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La battaglia dei sessi: la recensione del film con Emma Stone sulla campionessa di tennis Billie Jean King

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La nostra recensione del film La battaglia dei sessi con una intervista esclusiva ad Emma Stone, la protagonista della pellicola in cui interpreta la tennista Billie Jean King

La battaglia dei sessi Film

I registi Jonathan Dayton e Valerie Faris portano sul grande schermo con il film La battaglia dei sessi una delle storie più incredibili del tennis mondiale, la sfida che si tenne il 20 settembre 1973 fra Billie Jean King e Bobby Riggs. La King viveva il suo momento di gloria, Riggs, invece, a più di 50 anni cercava un modo per tornare sotto i riflettori, convinto com'era che l'attenzione dedicata al tennis femminile e alle richieste da parte delle giocatrici di vedere i loro premi in denaro raggiungere i livelli di quelli maschili, fosse semplicemente eccessiva. Da questi presupposti nacque l'idea di una sfida fra la più grande giocatrice del tempo, Billie Jean, nonché convinta sostenitrice dei pari diritti di uomini e donne, e il "porco maschilista" Bobby Riggs. Il film La battaglia dei sessi racconta proprio questo episodio, allargando però la cornice in cui avvennero questi avvenimenti e raccontando allo stesso tempo i cambiamenti nella vita della King.

La battaglia dei sessi, la trama

Anni '70. La tennista Billie Jean King (Emma Stone) conquista un titolo dopo l'altro, ma malgrado l'attenzione da parte dei media e i suoi successi, non può che constatare che il tennis femminile viene considerato uno sport minore rispetto a quello maschile. In particolare i premi in denaro destinati alle giocatrici sono assolutamente miseri se paragonati a quelli dei tornei degli uomini. Malgrado le proteste Billie Jean non riesce ad ottenere che le cose cambino, almeno fino a quando Gladys Heldman (Sarah Silverman), agguerritissima PR, non sposa la causa della King, organizzando un torneo femminile in contemporanea con quello precedentemente programmato dalla federazione americana di tennis. E' la rottura. Le tenniste prendono il volo e partecipano al Virginia Slim Tour e grazie agli sponsor anche i loro premi in denaro crescono. C'è chi però non ama questi cambiamenti e considera l'insieme della situazione e le richieste delle giocatrici una specie di buffonata. L'ex campione Bobby Riggs (Steve Carrell) non si fa scrupoli a dire chiaramente che non crede affatto che le donne meritino un trattamento uguale a quello degli uomini e per provarlo è disposto a sfidare la n° 1 del tennis femminile, convinto di batterla. Dietro l'atteggiamento di Riggs non c'è soltanto del maschilismo, ma anche un desiderio di rivalsa, una voglia di rischiare che non ha mai lasciato l'ex tennista, scommettitore accanito. Per Billie Jean invece la sfida ha un forte valore simbolico e vincerla è assolutamente imperativo. In questo momento di grande cambiamento per il tennis femminile, Billie si trova anche a dover fare i conti con la nascita di un sentimento nuovo e passionale che la lega alla giovane parrucchiera Marilyn Barnett (Andrea Risenbourgh).

La battaglia dei sessi, recensione

La battaglia dei sessi ha un inizio brillante e veloce, Emma Stone/Billie Jean King appare nelle prime scene come una protagonista determinata e vivace. Questo brio e sostanzialmente tutta la parte più divertente del film passa però rapidamente dalle "spalle" di Emma Stone a quelle di Steve Carrell, che ci regala infatti un ritratto veramente ben riuscito di Bobby Riggs.

Il film decide di concentrarsi soprattutto sulla sfera privata della King, raccontando l'inizio della sua storia con Marilyn Barnett e lasciando quasi in secondo piano le vicende più strettamente legate al tennis. Del resto erano gli anni '70 e l'omosessualità era tutto fuorché accettata senza pregiudizio e per una campionessa del calibro della King era fuori questione parlare apertamente dei suoi sentimenti, senza contare che la famiglia della tennista era molto religiosa e conservatrice. Il problema però non è tanto nella scelta di concentrarsi sulla vita privata di Billie Jean, o sulla sua storia d'amore con Marilyn, quanto di farlo in maniera non particolarmente originale, con scambi di battute spesso prevedibili. Della Billie Jean King campionessa e in special modo del tennis c'è davvero poco in La battaglia dei sessi.

E' come se la pellicola si muovesse su due ritmi diversi, quello rapido e arguto di Bobby Riggs e delle sue bravate e quello più lento e intimo della King: non sempre questo contrasto funziona e talvolta queste due linee narrative sembrano davvero essere due rette che non si incontrano mai. Ecco perché La battaglia dei sessi pur essendo un film a tratti grazioso, non riesce ad essere memorabile.

 

La battaglia dei sessi, il trailer

 

La battaglia dei sessi, tutte le informazioni

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