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Anna Wintour e quello stile normcore che è del potere

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Il 4 novembre 1949 nasceva a Londra la temutissima Anna Wintour, giornalista affermata dallo stile preciso, senza una sbavatura. Sempre lo stesso da più o meno 50 anni

Buon compleanno Anna Wintour

Aveva più o meno 16 anni Anna Wintour quando iniziò la sua carriera come giornalista di moda e, secondo quanto riportato da Wikipedia, aveva già le idee abbastanza chiare tanto da rispondere così all'allora direttrice di Vogue America, Grace Mirabella che le chiedeva quale posto volesse ottenere all'interno della rivista, lei rispose freddamente: "Il suo".

Anna Wintour è diventata nonna

Non passò troppo tempo da allora e prese il posto di un'altra direttrice storica di Vogue: Diane Vreeland, diventando a suo modo un altro nome iconico del fashion system. Uno di quelli che avrebbe fatto la storia, e sarebbe stato riconosciuto da tutti, addetti o meno ai lavori.

Anna Wintour: lo stile

Non è servito molto tempo alla Wintour, neanche per aggiudicarsi gli appellativi di donna glaciale, non solo nel suo aspetto, nell'incapacità di accennare un sorriso, spesso anche solo di circostanza o di educazione. Del resto, i suoi occhi, li ha sempre nascosti dietro occhiali da sole. Sempre lo stesso modello.

Eppure tra i vari benefit del suo contratto da 2.000.000 di dollari con Condé Nast, ci sono anche 200.000 dollari annui da spendere in abbigliamento o altro.

Lo stile di Hillary Clinton per diventare Presidente USA

Lo stile normcore

A guardarla bene, ci accorgiamo che il suo stile è come una divisa. Quello che oggi consigliano soprattutto gli esperti di marketing è di dare un'immagine che sia il più possibile fedele a se stessi, per essere riconoscibili sul web, quando si tratta di giornalisti, firme e addetti ai lavori vari, ma in generale per essere ricordati. Per non perdersi nel mare magnum di nomi, volti e avatar.

Lei ci è arrivata prima ed è diventata riconoscibile tra 1000, proprio perché ha deciso di non cambiare mai.

Theresa May sulla cover di Vogue America

Ma se guardiamo bene, non è la prima e non sarà neanche l'ultima a scegliere uno stile basic, a volte anche banale, definito dagli studiosi del costume: "normcore".  Ricorderete tutti il look di Steve Jobs con le sue New Balance, Jeans Levi's slavato e occhialetti, ma anche quello del nostrano Sergio Marchionne, mai visto senza maglione nero e camicia.

Il potere veste semplice

Lei che non rinuncia a tre cose: vestiti smanicati, completi Chanel e sandali con tacco di cinque centimetri. Che anche in gravidanza si fece allargare i completi in bouclé pur di rinunciare al suo stile, neanche con il pancione. Che non l'abbiamo mai vista con anche solo due centimetri in più in lunghezza di capelli, né per la frangia e né per il caschetto, tantomeno con un colore leggermente diverso. Che non rinuncia agli stilisti americani, i suoi preferiti of course, ma neanche a Prada, che adora. Lei che ha fatto del suo personaggio un brand e del suo Vogue, un ulteriore impero della moda, dove si decide cosa è in e out, chi è dentro e fuori dal fashion system. Ma anche chi fa carriera fuori dalla redazione.

Lei che è tutto e il contrario di tutto quello che rappresenta il mondo della moda, ci insegna ancora una volta quanto al potere corrisponda la maggior parte delle volte uno stile che non è urlato, ma che si nota più di altri, perché chi lo indossa è importante più dell'abito stesso. Qualsiasi sia il brand.

Curiosità su Anna Wintour

  1. È mattiniera. Si sveglia alle 5, gioca a tennis e poi va in ufficio. 
  2. Ama le tuberose e non le peonie, come tutte le altre fashion addicted.
  3. Il suo libro preferito non è "Il diavolo veste Prada", ma "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen.
  4. Il personaggio più fashion della letteratura è Rossella O'Hara di Vial col Vento.
  5. Il suo attore preferito è Huck Jackman.
  6. Di cosa ha paura? Dei ragni!
  7. Il suo cibo preferito? L'avocado (non si sa se cucinato o solo così, per mantenere la linea).
  8. Non ha mai scattato un selfie e non ha intenzione di farlo.
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