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Quello che mi manca delle mie estati anni Novanta

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Dal Festivalbar in giù, un ricordo dell'atmosfera che ci accompagnava quando correvamo senza pensieri dai giardinetti alla spiaggia

La redazione di Pianeta Donna questa estate mi ha dato un compito: scrivere un pezzo su le cose che più mi mancano delle mie estati anni 90.

Fino a un paio di anni fa, senza nemmeno pensarci un nano secondo, a questa domanda avrei risposto così: Cosa mi manca delle mie estati anni 90? Il Winner Taco. Poi qualche coscienzioso esperto di comunicazione dell'Algida ha capito che a questo male occorreva porre un rimedio (e che poteva fruttare un bonus per l'ufficio marketing) ed ecco che, improvvisamente, non ho più niente di cui lamentarmi. O almeno così credevo... fino alla richiesta della redazione di Pianeta Donna.

E quindi eccomi qui, rientrato dalle ferie, col ventilatore puntato in faccia mentre guardo nel vuoto col mio bicchiere di Estathe mezzo pieno (si sa, l'estate porta ottimismo) e mi interrogo sulle estati di quella decade che mi ha portato dai nove anni fino alla maggiore età. Da Italia Novanta al millennium bug. Ma cosa mi manca delle estati anni Novanta? Cosa?

Il Festivalbar. Diciamocelo: a chi non manca? Soprattutto nella prima metà dei Novanta quando non c'era ancora MTV e le band del momento le potevi seguire in tre modi: comprando riviste, andando una volta ogni due giorni a rompere le scatole al negozio di musica più vicino a casa tua o aspettando la messa in onda del Festivalbar. Ancora più attesi della trasmissione erano gli spot. Dei veri e propri spoiler di quello che sarebbe successo durante la serata e poi il toto scaletta: quale cantante avrebbe cantato per primo? E la VHS da 180 minuti sarebbe bastata per registrare tutto?

Il Giro d'Italia su Italia uno. Non durò molto, ma in una fase di stanca per questo sport la presenza sulle reti Mediaset contribuì a riavvicinarlo alla gente e a renderlo ancora più pop (-olare). Un esempio? La sigla del Girosera cantata da Marco Pantani! Cercatela su Youtube, si tratta di una piccola perla che sicuramente in qualche remoto angolo del vostro cervello è nascosta e sopita.

Professione vacanze. La combo estate + anni Novanta significa soltanto una cosa: Hotel villaggio Cala Corvino! Jerry Calà che fa il capo villaggio e tutto il resto che è noia. Nonostante oggi tutte le puntate si trovino su YouTube, e di fatto non possiamo dire che sia qualcosa che manchi, la mia estate negli anni Novanta, poteva considerarsi iniziata soltanto quando venivano trasmesse le repliche di Professione Vacanze (una al giorno per un'intera settimana) su Italia 1. Di solito a metà mattina, intorno alle 11 o dopo pranzo dopo le 14. Non era (e ancora oggi non è) estate senza Professione Vacanze!

Il GameBoy o più precisamente Super MarioLand 2. Il più bel platform di sempre. Almeno per me che ho smesso di giocare ai videogiochi da almeno un paio di decadi. Ricordo ancora oggi quel pomeriggio di luglio in cui conclusi il livello finale e terminai il gioco. Mi ricordo ancora oggi dove mi trovavo, con chi ero e come esultai (mi tolsi la maglia correndo verso un'ipotetica curva) quando terminai il gioco.

Super 3, Studio Nord, Rete Norba, etc etc. I cartoni del pomeriggio. Prima della pennica post pranzo, dopo una giornata di mare o scorribande con gli amici "del gruppo": Ken il Guerriero, I cavalieri dello zodiaco, Ransie la strega, Bia la sfida alla magia. I robottoni (Mazinga!), Capitan Harlock, Mademoiselle Anne. E noi rapiti, pomeriggio dopo pomeriggio, per sapere come sarebbe andata a finire. E oggi, a distanza di anni, ogni volta ripensiamo: non ci sono più i cartoni animati di una volta! Ai tempi miei... (non far finta di non averlo mai pensato anche tu, su).

I gadget di Topolino da costruire in 4 o 5 uscite. Parliamoci chiaro, è al Topowalkie che mi riferisco. Ve lo ricordate? Una volta montato e pronto da usare i tuoi amichetti erano già partiti con i genitori per le ferie. Che farci quindi di un walkie talkie da solo? Nulla, se non aspettare e sapere che un giorno... circa 24 anni dopo... lo avresti rimpianto scrivendoci un articolo per Pianeta Donna.

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