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Calo di zuccheri sintomi dell'Ipoglicemia e cosa fare

Cos'è il calo di zuccheri e quali sono i sintomi con cui riconosciamo un abbassamento del livello di glucosio nel sangue?

Calo di zuccheri

Il calo di zuccheri, chiamato ipoglicemia, è un abbassamento piuttosto rapido della concentrazione di glucosio nel sangue; considerato che gli zuccheri sono il principale carburante dell’organismo, tenuto in equilibrio da un fine sistema ormonale e da una serie di meccanismi compensatori, appare chiaro che quando questi calano velocemente il corpo fa fatica a continuare le sue normali attività e, anzi, manifesta dei sintomi piuttosto fastidiosi, che in alcuni casi possono anche risultare gravi e rischiosi.

Sono soggetti ovviamente predisposti a cali ipoglicemici i pazienti diabetici, ma cali di zucchero possono capitare a tutti, a causa del troppo calore o a causa dell’assunzione errata di alimenti che abbassano gli zuccheri nel sangue (ma anche saltare dei pasti o mangiare troppo poco, ad esempio), unita magari ad attività fisica troppo intensa, oppure a causa del consumo eccessivo di alcool o ancora a causa di squilibri ormonali.

Sintomi del Calo di zuccheri

  • fame
  • tremori
  • palpitazioni
  • pallore
  • aumento della salivazione
  • nausea
  • convulsioni
  • sudorazione
  • calo della vista
  • formicolii
  • mal di testa
  • difficoltà di concentrazione
  • sonnolenza
  • irritabilità
  • confusione
  • scarsa lucidità
  • ansia

Cosa fare?

Se sentite i tipici sintomi del calo di zuccheri, lasciate qualsiasi cosa state facendo e stendetevi con le gambe in alto, in modo da far circolare bene il sangue. Poi bevete un bicchiere d’acqua con un paio di cucchiaini di zucchero, a piccoli sorsi, per evitare il senso di nausea che può sopraggiungere in questi casi.

Solo successivamente sarebbe bene reintegrare il calo con l’assunzione di zuccheri anche complessi, come i carboidrati: un mezzo panino dovrebbe bastare, altrimenti una mela o una banana vanno sempre bene.

Calo di zuccheri improvviso

Può capitare che il calo di zuccheri si presenti repentinamente. Tuttavia, non appena si avvertono i sintomi dell'ipoglicemia, soprattutto se è una situazione alla quale andate soggetti, bisognerebbe intervenire reintroducendo gli zuccheri nel sangue. E' una buona idea andare sempre in giro con una zolletta di zucchero o, per comodità, con una bustina di zucchero di quelle che si trovano nei bar, sufficiente a garantirci di non scivolare nella crisi ipoglicemica nella sua forma peggiore.

Calo di zuccheri in gravidanza

In gravidanza è piuttosto normale che i valori glicemici si abbassino un po’, motivo per cui andrebbero costantemente monitorati. Il calo di zuccheri porta in gravidanza gli stessi sintomi di cui sopra, non è particolarmente rischioso per il feto, ma può essere davvero molto fastidioso per la mamma.
Il consiglio è quello di seguire un’alimentazione corretta e di usare le stesse precauzioni descritte poco fa anche in caso di calo di zuccheri in gravidanza.

Pressione bassa e calo di zuccheri: qual è la differenza?

Il calo di zuccheri e la pressione bassa vengono spesso confusi fra loro, in quanto i sintomi sono molto simili; si tratta però di condizioni diverse, nonostante possano apparire anche contemporaneamente. L’ipotensione infatti si verifica quando c’è un abbassamento della pressione sanguigna arteriosa (sotto i 100 mmHg di massima), dovuta a diversi possibili fattori, come la diminuzione di gettata cardiaca o la vasodilatazione.

Appare dunque chiaro che nel caso dell’ipotensione le cause dei sintomi descritti sono del tutto diverse rispetto al calo di zuccheri.

Ipoglicemia senza diabete

E’ da sottolineare che l’ipoglicemia nel soggetto non diabetico è rara, ma ovviamente possibile. Può essere causata oltre che dal digiuno o da una cattiva alimentazione, anche da un eccessivo consumo di alcool, da alcuni farmaci e da squilibri ormonali di varia natura.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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