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Co-working: un altro modo di fare ufficio

I free-lance aumentano. E i tele-lavoratori anche. I dipendenti dell'era digitale, però, di stare a casa non hanno alcuna voglia. Annodano cravatte, infilano tacchi a spillo e si danno al co-working

Come funziona il co-working

La sveglia che ulula. La moka che borbotta. Il caffè bevuto in tutta fretta. E, poi, di corsa: doccia, tailler, trucco, il tram che sfreccia e tu che lo rincorri. E quando riesci a salirci sopra, compressa tra la folla, il cuore ti si stringe al pensiero di una giornata trascorsa nella frenesia. Ed è così ogni mattina. Dal lunedì al venerdì il solito tran-tran. Ma è davvero fondamentale andare in ufficio? Che sogno sarebbe restare a casa! - pensano in molte.

In effetti, il cosiddetto telelavoro è considerato, dai più, la risposta a tutti i problemi che attanagliano le giornata tipo di un dipendente, soprattutto di quelli del settore terziario. Iphone, ipad, wi-fi, email e conference call dovrebbero servire anche a questo: a renderci più indipendenti. I lavoratori digitali sono coloro che potrebbero produrre documenti e chiudere accordi comodamente seduti sulla poltrona del proprio salotto. E c'è chi l'ha fatto. Tuttavia, sembra che chi ha strutturato la proprio settimana lavorativa tra le mura domestiche non siano per nulla lavoratori più felici, e che in ufficio ci vogliano andare ugualmente.

Secondo l'autorevole giornale americano New York Times, infatti, negli Usa sale sempre più la febbre da co-working, lo stile lavorativo che comporta la considivione dello spazio di lavoro con altre persone che non hanno legami settoriali o contrattuali tra loro. Insomma, si tratta di prendere in affitto una sedia e un pc in un loft o simili. La struttura vi assicura, solitamente, telefono, connessione internet e una reception, oltre che l'utilizzo di una sale riunioni e di spazi conferenze per gli incontri. In molti casi si tratta di location assolutamente glamour, e sempre più esclusive. Molti di questi uffici funzionano come dei club e guadagnarsi una postazione non è affatto semplice. E c'è già chi sta investendo non poco in franchising di co-working di lusso.

Gli uffici di co-working dunque sono molto di più di loft arredati con gusto. Si struttarano come nuovi spazi di scambio intellettuale delle competenze e delle professionalità che i nuovi lavoratori indipendenti digitali si guadagnano nelle arene lavorative più disparate. Alcune strutture sono organizzate come un club. Si selezionano i lavoratori sulla base del settore di appartenenza e del curriculum. L'obiettivo è quello di creare un ambiente all'interno del quale una start-up, ad esempio, possa trovare tutte le professionalità di cui ha bisogno.

I lavoratori digitali non tornano in ufficio per scrivanire in legno e i divani in pelle. Vogliono stare in mezzo alla gente, per confrontarsi.  Soprattutto con chi, nella vita, fa tutt'altro. Pare infatti  che le idee migliori nascano durante la pausa caffè

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