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Questo è il mio sangue: un libro per demolire il tabù delle mestruazioni

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Questo è il mio sangue è il libro di Élise Thiébaut che cerca di abbattere il tabù che da sempre circonda un evento assolutamente naturale come le mestruazioni

Questo è il mio sangue Libro

Per cinque giorni al mese il corpo delle donne si trasforma. Ci si sente gonfie, prive di forza, suscettibili e con irrefrenabili voglie. Sono le mestruazioni. Tanti i nomi, i nomignoli e le frasi per definire quei giorni particolari: "Ho le mie cose", "Sono indisposta", "Ho il ciclo", ma un'unica certezza: la maggior parte delle persone considera le mestruazioni un tabù. Sono attese perché finalmente si diventa donna, in grado di generare la vita. E accompagnano le nostre esistenze fino alla menopausa.

Il manifesto della rivoluzione mestruale in atto

Con Questo è il mio sangue (edito Einaudi), la scrittrice francese Élise Thiébaut ha voluto affrontare per la prima volta, in un libro, il tema “mestruazioni”, parlando di un argomento che troppo spesso imbarazza.  L’autrice si chiede perché ancora oggi la perdita del sangue mestruale è percepita come una discriminante, con vergona, disgusto e disagio. Come se fosse proibito conoscere il modo in cui funzionano i nostri corpi. Quando invece la comunicazione potrebbe migliorare o salvare delle vite, vista l'ignoranza diffusa su alcune malattie legate alle mestruazioni che per scarsa conoscenza non vengono diagnosticate, come  l'endometriosi che ha colpito la scrittrice. Si interroga e raccoglie risposte e testimonianze su come le donne dei secoli passati hanno fatto fronte agli inconvenienti tecnici del sanguinamento, come fanno le ragazze che vivono in nazioni dove gli assorbenti non sono di facile reperimento, perché fare sesso durante i giorni del mestruo è considerato un bizzarro feticismo. E, infine, si domanda: E se fossero gli uomini ad averle?

Riti e credenze

È una fenomeno naturale, una trasformazione dolorosa e necessaria. Ma che in molte culture è ancora vista con un’accezione negativa, oscura. Legata a riti ancestrali, a credenze e leggende che si tramandano da generazioni, discriminando per secoli le donne. Durante il ciclo non bisogna toccare le piante altrimenti potrebbero morire, non si fa attività fisica, non si possono montare le uova perché impazziscono e tante altre amenità del genere. Nella religione musulmana le donne con le mestruazioni prima di pregare devono fare un bagno purificatore. In quella ebraica è considerata impura la donna mestruata che non ha svolto il rituale di purificazione. Fino al 2005, quando è stata vietato, in Nepal veniva praticato l’esilio mestruale: le ragazze con il ciclo erano allontanate dalla comunità.

Riappropriarsi di se stesse

Élise Thiébaut scrive di ciclo e lo definisce "Rivoluzione Mestruale", a partire dalla copertina, la fotografia di un tampone su sfondo rosso. Risponde alle domande, ai dubbi e alle critiche con un libro che raccoglie informazioni chiare su un tema scomodo. Con il suo manifesto ha cercato di aprire una porta su un aspetto proibito della vita di ogni fanciulla. Un tabù che ci ha accompagnate da sempre, fin dalla nascita, e che ha avuto un ruolo fondamentale sulla percezione di noi stesse, e sul quel senso di inferiorità che ha impedito alle donne di emanciparsi. Il sentire per un quarto della propria vita senso do vergogna e disgusto, non ha permesso a noi stesse di affermarci.

La fobia del sangue

Il ciclo è ancora qualcosa di innominabile che intimorisce. Ma è naturale come mangiare, bere e dormire. Il sangue con il suo colore rosso spaventa tutti. E rappresenta il dolore, la morte, ma anche la vita che attira i predatori. Abituati da troppo tempo a percepire questo fenomeno come qualcosa di negativo quando, invece, come sottolinea l’autrice è pieno di fascinazione il fatto che le donne sanguino regolarmente senza morire. Le trasformano in creature uniche. Ed è il segno tangibile di quanto complesso e interessante sia il principale protagonista della vita femminile.

Un hashtag per confrontarsi

La casa editrice di Élise Thiébaut ha lanciato l'hashtag #RivoluzioneMestruale per invitare lettori e lettrici del mondo social a discutere liberamente di ciclo e di donne, a condividere testimonianze, esperienze personali più o meno imbarazzanti, paure e dubbi. I risultati, le reazioni su una tematica ancora difficile da affrontare si sono divise tra lo stupore e il fastidio.

Un libro rivolto a uomini e a donne

Élise Thiébaut ha raccontato la sua storia, la sue esperienza per liberare se stessa e per invitare tutte le donne a guardarsi dentro e recuperare una nuova consapevolezza di sé, del proprio corpo e della propria identità. A buttare giù quel muro di silenzio perché il sapere è un potente strumento di emancipazione. Dopo anni di lotte, battaglie e conquiste l’universo femminile deve parlare apertamente, in modo chiaro, di mestruazioni. Una lettura che è consigliata anche agli uomini e aprirebbe loro un mondo di conoscenza e di percezione sulle loro madri, mogli e compagne che in molti ignorano del tutto.

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