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Bisessualità: "sono sposata, ma mi piace un'altra"

La bisessualità è un'etichetta, forse la più complessa da definire e quella più ricca di pregiudizi. Vediamo di cosa si tratta… quando posso dire di essere bisessuale? Cinque questioni da risolvere.
Mondo LGBTIQ… RSTUVZ , tutto il mondo è un alfabeto! La nostra necessità di semplificare il mondo in cui viviamo ci chiede di trovare delle scorciatoie per inserire quello che non conosciamo in alcune categorie, delle etichette facili da ricordare, o meglio degli stereotipi. La bisessualità è una di queste, forse la più complessa da definire e quella più ricca di pregiudizi. Vediamo di cosa si tratta… quando posso dire di essere bisessuale? Cinque questioni da risolvere.

Se mi piace una donna, sono lesbica?

Il mondo attorno a noi è complesso, troppo complesso per riuscire a pensarlo con tutte le sue sfaccettature. Così cerchiamo di renderlo più comprensibile grazie all'uso di stereotipi. Dimmi con chi fai sesso, dimmi chi ti piace e ti dirò chi sei. Ti piacciono le donne e sei una donna: sei lesbica! In realtà non è così semplice, ecco il primo problema.
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L'orientamento sessuale di una persona viene definito con la tendenza a rispondere a certi stimoli sessuali che possono essere uomini, donne, ma anche oggetti o situazioni che sono considerati eccitanti dalla persona stessa. Nel mondo contemporaneo per poter determinare l'orientamento sessuale pare essere di grandissimo interesse il sesso del proprio partner per poterlo definire eterosessuale, omosessuale o bisessuale. Storicamente però non è sempre stato così: una persona potrebbe eccitarsi spesso grazie a stimoli omosessuali, ma non per questo considerarsi omosessuale. Voler attribuire all'orientamento sessuale una valenza che possa aiutare a definire l'identità di una persona è un fenomeno relativamente recente e assolutamente variabile da cultura a cultura. In alcune parti del mondo praticare comportamenti omosessuali non mina l'identità eterosessuale, come accade per alcuni riti di passaggio verso l'età adulta o in circostanze estreme come l'isolamento o il carcere. Né omosessuali si ritengono giovani maschi che si prostituiscono con uomini per denaro oppure ragazze che si baciano tra loro in discoteca per trasgressione. Sono quindi bisessuali? Il comportamento, anche se ripetuto assiduamente, non si fissa nella definizione di sé, quindi ognuno è ciò che si sente di essere.

Quanto gay sei?

Un altro problema si affaccia nella nostra ricerca di definizione, purtroppo il mondo è davvero complesso: non esiste la semplice alternativa gay - etero. Questo era già stato notato da uno studio pioneristico del caro vecchio Kinsey nel 1948: scandalosamente questo ricercatore notò che ponendo un questionario agli americani che investigava non il loro orientamento in maniera dicotomica (ce l'ho, mi manca), ma su una scala a 7 punti (da 0 a 6 quanto gay sei?), moltissimi si collocavano in una fascia media tra l'eterosessualità e l'omosessualità. Eppure erano gli anni 40 e l'omosessualità era considerata un reato. Il punto 3 della scala Kinsey viene considerato essere un buon bilanciamento tra l'orientamento etero e quello omo, ovvero la bisessualità. In quest'ottica si potrebbe dire che un bisessuale è chi ha sia una bassa "soglia di omosessualità" sia una bassa "soglia di eterosessualità": al presentarsi di una persona attraente, sia essa uomo o donna, l'eccitazione cresce. Non solo, Kinsey scoprì che l'orientamento sessuale varia lungo l'arco della vita. Oggi puoi essere gay, domani etero. Why not?

Quanto femmina è la donna che ti piace?

Ecco il terzo grande dubbio. Spesso abbiamo il pregiudizio che vuole vedere gli omosessuali maschi come effeminati, mentre le femmine come mascoline. In realtà uno studio vede una percentuale variabile tra il 14 e il 27% degli uomini gay come effeminati: molti meno di quanto si pensasse. D'altra parte non tutti gli etero sono estremamente mascolini. Eppure si solleva un'ottima questione sulla quale riflettere, ovvero l'identità e il ruolo di genere. Ognuno di noi può esprimere il proprio essere uomo o donna attraverso una complessa interazione tra natura e cultura: un po' si nasce così, un po' lo si diventa. Il nostro cervello, le nostre esclusive esperienze di vita, le attivazioni ormonali ci fanno ripensare alla nostra vita fino a farci esprimere noi stessi con un ruolo più o meno maschile o femminile. Donne dalla guida sportiva, uomini delicati. Si può essere quindi attratti dalle caratteristiche maschili di una donna. Sono quindi omosessuale? …che senso ha, ora, questa definizione?

E se fosse solo un momento?

L'ultimo grande dubbio. La comunità gay guarda con molta discriminazione le persone bisessuali. Spesso le considera indecise, non pronte a fare il salto. Ritiene che la bisessualità sia una maschera per non ammettere il proprio orientamento sessuale, una sorta di semplificazione per chi ha il timore di fare outing. Un altro pregiudizio invece li vuole farfalloni, che svolazzano da una sponda ad un'altra cercando solo il meglio e non legandosi a nessuno in particolare. Trasformisti. Persone con il piede in due scarpe. Per quanto riguarda la sessuologia la bisessualità non è assolutamente problematica. Quando una persona è in pace con se stessa e con gli altri perché ha trovato la sua giusta definizione nessuno ha il diritto di dirle cosa non va. Eppure raggiungere un buon equilibrio con se stessi, ma soprattutto con gli altri può essere una dura lotta.

Amore per tre?

Vi sono coppie che accettano per la propria vita la condivisione delle intimità con altri amanti esterni, siano essi maschi o femmine, che possono aiutare la coppia a mantenersi creativa negli anni. Rinnovano. Altre coppie che non possono sopportarne la presenza e scoppiano. Quante persone può amare il tuo cuore? Non importa di che sesso sia il tuo amante, davvero, ma l'importante è decidere cosa farne di tuo marito.
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