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David Lynch: da Twin Peaks 4 al prossimo film, cosa ha detto alla Festa del Cinema di Roma 2017

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In conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma 2017 David Lynch ha parlato del futuro di Twin Peaks e dei suoi progetti futuri

David Lynch

Nella sala presa d'assalto da giornalisti e accreditati di ogni sorta, David Lynch ha risposto con gentilezza, fermezza e sagacia alle domande più disparate sul suo cinema e molto altro alla Festa del Cinema di Roma 2017. Dal destino di Twin Peaks al suo futuro cinematografico il regista, che era uno degli ospiti più attesi, ha parlato di sé, dell'importanza della meditazione trascendentale nella sua vita e ha omaggiato due grandi con cui ha lavorato scomparsi negli ultimi due anni, David Bowie e, più recentemente, Harry Dean Stenton. Arguto, intelligente e sempre disponibile, Lynch è riuscito a dare risposte non prive di humour. 

Due i momenti magici in questo senso. Il primo quando gli è stata rivolta la domanda sul caso Weinstein, chiedendo se non temesse di essere trascinato nello scandalo. Lapidaria la risposta: "Stay tuned". Il secondo quando gli è stato chiesto di commentare il fatto che sia stato coniato l'aggettivo "lynchano", risposta: "E' il genere di cose a cui il mio dottore mi ha detto che non devo pensare".

Quando esce la quarta stagione di Twin Peaks?

"Too early". Troppo presto per dire se e quando uscirà Twin Peaks 4. Così Lynch ha risposto a chi gli chiedeva maggiori informazioni sulla serie. Il regista ha anche detto che non ha un momento preferito in Twin Peaks 3, ma che ama ugualmente tutte le 18 ore della terza stagione. Ha inoltre piacevolmente accolto i complimenti non solo per la serie, ma soprattutto per l'episodio 8, diventato già un cult fra quanti hanno seguito Twin Peaks.

Quale sarà il prossimo film di David Lynch?

Nessuna buona notizia per quanto riguarda il cinema di David Lynch. Il regista ha detto che non ha alcun film in preparazione. Ha poi parlato di un progetto legato alla Metamorfosi di Franz Kafka, uno dei suoi autori preferiti, che ha però accantonato dopo aver scritto la sceneggiatura ed essersi reso conto che all'autore ceco si addice di più la parola scritta.

Il ricordo di Bowie e Harry Dean Stanton

Inevitabilmente si è parlato di David Bowie e di Harry Dean Stanton. Lynch ha confermato che aveva effettivamente chiesto a Bowie di partecipare alla terza stagione di Twin Peaks, ma che il duca bianco aveva declinato l'offerta  senza entrare nei dettagli. Quanto a Harry Dean Stanton Lynch ci ha tenuto a sottolineare l'"innocenza" di questo attore, ma anche il suo potenziale comico, raccontando un divertente aneddotto avvenuto al Festival di Cannes in occasione della presentazione di Una storia vera.

David Lynch e Nanni Moretti: strani incontri a Cannes

Qualche giorno fa Nanni Moretti, in occasione di un incontro con il pubblico, aveva raccontato un episodio accaduto a Cannes nel 2001, quando sia il regista romano che Lynch erano in concorso rispettivamente con La stanza del figlio e Mulholland Drive. Moretti era stato richiamato per la premiazione, ma naturalmente non aveva idea di cosa avesse vinto e mentre aspettava nervosamente era spuntato fuori David Lynch che aveva detto: "un giorno ti ucciderò, Nanni". Moretti aveva commentato che se a rivolgergli una simile battuta fossero stati i fratelli Coen avrebbe probabilmente riso, ma visto che queste parole venivano da David Lynch la cosa gli aveva messo una certa inquietudine. Proprio questo aneddoto è stato ricordato in conferenza stampa ed è stato chiesto al regista americano da dare la sua versione dell'episodio. Lynch ha risposto, scherzando, che l'avrebbe effettivamente ucciso, del resto in quell'edizione del Festival fu Moretti a soffiargli la Palma d'oro con La stanza del figlio.

David Lynch e la meditazione trascendentale

Inevitabilmente si è finiti a parlare della meditazione trascendentale che Lynch pratica da oltre 40 anni, dal 1973. Il regista ha sottolineato come questa tecnica meditativa gli permetta di liberare la sua creatività; del resto Lynch ci ha tenuto a sottolineare come non sia la sofferenza ad ispirare un artista, ma la comprensione della sofferenza. Un uomo infelice, depresso, non è nemmeno in grado di alzarsi dal letto, figuriamoci creare!

L'incontro si è chiuso con un piccolo affettuoso assalto a David Lynch che non si è tirato indietro ma che ha invece firmato moltissimi autografi.

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