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Maria by Callas: in her own words, il documentario di Tom Volf che racconta Maria Callas

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Maria by Callas: in her own words è il tentativo di Tom Volf di far concedere un'ultima volta la parola alla divina e raccontarsi in un documentario coinvolgente e completo

Maria by Callas: in her own words Film

Stendete il tappeto rosso: alla Festa del Cinema di Roma 2017 è arrivata Maria Callas! A portare la Divina nella capitale, almeno idealmente, è stato il regista Tom Volf, autore del documentario Maria by Callas: in her own words. Il film esplora aspetti ed avvenimenti della vita di Maria Callas, lasciando la parola proprio alla cantante. Non c'è infatti il voice over, qualcuno che parli e ci guidi, ci sono invece filmati d'epoca in cui è la Callas stessa a parlare e raccontarsi, oppure c'è la voce di Fanny Ardant che non si sostituisce a quella di Maria, ma ne interpreta le parole leggendo lettere e pagine di diario. Maria Callas è quindi la protagonista assoluta del documentario che, pur essendo approfondito e dettagliato, non respinge affatto coloro che hanno poca familiarità con l'opera o la figura della cantante, ma al contrario trasmette la curiosità di saperne di più, svelando di questa donna lati e aspetti insospettati. Visione consigliata.

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Maria by Callas: in her own words, cosa racconta il documentario?

Come accennavamo, Maria by Callas è una ricostruzione della vita della cantante, soffermandosi non tanto sulla sua infanzia (di cui comunque si parla molto), ma su Maria Callas ormai donna, cantante affermata al centro dell'attenzione mediatica. Scopriamo così che oggi come allora ci si chiedeva quale fosse il rapporto o se si vuole la distanza fra la Maria privata e la Callas. A questa domanda Maria, intelligentissima, rispondeva francamente che quale che fosse la differenza fra la divina e la donna il fondo, l'essenza, l'energia creatrice era sempre la sua. Nelle sue interviste stupisce l'acume e la prontezza delle risposte, ma anche l'umiltà di una donna che pur sapendo di essere ritenuta la migliore, aveva la consapevolezza di avere ancora molto da imparare, non tanto nel canto, ma nelle cose della vita e anche della cultura. Essendosi dedicata anima e corpo alla musica, Maria non aveva avuto tempo di approfondire altro, ma seriamente e onestamente cercava di apprendere tutto ciò che poteva.

Le esibizioni di Maria Callas

Una scelta molto apprezzabile che Tom Volf ha fatto lavorando al film documentario è mostrare alcune esibizioni di Maria Callas nella loro interezza. Ovviamente si parla di porzioni di spettacoli, ma non c'è in Maria by Callas quell'operazione, spesso molto sommaria, che presenta esibizioni parcellizzate, qualche istante e via per dare l'idea e basta. Questo è veramente d'aiuto per coloro (come la sottoscritta) che non conoscono l'arte della Callas, non l'hanno magari mai ascoltata se non distrattamente. Lo scopo non è, naturalmente, dare una lezione sull'opera, quanto aiutarci a capire l'impatto e la sensibilità di questa incredibile cantante e della sua voce. E' impossibile restare insensibili di fronte a un tale coinvolgimento emotivo. Le esibizioni si riferiscono a rappresentazioni diverse, avvenute nel corso della carriera. C'è, tanto per fare un esempio, Si je t'aime prend garde à toi, ma certamente a colpire per i versi così calzanti è l'aria Vissi d'arte tratta dalla Tosca di Puccini.

Vissi d'arte, vissi d'amore,
non feci mai male ad anima viva!
Con man furtiva
quante miserie conobbi, aiutai.
Sempre con fe' sincera,
la mia preghiera
ai santi tabernacoli salì.
Sempre con fe' sincera
diedi fiori agli altar.
Nell'ora del dolore
perché, perché Signore,
perché me ne rimuneri così?

Maria Callas, una famiglia e il destino

Cosa si può desiderare di più quando si è la cantate lirica più amata del mondo (e probabilmente di sempre)? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Maria Callas fu spinta verso il canto dall'ambizione della mamma e poi in seguito dagli insegnanti e dal primo marito, Meneghini. E Maria? Maria avrebbe desiderato una famiglia, dei figli, ma "il destino", secondo le sue parole, le ha fatto prendere un'altra strada. La famiglia restava però per la cantante la vocazione naturale della donna, la sua massima realizzazione. Altri anni, altra mentalità, secondo la Callas carriera e famiglia non erano assolutamente conciliabili, soprattutto una carriera come la sua fatta di rinunce, sacrificio, viaggi e prove estenuanti, senza considerare la pressione esterna. Molto, racconta, le era mancata una famiglia normale, un'infanzia normale. I bambini, diceva la Callas, non dovrebbero venire caricati di responsabilità che li schiacciano, ma lasciati liberi di godere di quegli anni di giochi e spensieratezza. Tutto questo ovviamente le era stato negato in favore della sua carriera.

Gli amori di Maria Callas: Meneghini e Onassis

Sono due gli uomini che hanno segnato la vita sentimentale di Maria Callas, il primo è Battista Meneghini, il secondo è, come avrete immaginato, Aristotele Onassis o "Aristo" come lo chiamava lei affettuosamente. Del marito Maria era stata innamorata, ma come una creatura spaventata che desiderava solo che quell'uomo grande ed esperto si frapponesse fra lei e il mondo come uno "schermo", così lo definisce, che la proteggesse. Meneghini era però troppo interessato alla carriera di Maria, si era lasciato inebriare dalla sua fama, al punto che la Callas suggerisce che concludesse contratti poco vantaggiosi per lei, da un punto di vista soprattutto fisico, pur di guadagnare. Il matrimonio finì malamente, con una legge sul divorzio che ancora non era stata approvata e che le causò non pochi problemi. Sebbene la Callas non abbia lasciato Meneghini per Onassis, che conobbe su una spiaggia a Venezia e con il quale partì (marito al seguito) a bordo del Christina, conoscere quell'uomo le diede modo di scoprire che amare poteva essere anche alto. Il fascino di Onassis, ma anche la sua disponibilità nei confronti di Maria, le sue attenzioni affinché non si stancasse troppo. Quello con Onassis è l'amore che nasce anche dalla confidenza e dalla fiducia totale. Proprio per questa ragione fu così scottante apprendere dai giornali che l'armatore greco si era sposato con Jakie Kennedy.

Malgrado l'ostacolo ormai insuperabile del matrimonio, l'unione fra Jakie e Aristotele si rivelò ben presto per quello che era: un matrimonio di convenienza. Aristotele, come ci racconta Maria, tornò da lei e i due riallacciarono i rapporti, mantenendo un'amicizia speciale che durò fino al giorno della morte dell'armatore.

Maria Callas e Pasolini: un'amicizia speciale

Nel periodo in cui la Callas si allontanò da Onassis conobbe e divenne amica di Pierpaolo Pasolini. Un'estrema confidenza legava i due e Pasolini la coinvolse nelle riprese di Medea (1969) di cui la Callas interpretò la protagonista. Maria non era in pausa unicamente da Aristotele, ma anche dal canto. Troppo stanca per sopportare le prove estenuanti, troppo fragile per sopportare lo stress della scena, Maria Callas provò la via del cinema perché, come disse anche Pasolini, adorava lavorare e stare con le mani in mano le era semplicemente penoso.

Maria Callas e la stampa, un rapporto difficile

Odi et amo. E' andata così fra Maria Callas e i giornalisti. L'episodio che creò la prima grande frattura fra la diva e la stampa è l'abbandono delle scene del Teatro dell'Opera nel 1958, la sera in cui avrebbe dovuto cantare la Norma di Bellini. Maria Callas aveva vissuto con sofferenza il fatto di non riuscire a portare a termine l'esibizione e rimase profondamente ferita dal fatto che i titoli dei giornali l'indomani la attaccassero. Non le giovò nemmeno il periodo che trascorse al MET, il direttore infatti si lamentò, additandola come una diva capricciosa. Non era certo facile per Maria spiegarsi e se poteva evitava, ma non era neanche donna da lasciarsi attaccare senza controbattere minimamente. Naturalmente la separazione da Meneghini, la storia d'amore con Onassis non fecero che attirare su di lei i riflettori, cosa che non gradì affatto.

Maria Callas e il suo pubblico: una storia d'amore

Se Maria si sentiva poco compresa dalla stampa, di certo poteva contare sull'appoggio incondizionato del suo pubblico, disposto a fare qualsiasi cosa pur di sentirla cantare. In questo senso è molto interessante vedere i documenti relativi al suo rientro al MET di New York che mostrano persone in coda sin dala giorno prima pure di riuscire ad accaparrarsi un biglietto. Questo calore Maria Callas lo sentiva e proprio per il suo pubblico sperava di essere all'altezza, per restituire tutto quanto aveva avuto. Come racconta la cantante, esibirsi era tanto più bello, ma anche più difficile, quando il pubblico era particolarmente caloroso, perché sentiva la pressione dell'aspettativa e la responsabilità. Uomini, donne, bambini: l'amore per Maria coinvolgeva tutti, nessuno escluso.

Maria by Callas: in her own words, un documentario a colori

Qualcuno potrebbe rimanere stupito dal fatto che il documentario su Maria Callas mostri unicamente (o quasi) scene a colori. Si è trattata ancora una volta di una scelta precisa di Volf che ha addirittura colorato alcuni filmati in bianco e nero per renderli più attuali e avvicinare anche un pubblico più giovane, magari con poca familiarità rispetto a questo personaggio incredibile.

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