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Meglio maschio o femmina? Cosa ne pensa una mamma

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Meglio maschio o femmina? Cosa ne pensa una mamma? La prima cosa che una mamma in dolce attesa sa è che il sesso del proprio bambino non conta,questo non vuol dire che non si possano avere preferenze. Con l'aiuto di mamme che hanno avuto la fortuna di avere entrambi, vi raccontiamo "pro e contro" del crescere un ometto o una fanciulla

Meglio maschio o femmina? Cosa ne pensa una mamma

La prima cosa che una mamma in dolce attesa sa è che il sesso del proprio bambino non conta, purchè il proprio figlio sia felice e cresca bene. Questo non vuol dire però che ogni futura mamma non possa avere preferenze e desiderare un bimbo piuttosto che una bimba. E' di fatto molto diverso - anche se ugualmente meraviglioso - crescere un maschio o una femmina, e le differenze si iniziano a sentire con forza in età prescolare, per diventare sempre più radicali crescendo. Con l'aiuto di alcune mamme che hanno avuto la fortuna di avere entrambi, vi raccontiamo "pro e contro" del crescere un ometto o una fanciulla...

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Giochiamo un po'

L'amore per un figlio prescinde da tutto, soprattutto dal sesso. Per giocare un po' abbiamo però chiesto ad alcune mamme di raccontarci i pro e i contro dell'avere per casa un maschietto o una piccola peste in gonnella. Ecco i loro pensieri al riguardo

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Pro e contro di avere un figlio maschio 

  1. I maschi sono più mammoni e dolci. Leggende edipiche e luoghi comuni sembrano trovare conferma - con le dovute eccezioni: al maschietto la mamma piace di più. Ragion per cui, in assenza di rivalità, si lascia più spazio a coccole, richieste d'amore e favole, e gonne tirate da paffute manine, anche quando si cresce.
  2. I maschi sono più disordinati e meno responsabili. Il bimbo in un mondo di uomini al potere ci mette poco a capire che forse non c'è bisogno di pensare alle sue cose, perchè qualcuno le farà per lui. Quaderni con le orecchie e montagne di calzini sporchi lasciati sul pavimento del bagno sono all'ordine del giorno per i nostri piccoli svogliati.
  3. I maschi sono meno intraprendenti e socievoli. Al mare preferiscono restare sotto l'ombrellone. Sono più timidi e spaventati. Si buttano di meno nelle situazioni di gruppo e fanno amicizia con più fatica. Rispetto alle femmine chiedono con un certo ritardo di fare cose da grandi, come le vacanze da soli, le cene o le uscite cogli amici.
  4. I maschi hanno bisogni meno complicati. A un figlio maschio a volte basta dare un pallone per cambiargli la giornata. Un pomeriggio allo stadio col papà, un giorno a giocare agli esploratori, perfino il malsano videogame, e il nostro pargolo sarà occupato per delle ore, senza chiedere troppe altre attenzioni.
  5. I maschi sono più facili da gestire quando crescono. Adolescenti ribelli ma non troppo - sempre con le dovute eccezioni - i maschi fanno meno richieste delle femmine e soprattutto, quando le fanno, a parità di età, vengono accontentati prima. La paura in parte fondata che una ragazza possa trovarsi più in difficoltà di sera, con la macchina o il motorino o durante una vacanza ci fa chiudere più rapidamente verso le sue richieste, mentre il maschio coetaneo ha già le chiavi di casa.
  6. I maschi avranno la vita più facile. Anche se ancora resiste l'immagine del maschio che deve preoccuparsi della sua famiglia, ormai quasi tutte le donne studiano e lavorano, a volte più degli uomini. Ma i maschi possono vivere il mondo del lavoro senza pregiudizi e liberi dalle problematiche legate alla maternità. A parità di ruoli i maschi avranno stipendi migliori e meno cose da dimostrare. Dall'ufficio al treno, dalla discoteca all'autostrada, un po' di prepotenza genetica e una cultura millenaria contribuiranno sempre a dargliela vinta.

Pro e contro di avere una figlia femmina

  1. Le femmine sono più vanitose. Le bambine danno più importanza al loro look già da piccolissime, guardano le marche, i dettagli, seguono la moda, spesso a prescindere da come le avete educate. Hanno gusti precisi in fatto di stile e colori e non di rado si impuntano per ottenere cose frivole.
  2. Le femmine sono più sveglie ma anche più problematiche. Le bimbe tendono a fare prima amicizia e manifestano con meno paura i loro sentimenti. A parità di età iniziano a manifestare prima il bisogno di oggetti e comportamenti che siano indizi di emencipazione. Si buttano di più nelle situazioni sociali, e hanno subito voglia di crescere. La prima ribellione per i vestiti scelti da mamma, le prime litigate per uscire la sera, le prime cotte vissute con trasporto e raccontate di solito arrivano da una ragazzina.
  3. Le femmine sono più ordinate e responsabili. Anche se sveglie e dinamiche, le bambine tendono in casa a mantenere un atteggiamento più femminile ed educato. Difficilmente sono sciatte e disordinate, vivono meglio il dovere di aiutare in casa, e raramente si fanno ripetere più volte la stessa richiesta d'aiuto, almeno finchè non arriva l'adolescenza a scombinare tutto
  4. Le femmine potranno diventare nostre complici crescendo. Col passare degli anni una mamma si aspetta molto dal suo rapporto con sua figlia, in fatto di condivisione, confidenze e intimità. Superata la rivalità fra due donne, si cerca il momento dell'unione. Quasi ogni mamma sogna di diventare un'amica per la sua bambina, e spera, invecchiando, di aver vicino un alleata che si prenda cura di lei.
  5. Le femmine diventeranno donne come noi. Le nostre piccole bimbe un giorno cresceranno, il loro corpo cambierà, potranno avere figli come noi, magari indossare il nostro abito da sposa, e capire cosa noi abbiamo provato. Il potere di essere donne, di trovare in loro quello che noi siamo state, è un filo magico, speciale che unirà noi a loro.

Questione di fiocco o di educazione?

Allora è proprio vero che i maschietti sono mammoni e le femminucce preferiscono il papà? Le ragazzine sono più sveglie e i bimbi sono più svogliati?

I luoghi comuni sulle differenze di comportamento legate al sesso del bambino sono tanti, alcuni sono veri. Ma a determinare i comportamenti di un bambino, fiocco rosa o celeste che sia, ci pensano soprattutto l'educazione, i valori che i genitori trasmettono e anche un pizzico di innato carattere che rende speciale ognuno di noi. Anche la "posizione" del nostro bambino nella famiglia influenza molto il suo carattere. Un figlio unico, maschio o femmina che sia, avrà un carattere meno aperto e disponibile di un bambino cresciuto coi suoi fratelli. Una femmina nata dopo un maschietto tenderà ad emularlo magari in giochi e modelli di comportamento pe magari avremo a che fare con una bimba maschiaccio che ama il pallone e i mostriciattoli. Inoltre sembrerà banale ma senza volerlo ognuno di noi, in genere, tende a crescere il proprio bambino secondo quello che ci si aspetta da un maschio o da una femmina.
Dal colore dei vestiti - rosa o celeste, il giallo è solo per le famiglie audaci o indecise - ai giochi che regaliamo ai nostri bambini - la macchina, la pistola, la spada e il tirannosauro rex, alzi la mano chi le ha mai comprate a una bimba! - quello che noi valutiamo come adatto al sesso del nostro bambino, diventa di fatto quello con cui lo educhiamo a convivere.

E non si parla solo di oggetti, ma anche di scelte e comportamenti. Quando stiamo per decidere lo sport che farà, a parte rare eccezioni e bambini dotati di particolare talento - avere per figlio Billy Elliot o le ragazzine di Sognando Beckham, che comunque hanno incontrato i loro bei problemi a essere diversi - la maggior parte dei genitori tende a scegliere sport femminili come la danza o la ginnastica per la piccola lei, e maschili come il calcio o il basket per lui.
Difficilmente si accetta che una bambina prenda a calci un pallone. E ancora più difficilmente si approva un maschietto se vuole danzare. E mentre è normale chiedere alla nostra piccola di aiutarci a sparecchiare, accettiamo senza troppo rumore che il maschietto di casa non svolga faccende domestiche.
Purtroppo questo tipo di educazione tende a intrappolare già il bambino in un percorso rigido che noi abbiamo deciso. Bisognerebbe invece provare a crescere un figlio senza troppi schemi o colori, lasciandolo libero di decidere cosa preferisce fare, assecondando le sue attitudini positive, dando il buon esempio di parità dei sessi in casa. La libertà di essere ciò che siamo è forse uno dei più bei regali che un genitore possa donare al proprio piccolo, maschio o femmina che sia.

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