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Viaggio nelle parole dell'estate attraverso le domande fatte all'Accademia della Crusca

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Quali sono le parole dell'estate 2017? Con l'aiuto dell'Accademia della Crusca noi di PianetaDonna abbiamo stilato una mini guida ai tormentoni estivi

Viaggio nelle parole dell'estate attraverso le domande fatte all'Accademia della Crusca

Mi fa caldo, potresti portarmi un gelato di fragola direttamente lì, alla sdraia? Ancora non lo sapete, ma andando avanti nell’articolo potrete scoprire che quella appena letta è la frase di questa estate 2017!

La questione di genere nella lingua italiana: intervista a Matilde Paoli dell'Accademia della Crusca

Ogni estate che si rispetti, ha i suoi tormentoni.

Ci sono quelli televisivi, quelli musicali e pure quelli letterari. Ci sono anche i tormentoni di costume, vi ricordate per esempio l’estate in cui se non risolvevi almeno tre sudoku al giorno non eri nessuno? Noi di PianetaDonna abbiamo provato a spingere l’asticella dei tormentoni ancora un po’ più in alto e abbiamo cercato di intercettare, nostra complice l'Accademia della Crusca, quelle che potrebbero essere le parole dell’estate 2017. Quelle più usate, quelle che nascondono maggiori dubbi, quelle più serie e attuali e anche quelle più...estive.

Come scrivere un buon tema all'esame di Maturità, i consigli dell'Accademia della Crusca

Abbiamo spulciato la piccola – si fa per dire – banca dati del servizio di consulenza linguistica dell’Accademia in cui ad oggi ci sono 655 risposte a richieste di consulenza arrivate alla Crusca, ma il conteggio è in continuo progresso e si arricchisce di due nuove consulenze ogni settimana. In realtà la banca dati dell’Accademia è molto più grande perché ci sono dentro circa 10.000 risposte che la redazione ha dato direttamente per e-mail ai singoli utenti senza creare una scheda di approfondimento per il sito web.

Da questa banca dati ecco emergere quelle che secondo noi possono a tutti gli effetti essere considerate a pieno titolo le parole di questa estate 2017.

Intervista a Barbara Negri dell'Agenzia Spaziale Italiana

Migrante, profugo, rifugiato

Negli ultimi anni, da quando il fenomeno migratorio è divenuto in prevalenza spostamento di persone in fuga impossibilitate a tornare nel loro paese almeno fino al ristabilimento di una situazione di normalità, anche i media, almeno quelli più attenti, hanno iniziato a percepire una sorta di imbarazzo a usare il termine migrante generalizzato a tutti i contesti e hanno fatto ricorso con maggior frequenza ai termini profugo e rifugiato. Impostando una ricerca che mette in rapporto le occorrenze di profugo, rifugiato e migrante dal 2011 a oggi su la Repubblica si nota come, pur con una costante prevalenza di migrante (con un picco di 7.389 rilevamenti tra marzo 2015 e marzo 2016), la somma delle occorrenze di profugo e rifugiato nello stesso periodo sia numericamente maggiore (7.802).

Asilante

Il sostantivo asilante inizia a circolare per riferirsi a ‘chi ha richiesto o ha ottenuto asilo’ (politico o umanitario in caso di guerre, stragi, genocidi in atto nel paese d’origine). Il termine sembra aver avuto origine nel tedesco sulla base di asyl ed essersi diffuso nell’adattamento italiano asilante attraverso la stampa della Svizzera italiana. Se ne trovano attestazioni nei quotidiani italiani dal 1991: su la Repubblica il 16 novembre 1991 si leggeva: "Gli stessi gruppi che vorrebbero cacciare gli "asilanti". Un tempo c’era lo stesso atteggiamento verso gli italiani. Ora gli italiani sono diventati supersvizzeri...".

Si dice "Gelato di" o "Gelato al"?

E poi, passando a tematiche decisamente più leggere, questa estate potrete domandarvi se si dice gelato di o gelato al. Per quel che riguarda l’argomento specifico della questione, la lessicografia registra fin da subito l’impiego della preposizione di: nel Vocabolario italiano della lingua parlata si riportano gli esempi: “Un gelato di limone, di arancio, di pesca, di fragola”; ma nel 1928 compare la pubblicità di: “una nuova specialità che soddisfa ogni vostra esigenza” la “COPPA DEI CAMPIONI Motta - gelato al cioccolato e spumone di panna fresca aromatizzato al liquore con granella di mandorle e nocciole”.

Da allora, pur affiancato alla costruzione gelato di, ha continuato a espandersi l’espressione gelato al, alla, alle...

Andiamo a prendere il sole sullo sdraio... sdraie... sdrai?

L’italiano, Fantozzi dixit, è una lingua maledetta. Anche se si parla di argomenti blandi, da spiaggia, uno di quei temi di cui si discorre amabilmente mentre si prende il sole su una sdraia...sdraio? Ma come si dice?

Da un sondaggio in rete emerge l’indiscutibile predominanza di sdraio, femminile invariabile, ma si nota anche altrettanto chiaramente la concentrazione della forma maschile (lo sdraio, gli sdrai) in area nord-orientale (moltissime le attestazioni di operatori turistici della riviera romagnola) e la maggior diffusione di quella femminile numerabile (la sdraia, le sdraie) in area centro-meridionale (molte attestazioni in dialetto romanesco o pseudo tale).

Mi fa caldo!

In merito alla sensazione di calore avvertita da qualcuno, l’espressione normale (attestata in tutta la lessicografia italiana) è del tipo avere/sentire caldo con il soggetto nella persona che prova la sensazione. Invece "mi fa caldo" è una costruzione di tipo regionale, più propriamente toscana e davvero poco usata al di fuori dei confini.

Quindi non sappiamo se: "Mi fa caldo, potresti portarmi un gelato di fragola direttamente lì, alla sdraia?” sarà la frase dell’estate. Anzi tendiamo a credere che non lo sarà affatto! Però leggere questo pezzo potrebbe sicuramente essere un modo per ragionare in maniera seria e scherzosa dei dubbi lessicali e delle parole che sentiremo e diremo da qui alle prossime settimane. E voi? Quali sono le parole della vostra estate? Raccontatecele, se vi va!

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