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Professioni più richieste in tempo di crisi: i 10 lavori su cui puntare

Stando agli ultimi dati sono quasi 3,3 milioni gli italiani rimasti senza lavoro in periodo di crisi. Eppure una soluzione alla disoccupazione c'è, ed è in questi 10 insospettabili mestieri d'oro

Professioni più richieste in tempo di crisi: i 10 lavori su cui puntare

Sono anni ormai che giornali e telegiornali non fanno che parlare di crisi economica persistente e di disoccupazione arrivata a livelli storici.
Stando agli ultimi dati, risultano quasi 3,3 milioni gli italiani senza un impiego, di cui il 42% è occupato da giovani e giovanissimi.
Eppure secondo la Cgia di Mestre, nonostante la dilagante carenza di lavoro, c'è stata una straordinaria crescita di alcune professioni artigiane dal 2009 a oggi, mestieri di un tempo che resistono di fatto alla sequela di fallimenti, chiusure e licenziamenti in atto. Ecco quali sono i lavori da sogno e quelli più richiesti:

10 lavori pagati bene che nessuno fa

ITALIANI BUONGUSTAI – Al primo posto tra i lavori anti–crisi pare resista il settore alimentare: il pizzaiolo, il gastronomo e il rosticcere, sono i mestieri che hanno conosciuto la crescita più forte, con 70 mila persone impegnate e oltre 27 mila esercizi aperti in Italia.
 
ITALIANI GOLOSONI – Se in tempo di crisi ci tolgono anche i dolci cosa ci rimane? Ecco perché il pasticcere, il gelataio e il panettiere si piazzano benissimo nel mercato del lavoro. Si conta che i panettieri in attivo nel nostro Paese siano oltre 90 mila.
 
ITALIANI ARTISTI INCOMPRESI – Sono aumentati del 442,8% in soli quattro anni i negozi di tatuatori nel Belpaese, e i risultati si vedono ad occhio nudo quando incrociamo qualcuno per strada!
 
ITALIANI BELLOCCI – Resiste benissimo anche il mestiere dell’estetista, che tocca quota 44 mila professionisti, con 2.269 nuove attività aperte nell’anno 2013.

Lavorare da casa, idee per farcela

ITALIANI STILOSONI – Tengono botta anche i pellettai  che producono borse e scarpe (+216,3%), e il settore dell’abbigliamento. In fondo siamo o non siamo il Paese della moda!
 
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