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Se la strada potesse parlare: il premio Oscar Barry Jenkins torna con una storia sul razzismo nell'America degli anni '70

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Se la strada potesse parlare è il film di Barry Jenkins che racconta la storia di Tish e Fonny, il cui amore è ostacolato da un'accusa ingiusta destinata a cambiare le loro vite

Se la strada potesse parlare Film

Se la strada potesse parlare è l'ultimo film del regista Barry Jenkins, premio Oscar nel 2017 con Moonlight, ed è tratto dall'omonimo romanzo di James Baldwin. Ambientato nell'America degli anni '70, Se le strade potessero parlare porta al centro del dibattito l'imperante razzismo che permeava la società statunitense appena 40 anni fa. Attraverso le vicende in cui restano coinvolti, loro malgrado, i giovani Tish e Fonny e le loro famiglie, Jenkins apre uno squarcio sulle difficoltà e le ingiustizie subite dagli afroamericani, ingiustizie tali da costringerli a rivedere i piani fatti per la propria vita.

Se la strada potesse parlare, trama

Tish e Fonny sono innamorati, non sono sposati ma desiderano andare a vivere insieme, seppure fra mille difficoltà di carattere economico. Il mondo crolla sulle loro giovani spalle nel momento in cui una donna accusa ingiustamente Fonny di averla violentata e il ragazzo viene trascinato in carcere in attesa di un processo. Sebbene Fonny fosse in compagnia di Tish e di un amico, Daniel, la sera dello stupro, la polizia manova affinché l'alibi non venga confermato. Intanto Tish ha scoperto di essere incinta e la sua famiglia e il padre di Fonny cercando di aiutarla a pagare le spese legali per tirare l'uomo fuori di prigione. Da parte della madre di Fonny, invece, c'è solo una dura condanna. Da devota cattolica vede il nipote in arrivo come figlio del peccato e crede che solo lo Spirito Santo potrà salvare il suo Fonny. Malgrado tutto l'impegno profuso e il desiderio di avere giustizia, tanto Tish che i suoi si devono scontrare con un muro di gomma e nella ricostruzione dei fatti appare evidente come questa non sia che l'ennesimo tentativo dell'uomo bianco di sistemare un conto in sospeso e tenere tutti a bada con la paura.

Se la strada potesse parlare, recensione

Barry Jenkins, seguendo le orme di James Baldwin, ci racconta in questo film la storia di Tish e Fonny per parlarci in realtà di ciò che significava essere afroamericano nell'America degli anni '70. Pur raccontando la storia d'amore fra Fonny e Tish con grande attenzione e delicatezza e forse con qualche tocco di eccessivo pathos, i due innamorati sono l'escamotage per mostrare le aberranti dinamiche raziali di quei tempi.

E' proprio grazie alla ricostruzione che avviene principalmente per bocca di Tish, vera narratrice della storia, tanto da guadagnarsi ampi tempi di voice over, che comprendiamo che l'ingiustizia di cui è vittima Fonny non è affatto casuale, ma è la conseguenza diretta delle tensioni fra poliziotti bianchi e cittadini afroamericani. In questo confronto non c'è dubbio che la polizia e il potere bianco agiscano come fiere che braccano uomini e donne di colore come se fossero prede inermi, senza alcun diritto. Non è tanto il cosa, il delitto comesso, ad essere importante, quanto l'assoluta gratuità della vicenda giudiziaria.

Per questa ragione il crimine di cui è accusato Fonny e il tentativo di rimettere insieme i pezzi per scagiornalo, non sono organizzati nel classico ordine dei film  di genere crime, né viene data particolare importanza al racconto dell'andamento processuale del caso, ma vengono disseminati nel corso della narrazione che segue invece molto più da vicino i due giovani e le loro famiglie.

E così li vediamo lottare per trovare una casa degna di questo nome, perché nessuno vuole affittare a persone di colore ed ascoltiamo Daniel, l'amico che dovrebbe scagionare Fonny, raccontare di come la polizia disponga della vita degli afroamericani, al punto che è meglio prendersi una condanna piuttosto che lottare. L'arma della società bianca, quella che si muove nelle prigioni e che può fare di tutto a chi vi è rinchiuso perché nessuno verrà mai a chiedere il conto (o così credono loro), è la paura: con quella temono a bada chi a buon diritto vorrebbe ribellarsi. 

Anche la donna che accusa Fonny di averla stuprata viene raccontata da Jenkins come una vittima di questo sistema, devastata dallo stupro, la sua ferita e la sua debolezza vengono usate per colpire un innocente con cui un poliziotto ritiene di avere un conto in sospeso.  E vittima, sempre suo malgrado, è anche l'avvocato bianco che ha accettato di difendere Fonny e che finisce emarginato dai suoi.

Jenkins è innamorato dei due protagonisti di questa storia, dedica loro lunghi e ipnotici primi piani, quando la camera li inquadra sembra che il tempo si fermi, come sospeso. E' sempre l'amore, del resto, l'altro grande protagonista di Se la strada potesse parlare, perché, come ricorda la madre di Tish parlando con la figlia, "é l'amore che ti ha portata fino qui" e se ci hai creduto finora allora bisogna continuare a seguirlo, ovunque ti porti. Molto probabilmente il film finirà agli Oscar.

Se la strada potesse parlare, trailer

Se la strada potesse parlare, uscita

Il film di Barry Jenkins Se la strada potesse parlare dura 118 minuti e in Italia sarà distribuito dalla Lucky Red, nei giorni della Festa del Cinema di Roma è possibile vedere la pellicola in anteprima.

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