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Sindrome urogenitale da menopausa

‘Sindrome urogenitale da menopausa’ di cui soffre circa la metà delle donne nell’arco della propria vita. Buona la radiofrequenza per combatterla

Sindrome urogenitale da menopausa

Secchezza vaginale, bruciore, irritazione, ridotta lubrificazione ed infezioni ricorrenti al tratto urogenitale. In una sigla ‘Gsm’, ovvero Sindrome urogenitale della menopausa, di cui soffre circa la metà delle donne nell’arco della propria vita. In particolare alcuni disturbi, come la vaginite atrofica, rappresentano sempre più una
 perché sono infiammazioni non esplicitate dalle pazienti, sottostimate dai medici e pertanto non trattate accuratamente.
Molte donne inoltre ignorano o sono poco consapevoli sia del fatto che questo disturbo rappresenta una condizione
cronica con impatto significativo sulla salute sessuale e sulla qualità di vita, sia che oggi sono disponibili trattamenti efficaci e sicuri.
 
Fra i trattamenti all’avanguardia per combattere la secchezza vulvo-vaginale e intervenire sulla lassità vaginale, c’è ”EVAtm” che utilizza la tecnologia della radiofrequenza quadripolare dinamica. Grazie all’utilizzo di un manipolo da parte di uno specialista, viene stimolata la produzione di collagene e acido ialuronico per donare elasticità e compattezza al canale vaginale, ristabilendo il trofismo dei delicati tessuti vulvari e migliorandone l’aspetto estetico e funzionale. Un trattamento indolore e non invasivo, che non necessita di tempo di recupero e si può effettuare nel tempo di una ‘pausa pranzo’.
“Le pazienti con la radiofrequenza di ‘EVAtm’ riscontrano sin dalla prima seduta dei miglioramenti significativi sulla lassità vaginale. Questa nuova tecnologia garantisce, infatti, una procedura indolore e piacevole, senza sensazione di bruciore, che dona un miglioramento immediato della sensazione soggettiva nella donna”, spiega Ellis Martini, ginecologa presso la Clinica Asisa Care di Milano dove il trattamento è disponibile
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