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Angela Curri: "La mia Fornarina? Una donna che ama, come tutte noi"

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la splendida attrice pugliese in occasione dell'uscita del docu-film "Raffaello, il principe delle arti in 3D", al cinema il 3, 4 e 5 aprile

La vedremo nei panni particolari de La fornarina, la donna che Raffaellò amò in modo così intenso, nel docu-film in uscita nei cinema il 3, 4 e 5 aprile sulla vita del notissimo artista urbinate, “Raffaello, il principe delle arti”, prodotto da Sky e distribuito da Nexo Digital per il ciclo La Grande Arte.

Ma lei la conosciamo già: è Angela Curri, classe 1993 originaria della Puglia, e in questa intervista che ci ha permesso di scoprire una ragazza fresca e vogliosa di imparare, prima che una bravissima attrice che nonostante la giovane età si è già potuta esprimere in lavori difficili ed entusiasmanti.

Ci ha parlato di Raffaello, della sua Fornarina, ma anche dell’amore delle donne di ogni età, classe e momento storico. Del coraggio, e di quanto è importante saperlo comunicare e saper far riflettere con il proprio lavoro chi ci legge, osserva, guarda.

 

 

Angela Curri, l'intervista

Il tuo ultimo lavoro, Raffaello il pricipe delle arti, è un progetto molto particolare: ce ne puoi parlare? Perché secondo te è importante andarlo a vedere?

Raffaello, il principe delle arti, è un progetto particolare in forma di fiction e documentario, che fa parte di una serie molto importante per la nostra cultura storico-artistica. Questo, in cui ho avuto l’onore di partecipare, è molto interessante perché parla di una figura importantissima per la nostra storia e la nostra cultura.

Andarlo a vedere al cinema è importante perché è un modo originale di conoscere la vita dietro un artista, quello che lo spinge a creare le sue opere, la molla che ne fa il genio che è oltre il talento. Opere del genere sono fondamentali per ricordarsi chi siamo, la nostra storia e come è successo che si sia dipanata così come ha fatto.

Cosa ti ha colpito di più della vita di Raffaello? Quale delle sue opere preferisci?

Mi sono molto documentata sulla vita di Raffaello quando ho saputo di essere stata scelta per interpretare la donna che ha amato così fortemente. Ho visitato i tanti musei che ospitano le sue opere, sono stata nei luoghi della sua vita, e ho osservato.

Ho osservato a lungo le sue opere, cercando di comprendere, di “visualizzare” i momenti in cui venivano concepite e create. In particolare ho passato più di tre ore davanti a La Velata, una delle mie opere preferite, per cercare l’ispirazione giusta che mi aiutasse a entrare in questo personaggio così forte e importante. Ho cercato di immaginare l'amore con Raffaello de La fornarina, e l'ho "vissuto" proprio come fosse il normale sentimento di una donna che ama, come me, come tutte noi.

Ho cercato, come Raffaello, di prendere. Di lui mi ha colpito soprattutto questo: la sua capacità straordinaria di prendere dai grandi – Leonardo, Michelangelo – e rielaborare, fare suo, riformare con nuova linfa e genialità.

E’ l’umiltà a fare grande un genio, l’umiltà – certo, anche furba - di riconoscere l’altrui grandezza con la giusta devozione ma approcciandosi a essa senza paura di farla propria e restituirla al mondo impreziosita dal proprio punto di vista.

C’è un artista della storia in particolare che ami?

Io ho una vera passione per Frida Kahlo. L’apprezzo come artista ma ancor più come donna, interprete del suo tempo ed esempio per il futuro. Amo quello che ha saputo dimostrare, fare, regalare al mondo. Pensa che una volta ho pianto, davanti un suo schizzo (ride ndr)

La mafia uccide solo d’estate, I fantasmi di Portopalo, Raffaello: un percorso non convenzionale per una ragazza della tua età, questo. Cosa ti hanno lasciato questi importanti progetti? E cosa ti hanno insegnato?

Devo dire che sono stata fortunata a prendere parte a queste produzioni coraggiose e importanti, una strada che mi ha scelta, più che essere scelta da me. Questi progetti hanno tutti un significato profondo, raccontano storie che devono essere ascoltate, la mafia, la storia di una famiglia che ha sofferto le pene dell’inferno per aver detto la verità, il prezzo del coraggio.

Trovo che sia bellissimo interpretare un personaggio che ti regali qualcosa di umano, che ti aiutino a far riflettere e comprendere chi è a casa, che raccontino storie da cui prendere esempio, positive.

Dove ti vedremo adesso?

Allora: sarò in Dei, opera prima di Cosimo Terlizzi prodotta da BuenaOnda, che racconta la storia di Martino, un 17enne di provincia affascinato dalla vita dei ragazzi di città che farà di tutto per seguire il suo sogno.

Abbiamo poi appena finito di girare uno dei 4 film di TaoDue che trattano di personaggi che hanno avuto a che fare con la mafia e che sarà in tv probabilmente in autunno. Io interpreterò il film su Renata Fonte e sono felicissima di poter portare sullo schermo una storia vera. Trovo che riprendere personaggi realmente esistiti sia una sfida davvero emozionante per un attore.

E poi è una storia che merita di essere raccontata: io sono pugliese, per esempio, e non la conoscevo. Invece tutti dovrebbero conoscerla.

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