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Cancro al seno: una storia vera per capire l'importanza della prevenzione

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A volte basta un attimo a cambiarti la vita, altre volte basta un semplice controllo a salvartela. Che questa testimonianza spinga molte donne a varcare la porta di un ambulatorio

L'importanza della prevenzione del cancro al seno

Sarei potuta morire. O peggio, sarei potuta morire giovane. Senza un seno. E soffrendo tremendamente. Invece sono qui, relativamente sana, decisamente intera, forse più pazza di prima, sicuramente più forte. E tutto questo grazie ad una semplice, banalissima ecografia. Che lì per lì ho odiato con tutta me stessa, ma che oggi posso solo ringraziare.

Tumore al seno nelle donne giovani under 40

Eseguivo controlli regolari a causa di alcune medicine che prendevo da tempo. Tutto procedeva bene finché, all’età di 29 anni, non sono entrata in un anonimo ambulatorio asl, in mezzo a facce sconosciute, a soli 11 mesi dall’ultimo controllo. E lì la terribile scoperta: è bastato appoggiare la sonda dell’ecografo al mio seno destro per individuare immediatamente una massa piuttosto grande e molto, molto sospetta.

Jolie effect: raddoppiano i controlli per cancro al seno

Non mi dissero subito e chiaramente la parola “cancro al seno”, che tuttavia aleggiava nell’aria come fuliggine nera; non potevano dirmelo, perché non potevano saperlo. Ma io sì, io lo sapevo, l’ho saputo fin dal primo istante. Tant’è che quel giorno piansi disperatamente. E non fu l’ultima volta.

La diagnosi: cancro al seno, ma la fortuna è dalla mia!

Quasi cinque mesi, millemila controlli e un’operazione dopo, finalmente mi diedero una definizione netta e precisa: carcinoma maligno in situ. Parole comprensibili quanto il calcolo della TASI. Eppure, nonostante lo spavento e quella parola maledetta, non poteva capitarmi diagnosi migliore.

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Sono viva, altera nella mia scollatura generosa (e solo vagamente intaccata da cambiamenti impercettibili all’occhio umano) e mi sono risparmiata un calvario di gran lunga peggiore di quel che mi è toccato: ho evitato chemioterapia, menopausa forzata e tutto ciò che ne poteva conseguire. Ho sopportato diversi cicli di radioterapia, una terapia farmacologica simile a quella della menopausa ma meno invasiva che dura ancora oggi, ma di fatto ho attraversato otto mesi complessivi di agonia. Otto mesi. A fronte di una vita intera.

Prevenzione e diagnosi del tumore al seno: consigli

Un’agonia per lo più psicologica: la sofferenza fisica infatti è stata decisamente lieve. Mi ha ferita di più la paura: di non sapere con certezza cosa avessi, di non sapere come potesse svilupparsi, di non sapere se mi sarebbe toccato morire di lì a poco. Sono stata privata della spensieratezza per un certo periodo. Ma sono ancora qui e me la sono cavata con poco.

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E voglio dirvi che, se tenete a quella spensieratezza, alla libertà di poter pensare a “domani” senza angoscia e soprattutto a non dover soffrire tanto, fate prevenzione. Lo so, i controlli costano tempo e denaro e organizzarli spesso non è facile: dottori, ospedali, cliniche, lunghe attese telefoniche o file interminabili agli sportelli. Da incastrare oltretutto fra lavoro e impegni vari. Fastidi, certo, ma incapaci di privarvi della famosa libertà di cui sopra. Anzi, prendete la prevenzione come un favore e una coccola che fate a voi stesse.

Coccolarsi con la prevenzione

Controlli regolari è la “parola” chiave. Fatevi consigliare dal medico di base su quali eseguire e quando. Ma non trascurateli per nessun motivo al mondo: mancanza di tempo, noia, stanchezza o apatia non valgono la libertà, la spensieratezza e la vita. Regalate dei giorni a voi stesse e alla cura del vostro corpo, non solo andando nei centri benessere o dall’estetista, ma anche avendo il coraggio di entrare in un ambulatorio medico. 

Perché in certe occasioni il tempo è tutto: non quello che passate cercando di prenotare una visita o in fila per pagare il ticket, bensì quello che basterebbe ai medici per fermare l’avanzare di un brutto male; o quello che scandisce la nostra permanenza in questo mondo. Sono tempi importanti quelli, fondamentali. Giocateveli bene…

Agite, dunque, e subito! E magari per associare il controllo a qualcosa di bello e coccoloso, conferendogli così una connotazione del tutto positiva, concedetevi davvero un momento di relax dopo la visita: un massaggio, un ritocco alle unghie, una tinta dalla parrucchiera, un percorso spa o un’occasione intima con il vostro compagno. Vedrete che la volta successiva non vi peserà poi tanto prenotare un altro controllo medico!

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