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Emanuela Loi, la vera storia della scorta di Paolo Borsellino e dell'attentato in via D'Amelio

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Emanuela Loi aveva 24 anni quando è morta per difendere lo Stato: ecco la vera storia della scorta di Paolo Borsellino e dell'attentato in via D'Amelio del 1992, protagonista del ciclo Liberi Pensatori su Canale 5 il 28 gennaio 2018. Chi era Emanuela Loi, un'eroina semplice

Emanuela Loi

Emanuela Loi era una donna poliziotto, morta con tutta la scorta durante l'attentato a Paolo Borsellino nel 1992. Emanuela aveva 24 anni quando è morta. Il ciclo Liberi Sognatori di Canale 5 la ricorda con un film fiction in onda il 2 gennaio. Ecco la vera storia di come trovò la morte con Paolo Borsellino e la sua scorta.

La storia di Emanuela Loi e della scorta di Paolo Borsellino

Emanuela Loi era nata in Sardegna e decise di diventare poliziotta per seguire le aspirazioni della sorella, Claudia, scartata dalla scuola allievi della polizia di stato di Trieste. Nel 1989 Emanuela entrò invece in Polizia, e nel 1991 venne trasferita a Palermo.

Palermo, in quegli anni, è come tutta la Sicilia al centro di un violento tumulto. La mafia nei decenni precedenti ha iniziato a cambiare pelle, come purtroppo ben sapeva Mario Francese, e si era unita in un abbraccio velenoso con i poteri economici e alcuni apparati deviati dello Stato, dimentichi di aver giurato un'unica fedeltà, quella che li rendeva al servizio del popolo.

Palermo e la Sicilia, in quegli anni, erano il centro di una guerra importante, quella fra la giustizia e la delinquenza che cercava di farsi sistema. Una guerra di principio combattuta in prima linea da uomini e donne coraggiosi, che non avevano paura di morire e mettere la propria vita al servizio di un bene maggiore e comune, per proteggere lo Stato - quello dei cittadini, quello del popolo - da chi voleva prenderselo con la forza.

In quella guerra entrò Emanuela. Emanuela che voleva fare la maestra, e tentò quasi per caso il concorso, per sua sorella. Emanuela, che era brava, e passò con il massimo dei voti. Emanuela, che non voleva stare in Sicilia, ma tornare nella sua Sardegna. 

E invece, a 23 anni Emanuele viene mandata in quella Sicilia in guerra, dove morivano gli uomini in trincea, morivano come si muore nei libri e nei film, ma loro morivano veramente. Nonostante fosse giovanissima, Emanuela venne assegnata ai piantoni prima e alle scorte poi: accompagnò tra gli altri Sergio Mattarella, allora onorevole, che aveva perso il fratello Piersanti nel 1980 per mano mafiosa e da allora streanuamente combatteva il viscido mostro.

Aveva paura Emanuela, avere paura è umano, fare il proprio mestiere comunque è eroico. I suoi amici, preoccupati per quello che si sentiva, le esprimevano dubbi e paure e lei rispondeva scherzando "Non vi preoccupate, finché non mi assegneranno alla scorta di Borsellino non mi potrà succedere nulla. Lui è l'unico che rischia di morire".

Fu assegnata alla scorta di Paolo Borsellino il 17 luglio 1992, era appena tornata dalla Sardegna. Lui, quando la vide, disse: "E lei dovrebbe difendere me? Dovrei essere io a difendere lei". Ai genitori e al fidanzato, preoccupatissimi, Emanuela rispondeva: "E' il mio lavoro, non posso tornare indietro".

Il 19 luglio 1992 era domenica.

Era una domenica come sono le domeniche di luglio, calda. Alle 16.58 la scorta di Paolo Borsellino si trova con lui in Via D'Amelio, perché è là che abita l'anziana madre del magistrato. C'è forse qualcosa di più vigliacco che uccidere qualcuno mentre torna dalla mamma?

Tutti gli agenti della scorta e Borsellino scendono dall'auto, tranne Antonino. Antonino deve parcheggiare.

Il giudice e i miei colleghi erano già scesi dalle auto, io ero rimasto alla guida, stavo facendo manovra, stavo parcheggiando l'auto che era alla testa del corteo. Non ho sentito alcun rumore, niente di sospetto, assolutamente nulla. Improvvisamente è stato l'inferno. Ho visto una grossa fiammata, ho sentito sobbalzare la blindata. L'onda d'urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina. Attorno a me c'erano brandelli di carne umana sparsi dappertutto...

Emanuela Loi, il film su Canale 5 | Trama e cast

Ecco la trama e la sinossi del film fiction di Canale 5 su Emanuela Loi

A una ragazza di ventiquattro anni la pistola non si addice. E invece a Emanuela si. Aveva deciso di essere una donna poliziotto, senza per questo rinunciare a essere quello che era prima di tutto: una ragazza come tante.

Emanuela Loi era, perché non è più. Dilaniata dall’esplosione che il giorno 19 luglio del 1992 l'ha uccisa in via D'Amelio insieme al giudice Paolo Borsellino e ai quattro colleghi della scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Emanuela quel giorno è diventata la prima donna poliziotto morta in servizio, uccisa dalla mafia.

Nata e cresciuta in Sardegna e appassionata del suo lavoro come della vita, voleva fare l’insegnante, ma la sorte l’aveva portata da un’altra parte. Era andata ad accompagnare la sorella per quel concorso in Polizia, ma alla fine era stata lei ad essere scelta. Arruolatasi all'età di vent'anni, dopo il diploma magistrale, aveva fatto il suo percorso prima alla scuola allievi di Trieste e poi direttamente a Palermo.

Nel giro di due anni era stata affidata al commissariato di Palermo Libertà e da lì in poi i primi incarichi come il piantonamento al boss Francesco Madonia. Nonostante tutto a Palermo si era ambientata bene, aveva creato un gruppetto stretto di amicizie isolane, ma quello che piaceva in particolare a Emanuela era muoversi con il camper della polizia che le consentiva di stare in mezzo alla gente di Palermo. Emanuela era però anche affascinata dal lavoro delle scorte e aveva fatto amicizia con il caposcorta di Falcone, Antonio Montinaro.

L’attentato di Capaci era stato uno choc per tutti, ma lei comunque aveva fatto la sua scelta, anche in memoria del suo amico Antonio, e aveva deciso di mettersi a disposizione anche per quel servizio. Nel giugno del 1992 era soltanto da un mese che Emanuela era stata assegnata definitivamente al servizio scorte e dopo poco era stata assegnata proprio alla scorta più difficile, quella del giudice Borsellino. Domenica 19 luglio 1992 sembrava una giornata tranquilla, il giudice Borsellino doveva andare a casa della madre, in via D’Amelio.

Emanuela lo aveva visto salutare la famiglia e i figli. Avevano fatto il tragitto in macchina fin sotto casa, si erano fermati e lei era scesa prima, controllando che tutto fosse libero. Il capo scorta aveva dato il via libera: il giudice poteva uscire dall’auto blindata e andare verso il portone dell’appartamento della madre. Emanuela lo aveva visto passarle a fianco e poi l’esplosione, una deflagrazione che ha sentito tutta la città.

Nessuno avrà pensato in quel momento agli uomini della scorta, nessuno avrà pensato a Emanuela Loi, una giovane ragazza bionda che non doveva essere lì e che sarà ricordata come la prima vittima donna della polizia.

Ecco il cast del film fiction su Emanuela Loi e la scorta di Paolo Borsellino

  • GRETA SCARANO interpreta Emanuela Loi
  • IVANA LOTITO interpreta Claudia Loi
  • FABRIZIO FERRACANE interpreta Paolo Borsellino
  • ALICE ATTALA interpreta Maria Rita
  • AURORA PERES interpreta Speranza
  • PIERLUIGI CORALLO interpreta Agostino Catalano
  • PIERFRANCESCO POGGI interpreta Virgilio Loi
  • VINCENZO CRIVELLO interpreta Gaetano Lo Re
  • SIMONE COLOMBARI interpreta De Paolis
  • ANGELO LIBRI interpreta Maresciallo Giannalia
  • STEFANO SANTOSPAGO interpreta Uomo servizi segreti
  • LORENZA INDOVINA interpreta Berta Loi
  • RICCARDO SCAMARCIO interpreta Montinaro
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