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Festa del Cinema di Roma

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Maria per Roma: lo sguardo leggero di una donna sulla Città Eterna e la vita

/pictures/2016/10/19/maria-per-roma-3154842028[2823]x[1178]780x325.jpeg Ufficio Stampa
Maria per Roma è un film di Karen Di Porto che racconta una giornata nella vita di una ragazza che si muove sullo sfondo di una Roma bella e surreale

Maria per Roma film

La Festa del Cinema di Roma 2016 ha proposto fra i film della Selezione Ufficiale la pellicola di Karen Di Porto Maria per Roma. Il film è un'opera prima ed è certamente interessante e diverso rispetto a quanto visto finora. Non si tratta di un film perfetto, del classico "gioiellino" da festival, ma di un lavoro interessante e fresco che ha certamente dei punti di forza.

Maria per Roma, la trama

La protagonista Maria è un'aspirante attrice che, in attesa di un ruolo che le permetta di entrare finalmente nel mondo del cinema, lavora come key-holder per un'agenzia che gestisce case in affitto nel centro di Roma. La vita di Maria è un continuo spostarsi, da una casa all'altra, dalla sala prove del teatro a un provino, dal set di un film indipendente di un amico al negozio di antiquariato della mamma, sempre accompagnata dalla sua fedele cagnolina Bea. La trama di Maria per Roma è così: un continuo itinerare senza particolari colpi di scena, una giornata "normale" nella vita di una donna alla rincorsa perpetua dei propri sogni e degli impegni del quotidiano, uno slalom fra personaggi surreali e stralunati che accompagnano Maria in questo suo peregrinare.

Maria per Roma, la recensione

Maria per Roma è un film gradevole con tanti buoni spunti e un tocco ironico che non guasta di certo. E' una pellicola che si vuole sperimentale e che per certi versi ricorda alcuni film del cinema francese, quelli di cui appunto si dice che: "non succede niente", perché non c'è un avvenimento vero e proprio, un twist del plot che cambi le carte in tavola. Di buono c'è indubbiamente un cast azzeccato e spontaneo, a parte qualche eccezione, c'è l'idea di provare a fare qualcosa di diverso e ci sono alcune scene molto riuscite. Anche la rappresentazione di Roma è interessante perché la Di Porto scarta la Roma da cartolina senza dipingere necessariamente il degrado della città (che ahimé sappiamo bene esserci) ma mostrandola piuttosto con l'occhio del cittadino romano, sempre troppo di fretta per permettere alle bellezze del centro storico di entrare nel proprio campo; ciò che vediamo sono dettagli: il traffico, i colori, gli alberi, la visione parcellizzata che molto spesso ha ci abita in una città.

Ci sono poi anche dei lati negativi, alcuni episodi semplicemente non funzionano e purtroppo a volte questo accade a causa della recitazione che non è sempre all'altezza. La trama e la struttura generale del film avrebbero beneficiato di qualche taglio, perché alcune parti appaiono troppo slegate, anche come stile, dall'andamento generale del film, ad esempio tutte le scene correlate alla famiglia di Maria.

Gli accostamenti che sono stati fatti a lavori come Lo chiamavano Jeeg Robot comunque sono decisamente fuorvianti, perché sono due pellicole con intenti narrativi ed estetici completamente diversi e anche l'ispirazione che le anima non è la stessa.

Maria per Roma, tutte le informazioni

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