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Origami, introduzione all'arte di piegare la carta

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L'origami, l'arte giapponese di piegare la carta, è un'attività a cui tutti si possono dedicare per realizzare figure di ogni genere: vediamo come avvicinarsi a questa tecnica creativa

Origami, introduzione all'arte di piegare la carta

Con il termine ‘origami’ si intende l'arte di piegare la carta (dal giapponese ‘ori’ = ‘piegare’ e ‘kami’ = ‘carta’), tecnica sviluppatasi in Giappone intorno all’XI secolo d.C., quando, nell’ambito di particolari rituali religiosi, apparvero per la prima volta i go-hei (strisce di carta bianca piegate a zig-zag), simboli della presenza di Dio.

Circa sette secoli dopo, l’arte dell’origami fa la sua comparsa in Europa, presumibilmente grazie alla tournée di qualche prestigiatore giapponese, stentando tuttavia a diffondersi in Occidente. E’ infatti solo verso la metà del secolo scorso che l’origami inizia ad essere non più considerato un passatempo per bambini, bensì un’attività intellettuale ed altamente creativa.

Al contrario di quanto accadde in Europa, in Giappone l’origami è invece una pratica molto diffusa e profondamente legata alle antiche tradizioni e filosofie orientali. Le tecniche di realizzazione hanno tuttavia subito nei secoli varie modificazioni, fino a giungere oggi ad un ristretto ventaglio di piegature base, che, diversamente combinate, possono dare origine a modelli anche estremamente complessi (animali, uccelli, fiori, ecc.).

Si comincia generalmente da un foglio di carta quadrato, che a differenza di quanto avveniva in passato, viene piegato senza praticare tagli. Il procedimento per la realizzazione di origami consiste infatti ‘semplicemente’ nel praticare pieghe (quelle base sono la piega a valle, a monte, a fisarmonica e a libro) da combinare fino a piena realizzazione della figura desiderata.

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Non si tratta esattamente di un gioco da ragazzi, tanto che la realizzazione di alcune figure può richiedere mesi e mesi di pratica. E’ altrettanto vero che chi desidera avvicinarsi a tale tecnica  può contare sull’aiuto di una cospicua produzione di manuali in cui vengono illustrati tutti gli step da seguire per la realizzazione di figure via via sempre più complesse.  Il primo libro sull’origami edito in occidente fu scritto da Murray e Rigney nel lontano 1928, ma basterà una breve ricerca in rete o nelle librerie per trovarne moltissimi. Allo stesso modo, internet offre oggi utilissimi video tutorial; per chi volesse invece approfondire l’argomento, solitamente non risulta difficile trovare interessanti corsi pratici.

Punto a favore di questa tecnica è invece la semplicità dei materiali richiesti. Bastano infatti solo carta e tanta pazienza e chiunque si può cimentare in questa arte. Per gli origami più semplici e per chi è alle prime armi, il consiglio è quello di utilizzare della semplice carta da fotocopie (economica e facile da reperire). Una volta divenuti più esperti si può quindi passare a carta metallizzata, carta velina, da legatoria, da pacco o anche carta di riso.

La scelta sarà dettata dal gusto personale, ma anche della complessità del modello e dalla quantità di strati che si andranno a sovrapporre man mano che il modello prende forma. Molto importante è poi la scelta delle dimensioni del foglio: se troppo piccolo si rischia, ad un certo punto, di non riuscire più ad effettuare piegature (specialmente se si è poco esperti); se troppo grande, invece, il pericolo è quello di ottenere una figura che, non ricevendo adeguato sostegno, tende ad ‘afflosciarsi’ su se stessa.

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Il segreto per la buona riuscita dei vostri progetti sarà la passione: non scoraggiatevi ai primi insuccessi (è del tutto normale), leggete attentamente le istruzioni, senza tralasciare alcun passaggio, e ricordate sempre che “la pazienza è la virtù dei forti”! L’esercizio affinerà le vostre abilità e con il passare del tempo l’antica arte dell’origami non vi sembrerà più così inaccessibile.

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