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Le domande più stupide che le donne fanno agli uomini

Sono grassa? Mi ami? E se muoio? Ecco il campionario delle domande più idiote che una donna pone a un uomo. E se lui risponde come desiderate, ricordatevi: sta mentendo

Le domande più stupide che le donne fanno agli uomini

Arriva sempre nel corso di una relazione – o meglio nel corso di una settimana, se non di una sola giornata – il fatidico momento in cui a noi fanciulle viene in mente di sciogliere ansie cavalline sui pensieri del nostro partner, nel modo che ci appare più rapido e ovvio: fargli La Domanda.
La Domanda, è caratterizzata da un contenuto fortemente idiota e - a differenza di qualsiasi quesito normale - presuppone una sola risposta giusta: quella che ognuna di noi esige e considera altamente rassicurante.

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Dalla Domanda - camuffata da innocente interrogativo e buttata là fra un divano e uno spaghetto - dipendono le sorti di una serata, se non di un'intera settimana di vita di coppia. Se la risposta alla domanda è vaga, sbagliata, data con poca convinzione, il risultato scientifico sarà l'inferno. Qualora l'uomo sia in grado di capire qual è la risposta esatta e sia in grado di fornirla con una prontezza tale da farla risultare spontanea, la sua compagna gioirà e tutto andrà per il meglio. Almeno fino alla prossima Domanda. Se siete donne – o uomini in cerca di risposte – ecco le Domande più idiote che nella vostra vita amorosa vi sarà capitato di fare - sentire - almeno una volta

Mi ami?

Le donne hanno un potenziale linguistico quattro volte più potente di quello degli uomini, un emisfero sinistro molto più sviluppato e una tendenza naturale alla logorrea. Le donne hanno bisogno delle parole. E della parola più parola di tutte in una relazione: amore. Dietro a tanta fame di lettere intrecciate da Cupido si cela la solita insicurezza femminile e una stupida credenza: ciò che ci viene detto è vero. Che follia. L'amore, come le promesse, gli impegni, i progetti, il futuro, non si misurano dalle parole ma dai fatti, dai comportamenti di chi abbiamo vicino. Se lui ci ama lo deve prima di tutto dimostrare. Se siamo importanti, se c'è una prospettiva. Dire le cose, care fanciulle, è molto semplice e non costa niente. Ma le illusioni durano la velocità del suono che trapassa l'aria. Perciò abolire la domanda: mi ami? Perché la risposta la sapete già, o dovreste saperla

Ti piace guardare film porno? A me puoi dirlo

Donne mediamente mature ed emancipate sanno bene che la sessualità maschile, molto visiva e separata dal contesto emozionale, vive di vita sua, anche in presenza di un legame fisso. Un uomo medio ha pensieri sessuali circa ogni quindici minuti, e sfoga queste sue pulsioni spesso e volentieri in privato. Quando però si parla di pornografia la questione può diventare spinosa. La domanda infatti non è quasi mai un semplice accertamento, ma nasconde già in sé una delusione in caso di risposta affermativa.
Quasi tutte siamo capaci a scherzare liberamente sul sesso, ma l'idea che lui si masturbi davanti a un filmetto hard non ci fa poi così piacere. Se lui è onesto. diplomatico o furbo, vi dirà che si, ogni tanto gli capita. Ma solo in presenza di amici, per ridere. E che comunque odia il silicone. Che quei corpi perfetti avvinghiati in orge non gli trasmettono niente. E che alla fine riesce a farlo solo pensando a voi. Altrimenti vi dirà di no. E poi correrà di là a vedersi un porno

Sono grassa?

Magari siete cicciottelle da sempre o forse sono solo quel paio di chiletti in più che la prova jeans vi ha impietosamente rivelato. Eppure volete ad ogni costo che sia lui a dirvi che non è vero. In realtà, a meno che non facciate coppia con un fissato palestrato è molto probabile che il vostro lui non se ne sia neanche accorto. Vuoi l'abitudine, vuoi che vedersi tutti i giorni azzera il “trova le differenze”, vuoi che in fondo anche con tre chili in più gli piacete. In ogni caso a nessun uomo con un briciolo di senno verrà mai in mente di dirvi spontaneamente che vi trova un po' fuori forma.
Eppure voi sentite comunque il bisogno di chiederglielo. Sapendo già che la risposta presuppone un tranello. Perché se lui vi dice cautamente di no, per evitare litigi o delusioni, il vostro pensiero sarà: lui mente. E se mente su un chilo chissà su quante altre cose mente. E allora sto con un bugiardo. E allora se dimagrisco o ingrasso o muoio che cambia, neanche lo nota! Se invece il poveretto, messo alle strette, sudato e terrorizzato, vi dice sinceramente di sì voi ci rimanete malissimo. E iniziate il vostro monologo: ecco, lo sapevo, appena mangio una brioche in più subito a dirmi che sono grassa, una non può rilassarsi un attimo che tu noti subito la sua cellulite, sei il solito esteta, dai peso solo all'aspetto fisico, ma io mica mi lamento delle tue maniglie! E comunque non capisci niente, non è grasso è ritenzione idrica

La tua collega è carina?

Questa domanda è una vera tagliola per la coppia. A meno che il vostro uomo non faccia lavori altamente alienanti – dal camionista allo scrittore maledetto al lottatore di sumo – nel suo posto di lavoro ci saranno sicuramente delle donne. E molte, alcune - o almeno una - saranno certamente di bell'aspetto, gradevoli o nel caso peggiore (per voi) o migliore (per lui) delle strafighe pazzesche. Insomma, mettetevi l'anima in pace, la paura che lui possa conoscere belle donne in ufficio è assolutamente fondata. Quindi, dico io, perché chiederlo? Se il vostro lui è molto stronzo, sicuro di sé o solo mediamente sincero, risponderà ovviamente la verità.

E questo vi provocherà pruriti e convulsioni interiori. Perché se glielo avete domandato non è certo per fare una statistica sulla bellezza femminile nel mondo del lavoro. Certo, è molto bello sentirsi dire che tutte le altre con cui passa mattina, pausa pranzo e caffè, riunioni e trasferte, fermata del bus e straordinari notturni sono brutte, basse ciccione e magari pure stupide. Ma veramente potreste arrivare a credere a una balla così colossale?

Cosa faresti se io morissi?

Tipica domanda da esseri un tantino narcisi, la classica “cosa faresti se io morissi” nasconde un enorme bisogno, comprensibile ma un po' surreale, di essere amate in eterno. E' ovvio che la morte di una persona cara può solo provocare un dolore enorme, inesprimibile. Ma in questo caso, immaginando la sua dipartita eterna, la femmina, non vuole sentirsi dire l'ovvio. Qua, a differenza dei precedenti esempi, lei cerca la scena plateale, lo struggimento e il mausoleo, i fasci di gladioli e i poemi intonati in pubblico, anticipati e descritti nei minimi dettagli. Vuole che il suo compagno le confessi che forse si ucciderà subito dopo, che non amerà mai più nessuno, che il suo mondo finirà. E che magari si taglierà il pene. E ogni giorno ergerà a lei un piccolo museo di foto e ricordi in cui si rinchiuderà per sempre. Le quali cose magari, potrebbero anche accadere davanti a un amore vero, quello della vita. Ma quanto siete malate a volervelo sentir dire?

A cosa stai pensando?

Stavolta mi schiero dalla parte delle donne. La domanda in sé è particolarmente asfissiante e cretina, ma la colpa non è solo nostra. Molto spesso capita, in sua compagnia, di notare che si assenta in silenzio, per intere mezz'ore, fissando il vuoto. Sembra così preso da qualcosa di lontano e faticoso che, mano sul cuore, la prima cosa che ci chiediamo è se sta bene, se a lavoro sia tutto ok, se non abbia una malattia mortale che non vuole confessarci. La buona notizia è: assolutamente no.
Vale in questo caso il vecchio adagio orientale: se un uomo non dice niente è perché non pensa a niente. Sapendo ciò lasciatelo pure crogiolare nel suo vuoto alla Homer. Al massimo nel deserto del suo cervello potrà sfrecciare l'immagine della traversa al derby o una coscia di pollo. Nulla più. Se invece volete metterlo in difficoltà, fategli pure la castrante domanda. E state a sentire cosa si inventerà. La vostra speranza ovviamente è che vi dica: sto pensando a te, cara. Sto pensando a quanto ti amo. Sto pensando a che regalo farti al tuo compleanno. Tenetevi pure il suo pensiero farlocco. Ma ricordatevi una cosa: anche in questo caso vi sta mentendo spudoratamente. (Prova del nove: il vostro regalo di compleanno lo ha scelto il giorno stesso, dopo che voi glielo avete ricordato)

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