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Basta una volta per capire che non andrà bene

Non sono esagerata, ormai l'ho capito che a me basta far l'amore una volta con un uomo per capire se la storia avrà un seguito. Grazie a questi cinque segnali

Io seguo cinque regole che, con gli anni e l'esperienza mi si sono tipo tatuate nel cuore (e una manciata di centimetri più giù), non so se possano andar bene anche per voi ma, chiacchierando con le mie amiche reduci da primi appuntamenti che avevano lasciato loro un po' di amaro in bocca, mi sentirei di definirle quasi oggettive.
Sono le regole che mi permettono di decidere se dopo la prima volta con un nuovo uomo ce ne saranno delle altre oppure, amici come prima (o anche no).

1. Devo avere la gola secca per l'aver troppo parlato. Io con uno ci voglio parlare e voglio aver voglia di farlo prima, dopo e durante il sesso. E non per arrivare a quello ma perchè sono interessata a quel che dice e ho voglia di raccontarmi. Sono in un'età nella quale le parole non sono più antipasto ragazze, sono il pezzo forte e il primo vero orgasmo, l'uomo giusto, me lo procura quando siamo ancora entrambi perfettamente vestiti e a più di 30 cm di distanza.

2. Deve imbarazzarmi.
Mi deve far tremare il suo sguardo tanto da farmi venir voglia di abbassare il mio (e ce ne vuole). Mi deve fare quel complimento un po' spinto ma non mentre mi sta spogliando, magari mentre stiamo scegliendo il vino al ristorante o mentre siamo in fila per il biglietto del cinema.
Quando non me lo aspetto.
Quando non me lo aspetto è la volta buona che mi fa impazzire.

3. Non deve avere fretta.
Nello spogliarmi, nel baciarmi, nell'arrivare al dunque, nel perdersi con me per strada mentre passeggiamo, nel bere un altro bicchiere per parlare ancora, nel dirmi cose 'troppo importanti' prima che sia il momento.
Di tempo ce n'è e nel dimostrarmi che anche per lui è così, io me ne convinco.

4. Deve saper baciare.
E qui c'è poco da spiegare. A 35 anni io lo so come voglio essere baciata, e se lui non mi sa baciare così non ce n'è.
Se non sa cosa farci con quelle labbra, con quella lingua, con quella barba, non posso essere io la sua nave scuola, io mi aspetto che arrivi 'già imparato'.

5. Deve fregarsene della prestazione. La prestazione io non la voglio nemmeno sentir nominare.
Io voglio emozione, pelle, scoperta, è tutto nuovo e nuovo non fa mai rima con perfetto.
E lui non deve cercare di dimostrarmi chissà cosa. Io voglio vedere cosa combina il mio corpo col suo, e la chimica farà il suo corso, indipendentemente da quello che noi possiamo fare.
Se c'è chimica, se c'è quell'incastro, se c'è quella voglia, seppur imperfetta, seppur spaurita, seppur incasinata, io lo sento.

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