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Le scarpe di Manolo Blahnik protagoniste di una mostra a Milano

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Mostra scarpe Manolo Blahnik a Milano | Una mostra per celebrare i 46 anni del celebre couturier di scarpe, a Milano The Art of shoes

Mostra Manolo Blahnik a Milano

È l’iconico Palazzo Morando – sede del patrimonio di abiti e accessori antichi e moderni del Comune di Milano- a ospitare, dal 26 gennaio fino al 9 aprile 2017, Manolo Blahnik- The art of shoes, la mostra dedicata ai 46 anni di attività (e creatività) dello stilista spagnolo. Siamo state alla conferenza di presentazione dell’evento, alla quale hanno partecipato Filippo Del Corno -Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Iole Siena -Presidente di Arthemisia Group che ha prodotto la mostra, Cristina de Albornoz –curatrice- e ovviamente il protagonista, Manolo Blahnik.

Tutti i dettagli della mostra

Carrie Bradshaw, se vivesse a Milano, non potrebbe perdersi l’evento per niente al mondo! Manolo Blahnik, infatti, è il marchio di scarpe venerato da Carrie e le sue amiche in Sex and the city tanto da essere protagonista in sé in diverse puntate. Le calzature del marchio, infatti, non sono semplici oggetti, ma creazioni artistiche indicative di personalità, frutto delle diverse passioni di Manolo che, nei suoi lavori, si ispira al cinema, alle persone, all’architettura, ai viaggi e ovviamente all’arte. Nel suggestivo percorso all’interno delle magiche sale di Palazzo Morando si possono osservare 212 modelli di scarpe e anche 80 disegni, vere e proprie opere, appartenenti alla collezione privata di Mr. Blahnik, particolarmente felice di inaugurare la mostra che dopo viaggerà in tutto il mondo, a Milano, città che ama da sempre e dove vengono fabbricate le sue scarpe con metodo artigianale. La mostra si suddivide in 6 sezioni.

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La prima sezione della mostra: core

Le opere di Manolo Blahnik sono molto personali: ogni scarpa, infatti, nasce da una conoscenza, da un dipinto, dalla frase di un libro. In questi primi passi della mostra si fa conoscenza sul suo modo di operare: dando a ciascuna calzatura un nome femminile, l’autore ricorda le tante personalità che l’hanno ispirato nel lavoro. Incredibili gli stivali aperti sulla punta dedicati ad Alessandro Magno, di cui il Maestro apprezza la regalità, in velluto di seta viola. Adorabili i sandali, con fibbia in tessuto a quadretti, ispirati alla solarità spensierata di Brigitte Bardot e coloratissime le décolleté in satin di seta rosa ispirate ai disegni di Cecil. All’interno di questa prima sezione fanno capolino anche gli stivali altissimi in denim (materiale poco utilizzato fino ad ora da Blahnik) nate con la collaborazione della popstar Rihanna. Eleganti, vistose e spesso eccentriche: ogni scarpa ha la sua anima.

La seconda sezione della mostra: i materiali

Nessun dettaglio, nella creazione delle scarpe, è lasciato al caso. Un ruolo importante nel mondo di Manolo Blahnik è sicuramente giocato dai materiali utilizzati, frutto di ricerche costanti che hanno portato lo stesso a sperimentare mix e combinazioni originali. A richiamare l’attenzione è il tweed sulla décolleté, la pelliccia di cincillà sui sabot da sera, il pizzo dei ricami su stivali alti e bassi, la seta colorata di stivaletti, la flanella. Anche il lino è uno dei materiali più ricorrenti, utilizzato su sandali e décolleté mary jane a punta. Accanto alla consistenza, colpiscono i colori vivaci e sgargianti delle calzature, un vero trionfo di allegria.

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La terza sessione della mostra: arte

Fonte ispiratrice importante nell’operato di Manolo Blahnik è l’arte e l’architettura di artisti che, nel loro lavoro, lo hanno stimolato. Goya e Mondrian sono solo alcuni nomi presenti nella terza sezione del cammino: al primo dedica degli stivaletti in satin, al secondo dei sandali aperti, in diverse colorazioni suddivise a forme geometriche. Non mancano gli omaggi a Matisse, con una delicata décolleté in lino, e quelli a Picasso, con una décolleté colorata arricchita da decorazioni multiforme. Se in 46 anni di attività Manolo Blahnik è riuscito a non ripetersi nelle sue creazioni, è anche per l’amore e lo studio verso l’architettura, che lo hanno portato a dare vita a vere e proprie sculture, come gli stivali neri a “impalcatura”.

La quarta sezione: gala

Questa è la parte dedicata alle calzature più pregiate mai realizzate dall’artista spagnolo. Protagoniste sono le 22 paia create per il film Marie Antoinette di Sofia Coppola, che racconta in chiave deliziosamente pop la storia, e lo sfarzo, della regina nel XVIII secolo. Da qui uno studio dettagliato del periodo da parte di Manolo Blahnik che ci ha regalato, con il suo lavoro, una vera magia. Magici sono anche gli stivali in camoscio con una cascata di cristalli Swarovski e gli stivaletti futuristici in nappa metallizzata.

La quinta sezione: la natura

È forte nella vita di Manolo Blahnik l’amore verso la botanica, nato dall’affetto verso il giardino nel quale ha passato l’infanzia, nelle Isole Canarie. A colpirlo c’è anche l’estetica dei fiori e i suoi colori, temi che ricorrono nel suo percorso e al quale non si poteva non dedicare una sezione specifica. Qui primeggiano gli stivali aperti e allacciati alla schiava con piccole fibbie rosa, tutte decorate con foglie e roselline, ma non passano inosservati anche i sandali in velluto con lucertola applicata in vera pelle di lucertola, gli stivaletti con margherite di capretto tagliate a mano e le décolleté rosa tutte ricolme di rose in seta e chiffon.

La sesta sezione, invece, è dedicata ai viaggi, quelli che hanno aperto la mente di Blahnik, facendogli conoscere nuove culture, nuovi metodi di lavorazioni e materiali inusuali, come la seta spagnola, utilizzata per pompon, frange o ricami.

La mostra guida lo spettatore in un percorso da sogno, dove la scarpa viene elevata a puro strumento artistico, in grado di espandersi in diversi campi. Manolo Blahnik- The art of shoes ci fa toccare con mano il mondo visionario del Maestro, che, con gli occhi lucidi, dedica l’intero evento a Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia scomparsa di recente: “Lei sarà per sempre un aiuto costante alla mia ispirazione”.

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