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Menù di Natale: ricette dal mondo

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Un viaggio culinario di paese in paese per conoscere le tradizioni natalizie attraverso le pietanze delle feste. E in più tanti sputi per un menu di Natale alternativo

Menù di Natale dal mondo

Stanchi dei menù natalizi tradizionali sempre uguali a se stessi? Se questo Natale avete voglia di sperimentare qualche piatto diverso dal solito lasciate stare le ricette macrobiotiche, e piuttosto orientatevi sempre alla tradizione, ma non la vostra. Potrebbe infatti essere molto interessante fare un piccolo excursus nelle tradizioni culinarie di Natale straniere, per inserire un tocco esotico o comunque una novità tra i piatti del cenone della Vigilia o del pranzo di Natale.

Andiamo allora a fare un veloce viaggio culinario per conoscere le usanze e le tradizioni di paesi diversi dal nostro e per avvicinarci a persone che spesso abitano o lavorano con noi. Se siete radicati alle tradizione italiane e non volete rinunciare alle lasagne della nonna e agli struffoli partenopei provate a fare solamente una pietanza estera, giusto per dare un tocco di novità alla vostra tavola.
Ecco i piatti natalizi tradizionali di alcuni paesi esteri.

Antipasti di Natale

Menù di Natale in Polonia

In Polonia, paese estremamente cattolico, le feste natalizie sono molto sentite e radicate. Il cenone della Vigilia non prevede pietanze a base di carne, come in Italia. Per sedersi a tavola è necessario aspettare l’apparire della prima stella in cielo, poi tutti i commensali si scambiano gli auguri spezzando l’Oplatek, un’ostia decorata non consacrata, ognuno deve mangiarne un pezzetto come simbolo di unità familiare.


La tradizione vuole che la cena sia costituita da dodici portate, come gli apostoli. Dato che c’è astinenza da carne si comincia con un antipasto a base di Sledz, ovvero l’aringa del Mar Baltico, un vero must delle tavole per le feste in Polonia. Cucinata nelle più svariate maniere, ogni regione ha le proprie varianti: fresca, marinata, sott’olio. Sfiziosi per iniziare sono i Rolmopsy, involtini di aringhe sotto aceto con verdure e foglie di alloro.

Il menù per la cena di Natale con gli amici

Tra i primi piatti ricordiamo il Barszcz Uszkami, un brodo a base di rape rosse con una specie di tortellini ai funghi porcini, oppure una minestra di bietola piccante o a base di farina di segale.
Il secondo di solito prevede la Karp, cioè la carpa, pesce di acqua dolce, si compra viva la mattina della Vigilia e si mette a nuotare nella vasca di casa per poi friggerla pochi minuti prima della cena. 
I dolci sono a base di frutta secca e miele. Il Makowiec, rotolo con semi di papavero e uva passa – molto diffuso – il Sernik una torta con ricotta, uvetta e canditi. 

Uno dei dolci più antichi della tradizione polacca è la Kutia, un miscuglio di semi di papavero, grani di grano, miele, uvetta, noci, nocciole, mandorle e fichi secchi. Il tutto accompagnato dal Kompot, bevanda di frutta cotta a base di mele e prugne secche.

Menù di Natale in Spagna

Per il pranzo di Natale rubiamo qualche idea dalla Spagna: il pranzo del 25 dicembre, della Navidad, prevede la escudella y carn d’olla ovvero una zuppa di carne e verdure. Il bollito è realizzato con carne di vitello e di manzo, gallina, pancetta, piedino e orecchio di maiale, salsiccia bianca, polpettone, osso di prosciutto, ceci, fagioli, patate, cavolo, rape e carote, sedano e aglio. Dopo due ore e mezzo, si scola il bollito e si filtra il brodo in cui si cuociono delle conchiglie di pasta. Per secondo abbiamo il tacchino con frutta glassata al forno, dal gustoso contrasto dolce/salato.

I dolci meritano un discorso a parte. Possiamo trovarlo in molti paesi, ma il Turron spagnolo è diverso dagli altri. Si prepara con frutta secca, miele e zucchero, è tenero e dolcissimo. Non scordiamoci i Polvonores, biscotti tipici della tradizione culinaria dei conventi spagnoli con qualche influsso arabeggiante. Questi biscottini venivano preparati dalle nutrici che allevavano le giovani di buona famiglia che entravano in convento. Ecco la ricetta passo dopo passo.
Ma il dolce più famoso delle feste natalizie iberiche è senz’altro il Roscos de Reyes: è una ciambella di pasta soffice glassata e ricoperta di frutta candita, cotta al forno. All’interno viene nascosta una sorpresa, di solito una statuina raffigurante un Re, che porterà fortuna a chi la troverà e verrà incoronato “re della festa”. Accanto al re c’è anche un sfortunato che troverà una fava e che dovrà pagare il dolce! Provate a farlo

Menù di Natale in Grecia

Dalla Grecia legata alla tradizione della chiesa ortodossa possiamo adottare il Christopsomo, o pane di Cristo. Si tratta di una pagnotta di pane dolce, con una croce sulla crosta. Sembra che la ricetta risalga all’epoca minoica e che si usasse come pane cerimoniale per invocare la fecondità della Madre Terra. La sua preparazione consiste in una specie di rituale con tanto di formule augurali benefiche. Gli ingredienti utilizzati sono la farina, l’acqua di rose, sesamo, miele, chiodi di garofano e cannella. Prima di essere riposto a lievitare si incide un segno di croce sull’impasto di acqua e farina. La tradizione vuole che il padrone di casa spezzi il “pane di Cristo“ sulla sua testa e se il pezzo di sinistra è il più grande il nuovo anno sarà lieto. Il consumo del pane è invece riservato al giorno di Natale, durante il pranzo. Solo il capofamiglia, come fosse un antico sacerdote, ha il diritto di tagliare il Christopsomo, mentre tutta la famiglia è in piedi intorno alla tavola.

Menù di Natale in Australia e Nuova Zelanda

Se pensiamo al Natale ci vengono in mente immagini di paesaggi innevati, il freddo pungente, un bel camino acceso, ma avete mai pensato che per metà del globo le feste di fine anno vengono trascorse al caldo, su una spiaggia con costumino rosso, giusto per ricordare che è Natale? E’ proprio il caso della Nuova Zelanda, dove le feste natalizie e la gastronomia locale si sono adattate al passato di colonia inglese. Un mix tra influssi locali maori e tendenze europee si possono notare nella Pavlova Cake, una torta di meringhe con kiwi e fragole. Fu inventata da un cuoco neozelandese in onore della ballerina russa Pavlova dopo aver assistito ad un suo spettacolo nel 1926. A vederla così pannosa e decorata può sembrare difficile da fare, ma in realtà non è necessario essere dei grandi chef, trovate qui la ricetta

Quando porterete in tavola i vostri piatti non scordatevi di raccontare le tradizioni e le curiosità culinarie del paese di provenienza..farete più scena!!

A cura di Sara Ingrati

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