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Annalisa Minetti: "Sono rinata grazie alla fede in Dio e negli uomini e ritrovando anche la fede in me stessa"

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Annalisa Minetti torna con il libro Io rinasco e in questa intervista ci racconta cosa l'ha spinta a scriverlo e quali sono i suoi futuri progetti, fra musica, maratone e Olimpiadi

Intervista ad Annalisa Minetti

La prima volta che ho incontrato Annalisa Minetti è stato il 12 marzo di quest'anno. L'ho incrociata all'EUR nell'area di partenza della Roma-Ostia. Una delle mezze maratone più belle e partecipate d'Italia. È stato un attimo soltanto. Poi i riti di ogni runner, quelli della pre partenza, la festa e l'entusiasmo hanno portato ognuno a vivere la gara a modo suo. La ritroverò in gara, pensai. E mai pensiero fu più sbagliato. Annalisa corse quella gara alla grande, in 1 ora e 40 minuti, dando al sottoscritto un distacco di quasi 1 minuto ogni chilometro. Poi finalmente una nuova occasione per incontrarla. Il suo libro e nessuna corsa da fare, stavolta.

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Annalisa, Io rinasco è il tuo nuovo libro. Ce lo racconti?

Io Rinasco è un viaggio, un viaggio che io ho fatto dentro me stessa e dentro cinque storie di persone che sono degli eroi, quelli che io chiamo gli eroi di ogni giorno. Io ho un handicap dai 18 anni eppure non è mai stato questo il limite nella mia vita. In questo libro racconto l'unico momento della mia vita in cui sono stata limitata e perché.

Come?

Lo faccio raccontando me stessa attraverso una rinascita che passa per le cinque fasi di elaborazione del lutto alle quali io ne ho aggiunta una sesta che ho chiamato proprio Io Rinasco. Ogni fase (negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione ndr) corrisponde ad un momento della mia vita e all'incontro o alla riscoperta di una persona nella mia vita. Io rinasco racconta di me che passo attraverso l'elaborazione di un lutto, di un dolore, di un limite e di come ogni persona che riesce nell'impresa di vivere affrontando i problemi del quotidiano, sia stata e sia tutt'ora per me un esempio ed uno stimolo.

Da qui il titolo...

Esatto, ma per essere ancora più specifica: io ero morta e sono rinata. Sono rinata grazie alla fede in Dio e negli uomini e ritrovando anche la fede in me stessa. Perciò Io Rinasco... non poteva essere diversamente.

È il titolo di un tuo singolo. C'è un legame la canzone e il libro? Cosa è nato prima?

É nata la canzone prima di ogni cosa. Avevo questo fuoco dentro, avevo questo messaggio che sentivo di voler dare alle persone. Perciò ho scritto questo testo e poi ho chiesto al direttore musicale del mio spettacolo e mio amico fraterno (nonché mio testimone di nozze), di scrivere insieme una musica. Doveva essere una di quelle musiche che quando la senti in macchina ti fa vedere il mare anche se sei in autostrada e piove, e così è stato. La canzone Io Rinasco rappresenta Annalisa al 100%.

E poi?

Quando abbiamo finito il pezzo, due anni fa, abbiamo deciso di portarlo in tour nelle piazze prima che farlo sentire a chiunque altro (ancora prima di radio e discografici ndr). L'abbiamo portato alla gente e abbiamo detto loro: questa è  la nostra musica, godetene con noi. Finito quel tour ho pensato che dovevo dire di più di questa rinascita e perciò ho iniziato a scrivere il libro.

La musica, lo sport, la scrittura, l'impegno politico, le olimpiadi... sono tutti strumenti per raccontarsi e per raccontare storie. Attraverso quale strumento riesci a esprimere meglio le tue idee e le tue emozioni?

Il mio impegno è sociale più che politico. Ognuna di queste cose sono io e sono io per gli altri... quindi ogni cosa è una parte di me che si dona.

Facciamo un gioco, se potessi scegliere...Preferiresti migliorarti alla prossima Roma Ostia o correre un'intera Maratona?

Ho già corso la maratona di Roma e ho fatto la migliore prestazione europea nella mia categoria, perciò tra le due cose rifarò entrambe probabilmente per migliorarle entrambe. Ma se ti dovessi dire che sogno sportivo ho, allora ti direi che uno dei ragazzi di Iride - la mia associazione sportiva - batta i miei record, perché vorrebbe dire che sto portando a correre una nuova generazione e che il mio impegno sportivo è stato un seme e non una quercia secolare.

Baratteresti il bronzo olimpico con la finale del Premio Strega?

No, non lo farei semplicemente perché il cronometro è oggettivo e meritocratico mentre i premi che hanno a che fare con l'arte  non lo sono quasi mai.

Più tensione a Sanremo o a Miss Italia?

Nel 98 e nel 97 in nessuna delle due perché ero totalmente incosciente. Nel 2005 e nel 2008 a Sanremo la tensione invece mi uccideva perché capivo quanto mi giocavo e soprattutto ero responsabile anche del progetto artistico di Toto (Cutugno ndr).

Nella tua vita hai praticamente fatto tutto: tra le prime 12 a Miss Italia, vincitrice a Sanremo, scrittrice, campionessa del mondo di atletica e medaglia olimpica. Quante vite servono per vivere la tua vita?

Serve una vita sola vissuta pensando che nulla è impossibile.

Cosa ti senti di dire a chi sta (magari con fatica) cercando ancora la sua strada?

Consiglio di pensare a chi non ha trovato la sua strada, di puntare in alto, di essere umili nel cuore e nella testa, ma non nella voglia di sognare.

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