile in due nuance: rosata o rossa. Le formulazioni sono a lunga tenuta, le texture resistenti e performanti, come per la matita occhi nera, che permette di realizzare uno smokey eyes deciso e waterproof.

Vanessa Villa: sul tatami sì ma con il make-up

Anche una campionessa come Vanessa Villa non rinuncia alla sua femminilità quando sale sul tatami. Un'atleta che a soli 24 anni si è distinta per le sue vittorie e per la grinta che ha messo in ogni sfida, in molti campi e che trova nel make-up un gesto anche di concentrazione prima di ogni gara.

I miei capelli lunghi, raccolti in una severa coda di cavallo, sfiorano sulle spalle il fresco tessuto del kimono. Dai tatami sento le grida degli atleti, al culmine della forza in un gesto. La voce dei maestri e dei giudici, i numeri dei voti alla performance. Il tifo degli amici, dei famigliari, dei fan che incitano i propri campioni verso la vittoria. Tra poco sarò io al loro posto, e dimostrare la mia abilità e la mia capacità espressiva nel katà, una sequenza che racconta di combattimenti con avversari immaginari, e nella quale si richiede la massima precisione di esercizio, la massima armonia, ma anche la massima energia. Ho raggiunto numerose vittorie, è vero, medaglie, trofei, hanno dato un senso ad anni – ben 17 - di sacrifici, da quando ero una bambina, nelle più importanti palestre italiane e in giro per il mondo. Ma ora, con la consapevolezza di una donna adulta, riesco a dare maggior valore a queste soddisfazioni, dopo aver accettato la mia individualità, i miei tratti distintivi, il mio trasportare chi realmente sono in un attacco o in una parata. I viaggi che ho affrontato, i periodi lontano da casa per allenamenti e gare, mi hanno fatto crescere e non potrei più vivere senza. Mi preparo. Anche se pratico una disciplina considerata maschile perché arte marziale, non voglio rinunciare alla mia femminilità, anzi non devo. Il make up fa parte della mia divisa, come questa cintura nera, un po’ consumata dove si stringe nel nodo. Tanto mascara e matita nera per gli occhi, da guerriera orientale, ispirata alle donne giapponesi, così eleganti nella loro semplicità eppure così ricche di mistero, come custodissero segreti ai quali nessuno potrà mai accedere.

Scopriamo qualcosa di più su Vanessa, con questa piccola intervista:

A che età hai iniziato a praticare karate e come ti sei avvicinata a questa disciplina?
Avevo 8 anni, piccolina. Avevo praticato danza classica per un anno, ma non mi aveva rapito il cuore. Mi sono avvicinata al karate grazie a un amico alle scuole elementari che mi ha mostrato qualche mossa. Mi innamorai immediatamente di quei gesti, di quei movimenti.
 
In che modo il karate ha influito sulla donna che sei ora?
Mi ha insegnato la determinazione, lo spirito di squadra e il sacrificio. Mi ha insegnato a non molare mai, a rialzarmi subito dopo le sconfitte, a credere nei miei obiettivi e a raggiungerli con tenacia e dedizione.
 
Quanto è importante mantenere la propria femminilità, anche in uno sport considerato maschile?
Importantissimo. Nel kata, la forma più antica del karate, è fondamentale mantenere la propria femminilità e gentilezza dei gesti.
 
A cosa non rinunci mai - in fatto di make-up - quando gareggi?
Alla matita nera, sfumata e intensa e al mascara. Lo sguardo dev'essere profondo e vincente.
 
Preferisci avere un po' di trucco anche quando ti alleni?
Quando mi alleno utilizzo giusto un velo di mascara a lunga tenuta e la matita nera alla fine dell'occhio, un po' allungata. Mi fa sentire bene, femminile e un po' più guerriera orientale.
 
Qual è la beauty routine di una sportiva?
Tanta pulizia, idratazione e massaggi. Poi, il momento del make-up, un rituale irrinunciabile.
 
A cosa pensi un minuto prima di salire sul tatami?
Non penso. Ascolto la mia musica preferita e sorrido.
 
A chi dedichi le tue vittorie?
A me stessa in primis. Alla mia famiglia che amo follemente e che è sempre pronta a sostenermi. Al mio maestro, Riccardo Salvatori.
 
gpt skin_mobile-bellezza-0