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Barbagia mon amour: tour romantico e sensoriale nella Sardegna arcaica

L’isola che tutto il mondo ci invidia per il mare cristallino e il gossip estivo, svela il suo lato più misterioso e terribilmente…romantico

Viaggio in Barbagia, la Sardegna che non ti aspetti

A cura di Alessandra Vecchio

Alla parola “Sardegna” la nostra mente corre veloce al mare trasparente, alle spiagge bianche e ai numerosi vip che affollano l’esclusiva Costa Smeralda, ma la Sardegna è tanto, tanto altro. Una terra magica ricca di storia e di storie come ci raccontano i 300 murales di Orgosolo

Noi ci siamo state e vogliamo condividere con voi questi splendidi quattro giorni d’Autunno in Barbagia tra feste folkloristiche, buon cibo e paesaggi profumati e mozzafiato.

Partenza da Civitavecchia sul traghetto Tirrenia con macchinetta fotografica al collo, perché un po’ di vintage non può mancare in un lungo week end che ha tutti i presupposti di essere un’esperienza alternativa, in cui passato e presente s’intrecciano e le tradizioni continuano a vivere nella passione degli abitanti.

Women of Vision: il mondo visto con gli occhi delle donne

Ad accoglierci troviamo persone genuine e calorose che fanno le cose con l’amore e la determinazione tipica dei sardi.  Negli occhi una grande voglia di riscatto, l’entusiasmo di trasportare noi “continentali” nel loro mondo di colori, suoni e sapori antichi.

Nostri fedeli compagni di viaggio il Cannonau della Barbagia, tremila diversi pecorini e l’immancabile pane carasau: un tris culinario da dipendenza immediata senza ritorno. 

Prima tappa del nostro tour è la piccola Nuoro, l’Atene della Sardegna, una bomboniera senza taxi, senza scippi e senza dolci compagnie notturne lungo le strade – parola di nuorese. La cultura qui è sempre in fermento, il motto cittadino è “se parli inglese sei internazionale, se parli sardo sei folk”. Due cose non mancheranno mai in casa dei nuoresi: libri e  quadri. Cosa aspettarsi in fondo dalla città che ha dato i natali a Grazia Deledda

Per non parlare di Francesco Ciusa, cui è dedicato l’omonimo museo: un percorso di sculture e penombre che ci ha proiettati nella realtà agropastorale della Sardegna, che vede la donna protagonista indiscussa: la filatrice, la madre dell’ucciso, la dolorante anima sarda sono solo alcuni dei drammatici capolavori, che nel silenzio delle sale urlano la fatica e la dignità di quella vita passata ma non troppo lontana.

A pochi chilometri da Nuoro ci siamo innamorate di Su Gologone: non un normale hotel, ma un microcosmo avvolto dai monti di Oliena e da una lussureggiante vegetazione. In una sola struttura si susseguono botteghe artigiane, arte sarda in tutte le sale e i corridoi, camere immerse nel verde arredate in stile sardo rivisitato, terrazze panoramiche, piscine sensoriali e taverne rustiche per un’indimenticabile soggiorno romantico.

Il caffè letterario 2.0 è opera di due giovani donne

Ciò che avevamo promesso però era una Sardegna arcaica, misteriosa, che sinora abbiamo percepito nell’aria ma non abbiamo ancora afferrato. Ecco allora che arriva Mamoiada, il cuore pulsante non solo dell’Autunno in Barbagia, ma soprattutto del Carnevale sardo famoso in tutto il mondo.

Gli inquietanti Mamuthones sfilano nelle vie del paese facendo riecheggiare il suono fragoroso dei pesanti campanacci che pendono dalle spalle e guidati dai luminosi e agili Isohadores danzano intorno a grandi falò nella speranza di un’annata ricca e propizia. Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere a questo mistico rituale, un magico ritorno alla Preistoria, che rivive il 17 Gennaio di ogni anno, il tutto accompagnato dall’odore intenso della brace su cui arrostisce il porceddu, indiscusso simbolo isolano.

Molto ancora c’è da vedere in Barbagia, ma  il traghetto Tirrenia purtroppo deve riportarci sul Continente. Nelle orecchie i canti dei pastori e i campanacci, nella bocca i sapori veri e nelle narici il profumo di mirto. Ora possiamo dire di essere davvero folk…Ahiò!

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