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Maria Callas, una vita "divina": da regina del palco ai film con Pasolini, fino alla graphic novel

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A 40 anni dalla scomparsa di Maria Callas celebriamo il mito: la sua vita, le sue lotte, i suoi successi e per l'occasione vi parliamo anche di una graphic novel che svela il volto della divina

Maria Callas la divina

Buio in sala. Si apre il sipario e si smorza ogni mormorio. La scena si illumina e catalizza tutti gli sguardi facendo dimenticare il resto: chi ci sta intorno e cosa è successo fino a cinque minuti prima. Siamo in Italia. Esattamente quaranta anni fa. È il 16 settembre del 1977, un venerdì. Sui quotidiani di quel giorno non c'è stato molto da scrivere e di conseguenza ci sarà ben poco da leggere, tanto che la notizia più importante è l'addio di Lauda alla Ferrari. A Roma, nel frattempo l'Italia del tennis capitanata da Adriano Panatta si porta sull'1-0 in semifinale di coppa Davis contro la Francia (Spoiler: vincerà la serie, per poi perdere la finalissima contro l'Australia). Proprio dalla Francia, qualche ora prima – verso pranzo - è arrivata una notizia di cui si parlerà a lungo. Al TG della sera sicuramente. Sabato mattina al bar, ovviamente e in qualche approfondimento della TV pubblica domenica pomeriggio, molto probabilmente.

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È morta Maria Callas.

La divina, la dea, la voce. Per alcuni semplicemente Maria o la Callas.

Maria Callas, la biografia

Maria Callas in appena 53 anni di vita è stato tutto e anche di più.  Ha cambiato il modo di fare lirica. Si è imposta in un mondo dove erano gli uomini a farla da padroni e poche erano state fino ad allora le donne capaci di conquistare pubblico, fama, successo e denaro. Di far innamorare uomini e ingelosire donne.
La storia della Callas è la storia di una lottatrice in perenne lite col mondo circostante e con l'ordine precostituito.

Nata a New York il 2 dicembre 1923, ha lottato con una madre despota e anche con un talento innato che l'ha obbligata a crescere velocemente, a sentirsi inadatta e inadeguata. Se sei LA voce e non UNA voce non è certo facile cantare in un ristorante di New York per pochi spicci e nessuna gratifica.

E poi la lotta con la salute. Le disfunzioni metaboliche, l'incapacità di dormire e la dipendenza dalle medicine per calmarsi e riposare.

La foto di Maria Callas in Medea

In un modo o nell'altro per tutti Maria Callas ha rappresentato qualcosa. Per chi sta scrivendo questo articolo ad esempio è stata prima un noioso esame all'università in cui si chiedeva di analizzare la Medea di Pasolini dove la cantante recitava il ruolo della protagonista, me è stata anche il volto, la bocca e la voce quell'"Amami Alfredo..." della Traviata, ascoltato per tanti anni e compreso soltanto recentemente.

Nata da genitori greci Maria tornerà nella madre patria con la madre separatasi dal marito e lì inizierà a studiare canto al conservatorio di Atene. Poi di nuovo il ritorno negli Stati Uniti, la fatica, la fame, la New York che già negli anni del secondo dopoguerra si comporta da (seconda) madre dispotica col potere di prendere i tuoi sogni e trasformarli in realtà o in incubi.

Chissà oggi come l'avrebbe cantato la Callas, quel verso di Alicia Keys che descrive la grande mela come una Concrete jungle where dreams are made of.

Maria Callas vita privata

E poi è successo di tutto. È successo il successo, ad esempio. Strabordante. La bella vita. I flash, il matrimonio, con Giovanni Battista Meneghini finito per l'amore con Aristotele Onassis, il flirt reali e attribuiti, i gossip e le tournée mondiali. Le cadute, le risalite, le prime pagine dei giornali, 127 album e una carriera che per raccontarla tutta ce ne vorrebbero due, ma che paradossalmente per riassumerla bastano due semplici parole. Una è Maria e l'altra è Callas.

La foto di Maria Callas con il primo marito Giovanni Battista Meneghini

Tutti conoscono la difficile vita di Maria Callas, anche le tragedie che la divina ha cercato di mantenere segrete tutta la vita. Quella che più di tutte la segnò fu senza dubbio la perdita del figlio. Maria Callas rimase incinta di Onassis appena un anno dopo il loro primo incontro, ma il bambino, a cui diede il nome di Omero, nacque morto e da allora visse nella continua sofferenza di quella perdita e della maternità mancata.

La foto di Maria Callas e Aristotele Onassis

Sempre Libera, la graphic novel che racconta la vita della Callas

Ancora un'aria della Traviata. Forse una delle più famose. Sempre libera è il primo spartito che la madre mise nelle mani di una piccola Maria ed è anche il titolo del graphic novel di Lorenza Natarella edito da Bao Publishing che proprio in questi giorni arriva nelle librerie di tutta Italia.

Il libro, in un'elegante edizione con copertina rigida, racconta la vita di Maria Callas, il dietro le quinte definitivo di un'esperienza in prima pagina definendola  - a ragione - una "sacrosanta Traviata". Il lavoro dell'autrice inizia con la messa in scena... dell'addio alle scene della Callas per perdersi poi in un lungo flashback che ci porterà fino all'ultima scena di questa lunga opera.

La cover del graphic novel Sempre libera

Quella che si è svolta il 16 settembre 1977 a Parigi e di cui ricorre in questi giorni il quarantesimo anniversario. Il libro alterna dei colori predominanti che sono il nero e il rosa. Come a indicare il tutto e il niente che è stata Maria. L'alto e il basso che ha toccato, il grasso e il magro che ha visto intorno a sè, allo specchio.

Vignette piccole dai precisi bordi che si alternano con immagini esplosive che invadono la pagina e travolgono il lettore. Come un urlo nella notte. Come un acuto nel buio di scena. Che sembra dirci ci sono, ci sono ancora, sono sempre io sarò Sempre Libera. Il volume sarà presentato ufficialmente il 21 settembre presso la Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano dove sarà anche inaugurata una mostra con le tavole del libro che sarà visitabile per un intero mese.

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