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Discriminazioni sul lavoro? Roba da single

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Sono le prime a farsi carico del lavoro e le ultime ad andare in ferie, le lavoratrici single combattono ogni giorno contro le continue richieste di capo e colleghi, proprio perché senza famiglia

Sono costrette a fermarsi più del dovuto in ufficio, se c’è un’emergenza sul lavoro sono loro a doverla tamponare e quando si parla di ferie sono le ultime ad essere interpellate: si tratta delle donne lavoratrici single, quelle che, proprio perché senza famiglia al seguito, possono (leggi devono) garantire una maggiore flessibilità professionale. Qualcuno la chiama disponibilità, qualcun altro cortesia, ma alla fine quella che viene spudoratamente e costantemente perpetrata nei loro confronti altro non è che una mera forma di discriminazione, esercitata tra l’altro in modo subdolo.

Donne e lavoro, le single tra le più discriminate

I turni più scomodi, le trasferte fuori città, le vacanze nei periodi peggiori, la disponibilità a lavorare anche nei fine settimana, la rinuncia scontata a ponti e festività, sono solo alcune delle “richieste” fatte a chi non deve fare i conti con l’organizzazione familiare. Eppure, per quanto possa sembrare assurdo, anche chi non è sposato o fidanzato ha una vita privata, degli interessi e degli hobby da coltivare, ma pare che questi passino automaticamente in secondo piano

Un pensiero implicitamente condiviso, infatti, è che il tempo libero della single sia di minor valore rispetto a quello di una donna con figli, come se bastasse la condizione di “singletudine” per considerare automaticamente futili determinate necessità.

Quanto è cara la vita di una donna single

Queste donne subiscono una sorta di discriminazione che le porta a rinunciare, all'inizio magari volontariamente, in seguito per non perdere le posizioni professionali acquisite, a una vita privata, sia con un compagno che con dei figli" spiega Adelia Lucattini, psichiatra e psicoterapeuta di Roma "Tutti i single, nell'ambito del mondo del lavoro, ricevono in realtà un trattamento diverso rispetto alle persone che hanno una famiglia propria, ma alle donne viene spesso riservato un trattamento "speciale", discriminante, figlio di un retroterra culturale che non concepisce o non accetta la lavoratrice come libera e indipendente" precisa.

Pressioni esercitate in qualità di “favori personali”, richiesti dalle colleghe o direttamente dai superiori, che mettono la single nella condizione di doversi sacrificare per quieto vivere o in vista di prospettive lavorative migliori. La soluzione definitiva a questo problema? Potrebbe essere quella adottata da Fabio Volo ne Il giorno in più, in cui il protagonista aveva inventato una sedicente fidanzata “a distanza” che veniva a trovarlo proprio quando nell’aria c’era profumo di lavoro extra. Più amorevole di così!

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