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Intervista a Diane Keaton, icona femminile libera e controcorrente

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Anticonformista, ironica e dotata di uno straordinario talento: Diane Keaton vanta una carriera invidiabile e si appresta a tornare sul grande schermo con il film Appuntamento al parco, come ci racconta in questa intervista

Intervista a Diane Keaton

Al cinema ha interpretato donne forti, brillanti e dallo spirito libero che riflettono la sua vera natura. Diane Keaton, 71 anni magnificamente portati, è l’anticonformista per eccellenza. La ragazza che a soli 19 anni si è trasferita dalla California a New York inseguendo progetti grandiosi. "Sognavo di diventare una cantante, poi una star di Broadway. Dovevo scegliere una cosa o l'altra" confessa. Testarda e insicura, come lei stessa ammette, è diventata una delle star più amate del mondo.

Dallo stile inconfondibile e inimitabile, - per intenderci: “alla Keaton”, dove capi maschili si mischiano a dettagli femminili -, ha conquistato tutti con la sua bellezza non convenzionale, l’intelligenza e la personalità.

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Io, Woody e il cinema

La sua lunga filmografia, è inarrivabile. A soli 23 anni era Kay Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola. Sul set con i più grandi. Poi avviene l’incontro decisivo con Woody Allen quando si presenta per un ruolo nel film Provaci ancora Sam. Diane sarà la sua musa ispiratrice e compagna di vita. "Mi ha insegnato a buttarmi nelle cose e a improvvisare", ammette. Con Allen vince un Oscar per Io e Annie, poi è nel raffinato bianco e nero Manhattan e altre pellicole cucitele praticamente addosso, soprattutto per i dialoghi brillanti.

Dal regista apprende la disciplina e l’etica del lavoro. L’amore durerà fino al 1978. Oggi Allen è il suo amico intimo. Non si è mai sposata ma ha amato Warren Betty incontrato sul set di Reds, pellicola per cui ottenne un'altra nomination per l'Oscar, e compagno fino all’inizio degli anni ’80. "Così complesso e affascinante" dirà. E poi Al Pacino, l’unico con cui abbia davvero pensato di andare all’altare. "Ero pazza di lui. Incantevole, divertente, parlava senza interruzioni".

Ha scritto sceneggiature e libri, diretto film. Appassionata di fotografia, interior design e di case che compra, rimette a posto, per poi rivendere. Vanta una carriera inarrestabile. Frutto di tenacia, determinazione e tanta ironia. Sempre contro corrente: dopo i 50 anni, da single ha adottato due figli, l’attrice ha recentemente ricevuto l’AFI Life Achievement Award, un importante premio annuale che l’American Film Institute consegna a una personalità del cinema o della televisione che abbia significativamente contribuito all’arricchimento della cultura americana. E prendendo a prestito il titolo della sua biografia “Oggi come allora”, (uscito nel 2011 per Mondadori), questa eclettica artista non finisce di stupire con le sue interpretazioni nei film. E quel sorriso luminoso.

Un amore senza età

Dopo aver interpretato sorella Mary, nella serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino, Diane Keaton torna sul grande schermo con Appuntamento al Parco di Joel Hopkins, dal 14 settembre 2017 al cinema grazie a BIM Distribuzione. Una commedia romantica, ispirata a una storia vera, che parla di amore, di seconde possibilità e di incontri che trasformano completamente il modo di guardare alla vita.

Ambientata nel caratteristico quartiere di Hampstead a Londra, la vedova americana Emily Walters (Diane Keaton) vede dalla finestra del suo appartamento un uomo che viene aggredito nel parco. Chiama la polizia e decide di andare a conoscerlo. Lo sconosciuto si chiama Donald (Brendan Gleeson) ed è un irlandese che da anni vive in completa solitudine in un rifugio lontano dalla frenetica City. Superando ogni barriera e convenzione sociale, i due si ritroveranno innamorati. E insieme cercheranno difendere la casa di Donald e il parco da un’operazione di speculazione edilizia. Una “strana coppia” che ci dimostra come l’amore può nascere nei momenti più inaspettati e imprevedibili. 

Cosa le è piaciuto del suo personaggio?

La sua storia. La storia di Emily mi è molto piaciuta perché credo che ci siano tante donne di una certa età che vivono la sua stessa situazione. Rinunciano a ogni speranza. Accettano la loro vita e la routine passivamente, non si fanno domande e non cercano nuove avventure. Sono persone piacevoli e affascinanti, ma finiscono per rinunciare ad ogni novità.

Il film è ispirato ad una storia vera. Cosa ha amato di più?

Vede attraverso un binocolo una persona mentre viene aggredita e telefona subito alla polizia. E quel singolo momento trasformerà completamente la sua vita. Emily cresce, diventa più indipendente. Vive questa avventura straordinaria con un uomo, si batte contro la speculazione edilizia, si dedica a se stessa, e inaspettatamente affronta le bugie che si è sempre raccontata, le sue responsabilità, i suoi problemi. Quindi è una storia fantastica, dolce, in cui molti possono immedesimarsi.

Inizialmente Emily è spinta verso Donald ma poi cosa la lega a lui così tanto?

Il grande shock che ha dopo aver visto quella terribile aggressione e aver cercato di fare qualcosa. La sua vita ha una decisiva sferzata. Altrimenti nulla sarebbe cambiato. Emily avrebbe dovuto vendere l’appartamento, affrontare i suoi problemi e smettere di essere una “parassita”.

Cosa la colpisce della loro relazione?

Lui è un uomo che ha vissuto dentro una baracca, in un parco, per 17 anni senza soldi, e in qualche modo è riuscito a farcela, diventando rude e polemico, con il proprio grosso peso di problemi da affrontare che poi risolveranno insieme. E questo è così dolce! È una storia che dà speranza, anche per le persone più avanti con l’età, di cui a nessuno importa molto. 

Quindi la sua Emily le ha insegnato che…

Non bisogna mai arrendersi, a qualsiasi età, né farsi abbattere dagli eventi della vita.

A qualsiasi età si può rivoluzionare la propria vita?

Assolutamente si. Restiamo bloccati e penso sia importante evitarlo, perché non siamo sulla Terra per così tanto tempo e questo è un posto davvero magico, quindi  bisogna continuare ad accogliere e abbracciare la parte avventurosa della vita.

Non ha paura di invecchiare?

Tutti invecchiamo, non è che non mi spaventi, ma se hai la fortuna di invecchiare, devi comunque imparare ad accettarlo.

Avete girato a Londra. Lei che è una donna attenta, dai look originali, imitata dai fan e apprezzata dagli stilisti è riuscita, tra una pausa e l’altra dal set, a comprare qualcosa?

Amo Londra e adoro fare shopping, lo ammetto. Adoro i negozietti vintage, andare per mercatini e guardo come si vestono le persone per strada. Mi piace molto il negozio “Egg”. E ovviamente adoro Dover Street Market, perché sono una grande fan del brand giapponese “Comme des Garçons”. È stato geniale ideare questo concept store, in cui non c’è solo il suo brand, ma anche le creazioni di altri talenti. Ci sono varie sedi, uno a New York. Non credo ce ne sia uno a Los Angeles, non ancora. Forse lo apriranno in centro.

Ha lavorato anche con l'organizzazione “Los Angeles Conservancy”, per salvaguardare i vecchi edifici storici della metropoli. Durante le riprese londinesi,  quale luogo l’ha più affascinata?

Adoro Hampstead, in particolare l’ingresso. È come se improvvisamente avessi ritrovato me stessa. Ci sono tutte queste bellissime case vittoriane su un lato della strada e poi passeggi nel parco e ti perdi completamente. È stato fantastico, vivere il mistero e la magia in Hampstead. E anche il fascino del cimitero del parco. 

Quando si trova in una grande metropoli come Londra, con la sua storia e bellezza, le piace girare anche per musei?

Amo Londra. E’ una citta magica, meravigliosa. Ho visitati tutti i suoi musei. La Tate, la Tate Modern, il V&A, dove ho visto l’esposizione su Juliet Margaret Cameron con la mia amica Stephany. Abbiamo girato tanto e quando potevamo ci piaceva camminare per la City.

E com’è stato lavorare con Brendan Gleeson?

Adoro Brendan Gleeson, perché è un super-professionista. C’erano momenti in cui ero in difficoltà, perché le cose non mi riuscivano bene e diventavo molto emotiva e lui è stato così gentile! Un giorno avevo mangiato qualcosa che mi aveva fatto male, e lui è stato un vero gentiluomo, veniva da me a controllare che stessi bene e mi diceva: “Non dobbiamo per forza girare questa scena”, ma a dire la verità sono felice che poi l’abbiamo fatta perché voleva portare il lavoro a termine.

Ci può confidare un momento particolarmente divertente che avete condiviso insieme?

Quando la mattina ci preparavano nella sala trucco lui era fantastico. Quella è la parte della giornata che preferisco perché è come stare a casa con la mamma prima di uscire, a bere il caffè mentre tutti spettegolano e cose così. E Brendan era divertentissimo e parlava molto. La maggior parte dei colleghi attori rimane in silenzio mentre tutte le donne chiacchierano, mentre lui si è sempre unito a noi. Non avrebbe potuto essere più affascinante: un vero uomo irlandese!

Come è andata con il regista Joel Hopkins?

Joel è un uomo gentilissimo. Anche lui è stato a messo a dura prova, perché non aveva molto tempo per girare il film. È stato adorabile. Aveva molte idee da propormi e io avevo bisogno di sentirle tutte, è stato molto capace.

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