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Il reddito di inclusione sociale: cos'è e a chi spetta a partire dal gennaio 2018

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Dal 1 gennaio 2018 via libera al reddito di inclusione sociale, ecco come funziona in Italia, che cos'è e a chi spetta e quali requisiti bisogna avere per richiederlo

Reddito di inclusione sociale Italia

Il reddito di inclusione sociale arriva finalmente anche in Italia: il 29 agosto 2017 è stato approvato il decreto dal Consiglio dei Ministri e verrà attuato a partire dal 1 gennaio 2018. Cos’è, come funziona, quanto vale e chi ha diritto al Reis? Scopriamolo insieme.

Come in tutti i paesi europei, finalmente anche in Italia si potrà richiedere il reddito di inclusione, un assegno il cui valore oscilla fra gli 190 e i 485 euro al mese diretto ai nuclei familiari che versano in condizioni di povertà. Un aiuto attivo anche per chi, in condizioni non agiate, vuole trovare un lavoro e ritrovare una sorta di autosufficienza fino a quel punto perduta.

Come fare richiesta per il Reddito di Inclusione Sociale

Sarà possibile fare richiesta per il Reddito di Inclusione Sociale a partire dal 1° dicembre 2017 e si potrà percepire il contributo per 18 mesi consecutivi al termine dei quali verrà sospeso per un semestre e solo allora sarà nuovamente possibile fare domanda. La priorità verrà data a famiglie con minori a carico o con disabilità, donne in gravidanza e a chi ha perso il lavoro e ha superto i 55 anni.

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La crisi continua e i dati non sono rassicuranti: l'Istat parla di 4,5 milioni di persone in condizioni di vita pari o inferiore alla soglia di povertà, alcuni dei quali versano in situazioni di completa indigenza. In questo modo possono trovare un aiuto, un supporto per ricominciare proprio dal lavoro tramite anche inserimento nel sociale. Un'altra delle misure prese per favorire il ricambio generazionale e permettere ai più giovani di entrare nel mondo del lavoro senza eccessivo ritardo è l'anticipo pensionistico

Che cos'è il reddito di inclusione sociale

In Italia sono circa 400mila le persone che vivono in condizione di povertà, mentre circa un milione e 770 mila non riescono a garantire alla propria famiglia nemmeno i beni di prima necessità. Ecco allora che arriva il reddito di inclusione sociale, detto anche Reis: un assegno per chi versa al di sotto della soglia di povertà assoluta, soglia che ancora deve essere definita dal governo, una volta redatto il decreto che darà applicazione alla legge.

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I requisiti per richiedere il reddito di inclusione sociale

Si parla per ora di un Isee (indicatore situazione economica equivalente) inferiore o pari ai 6000 euro e senza trattamenti economici rilevanti, dove andrà anche a incidere il numero di persone appartenenti ad un nucleo famigliare, la presenza di adulti con più di 55 anni che hanno perso il lavoro e di bambini.

Quanto vale l’assegno economico che verrà stanziato?

Si parla di un valore che varia dagli 190 ai 485 euro al mese, in sostituzione della vecchia social card. Verrà poi rivisto in seguito, anche l’assegno di disoccupazione. Inoltre, verrà eliminato anche il Sia, Sostegno per l’inclusione  attiva di massimo 400 euro al mese di reddito, sostituito sempre dal Reis, però con risorse aggiuntive.

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Si parte per ora da un fondo stanziato di 1,6 miliardi per aumentare poi, coinvolgendo sempre più persone, con lo scopo di contrastare la povertà.

Mensilmente ogni nucleo spettante riceverà la somma atta a colmare il gap tra soglia di povertà e reddito disponibile della famiglia, calcolata in base ai componenti del nucleo famigliare con lo scopo di garantire un tenore di vita accettabile. Le somme verranno erogate mediante l’utilizzo di carte prepagate che ogni mese saranno ricaricate.

Reis: non solo sostegno economico

Lo scopo del Reis non è solo calmare un divario economico ma fare sì che la persona non abbiente abbia anche un riassesto da punto di vista sociale e lavorativo, cercando di portare le singole famiglie ad avere una propria autosufficienza. Le persone che riceveranno questa sorta di aiuto e sostegno, dovranno firmare un “contratto” con la società in cui vivono: infatti, l’assegno è gestito dai Servizi sociali del comune e dai Centri per l’impiego che si occuperanno di contattarli per offrire posizioni lavorative anche di breve durata che dovranno essere accettate senza diniego.

L’assegno è insomma, una sorta di aiuto al reinserimento, un accompagnamento nel mercato del lavoro e nella socialità, mediante la formazione e l’offerta con conseguente ricerca di posizioni lavorative.

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