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Dogman Film 2018: trama, riassunto e recensione del film di Matteo Garrone che ha vinto al Festival di Cannes

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Trama, riassunto, recensione e differenze fra Dogman, film di Matteo Garrone, e la vera storia del Canaro della Magliana (Pietro De Negri) che ha ispirato la pellicola in lizza per la Palma d'oro al Festival di Cannes 2018

Dogman Film 2018

Dogman è il film di Matteo Garrone presentato al Festival di Cannes 2018 e prende spunto dalla vicenda del "Canaro della Magliana", un fatto di cronaca efferato che ha segnato l'immaginario di molti. Dogman è però la trasposizione esatta delle vicende del canaro, oppure si tratta di altro? Garrone, che a Cannes (dove è uno dei due film italiani in concorso) ha strappato 10 minuti di applausi, si è certamente ispirato a quegli eventi, ma li ha interpretati con lo sguardo del regista raccontando la sua storia, e non si è certo limitato a fare una riduzione cinematografica del delitto della Magliana. Il risultato è un film davvero bello, spaventoso a tratti, ma anche ironico e grottesco. A Cannes ha vinto il premio per l'interpretazione maschile (incredibile Marcello Fonte!). C'è da dire che Matteo Garrone ha un ottimo rapporto con Cannes sin dal 2008, anno in cui presentò Gomorra. Dogman esce nelle sale il 17 maggio 2018 distribuito da 01Distribution ed è candidato agli Oscar 2019 come film italiano.

Dogman Film 2018 Trama e riassunto

Marcello è un uomo tranquillo che vive in una desolata e squallida periferia romana. La sua vita ruota attorno alla sua toeletta e a sua figlia, Alida, che l'uomo adora. E' inoltre in ottimi rapporti con il vicinato, fatto essenzialmente di piccoli commercianti, sale giochi e compro oro, con i quali condivide le partite di calcetto e le preoccupazioni per Simoncino. Quest'ultimo è la testa matta del quartiere, violento e spregiudicato, sempre sopra le righe e tutti ne fanno le spese. E' facile che quando c'è Simoncino in giro si scateni una rissa, qualcuno sia vittima di un furto o di qualche altro genere di sopruso dovuto alla prepotenza dell'uomo che, sovrastando fisicamente tutti, riesce a sottometterli senza grandi problemi. 

Marcello e gli altri, guidati da Francesco, gestore della sala giochi Portoricano, cercano di trovare una soluzione dopo l'ennesima esplosione di violenza di Simoncino, ma non riescono a trovare un accordo. Se Francesco è per rivolgersi a qualcuno che possa risolvere il problema al posto loro, Franco, il padrone del compro oro, non vuole prendersi una simile responsabilità, convinto che "quello è uno segnato, prima o poi qualcuno lo ammazza". Dal canto suo Marcello ascolta e non dice niente, il suo rapporto con Simoncino è di totale soggiogamento. Quando Simoncino gli chiede qualcosa, Marcello non riesce a dirgli di no.

Questa incapacità di sottrarsi alla prepotenza del prevaricatore, porta Marcello ad accondiscendere più di quanto vorrebbe, al punto di dargli una mano a svaligiare il compro oro di Franco. E' il solo Marcello ad essere arrestato per il furto e, sebbene sollecitato dai poliziotti che hanno capito che è stato minacciato da Simoncino, sceglie di affrontare la galera e non tradirlo, aggrappandosi all'idea che una volta uscito gli spetterà parte della refurtiva.

Una volta fuori di galera, trascorso ormai un anno, tenta inutilmente di avere dei soldi da Simoncino, ma non riceve che botte. Il resto del quartiere, gli amici di una volta, lo evitano e non gli parlano più, ritenendolo un infame. Vinto dalla solitudine e deciso ad avere ciò che ritiene giusto, i soldi o delle scuse, Marcello organizza un piano per imprigionare Simoncino e sottometterlo, per una volta. La situazione però degenera, Simoncino si ribella, ma ormai Marcello è deciso ad arrivare fino in fondo e a riscattare una vita fatta di soprusi. Il rapporto di forza si ribalta, Marcello ha la meglio e nel suo delirio cerca di esporre il cadavere di Simoncino nel tentativo di farsi nuovamente accettare nella comunità del quartiere.

Dogman Film 2018 differenze con la vera storia del Canaro della Magliana

Se avete letto la trama vi sarete resi conto che Matteo Garrone prende molto dalla storia del canaro, ma recupera soprattutto le linee generali degli eventi, evita invece di farne un'esatta copia, una trasposizione cinematografica di un fatto di cronaca. Ecco infatti cosa ha raccontato in proposito:

[...] anche per questo tengo molto a sottolineare la distanza dal fatto di cronaca che lo ha soltato liberamente ispirato. Tutto, a cominciare dai luoghi, dai personaggi, dalle loro psicologie, è stato trasfigurato

Non si può che dar ragione a Matteo Garrone dopo aver visto Dogman, perché il film manca totalmente della componente morbosa che invece troppo spesso permea le storie delittuose, a partire dall'uccisione di Simoncino. Il regista evita di indulgere in scene di tortura, evita di farne un film estremo sebbene sia tratto da una storia che estrema lo è, eccome, e riesce invece a mostrarci la lotta di un uomo semplice Marcello, che si accorge che essere mite non basta per essere dalla parte del giusto, per agire secondo coscienza. 

Dogman Film 2018 recensione

Dogman di Matteo Garrone è un film validissimo, interpretato splendidamente da Marcello Fonte che, nelle stesse parole del regista, lo ha aiutato proprio con il suo aspetto antico a costruire il personaggio e quindi la storia tutta. Garrone ha raccontato che l'immagine che ha dato inizio a tutto è quella dei cani chiusi in gabbia che osservano l'"esplodere della bestialità umana", un'immagine forte che ben rappresenta l'universo dai confini sfumati abitato da Marcello e da Simoncino, in cui l'umanità è ancora intrisa di violenza bestiale. Simoncino vive in modo animale, guidato unicamente dal proprio istinto che, proprio come fosse una besta feroce, lo spinge a sottomettere con la violenza chiunque gli stia intorno.

Marcello, il mite Marcello che mai si ribella, è colui che è convinto che l'inazione e la blanda complicità siano scudi sufficientemente forti per tenersi fuori dal mondo di Simoncino. In realtà però il mondo della bestia, dove solo chi ha istinto sopravvive, è molto più vicino di quanto Marcello non immagini, al punto che nel momento di massima sollecitazione anche il tranquillo toelettatore si trasforma in una bestia feroce quanto e forse più di Simoncino, visto che quest'ultimo non aveva neanche un briciolo di umanità in corpo a trattenerlo. Attenzione, l'animale nascosto dentro di noi è in agguato e non aspetta altro che ci si abbandoni alla passività per balzare fuori.

Garrone è da lodare perché questa parabola umana è capace di raccontarla in soli 102 minuti, utilizzando anche l'ironia per rendere questa discesa in una spirale nera più digeribile e forse anche più credibile per il pubblico. Arriverà agli Oscar?

Dogman Film 2018 Trailer

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