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Oltre Fantozzi: i personaggi di Paolo Villaggio che non scorderemo mai

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Non solo il ragionier Ugo Fantozzi: ecco gli altri personaggi di Paolo Villaggio che ci hanno emozionato nel corso degli anni

Paolo Villaggio 

Paolo Villaggio è morto nella mattinata del 3 luglio 2017 a Roma: era da qualche giorno ricoverato in una clinica di Roma. A dare notizia della morte di Paolo Villaggio è stata la figlia Elisabetta su Facebook, con un commosso ricordo del padre giovanissimo in foto e le parole "Ciao Papà, ora sei di nuovo libero di volare"

 

La morte di Paolo Villaggio nel nome di Fantozzi

Sin dalla prima mattina, dopo che la morte di Paolo Villaggio è stata confermata, a migliaia sui social e sui giornali sono arrivate le condoglianze, assieme a sentiti e commossi ricordi di un artista la cui feroce satira sociale è divenuta un personaggio iconico, il ragionier Ugo Fantozzi, critica alla mediocrità di una classe borghese ritrovatasi tale quasi a sorpresa, seduta nelle sue grette picolezze, vittima degli altri ma anche e soprattutto di sè stessa.

Cosa fanno stasera in tv e oggi pomeriggio per ricordare Paolo Villaggio

Ma seppure Ugo sia stato la maschera più famosa di Paolo Villaggio, insieme all'indimenticabile Fracchia, tanti sono stati i ruoli grazie ai quali l'attore ci ha lasciato qualcosa. Abbiamo scelto qui i nostri preferiti. Fateci sapere il vostro.

Paolo Villaggio e il Professor Kranz tedesco di Germania

Sebbene il professor Kranz del cinema non sia lo stesso personaggio che Villaggio curò così maniacalmente per portarlo in tv agli esordi della sua carriera, impossibile non citare la sua prima ideazione, la prima delle sue maschere, dalla quale verranno poi Fantozzi e Fracchia e dei quali, almeno in tv, il professor Kranz è l'esatto opposto, spietato e antipatico quasi quanto il Megadirettore galattico.

Paolo Villaggio e il prefetto Gonnella

Fra sogno e realtà si muove anche il prefetto Gonnella de La voce della Luna, interpretato nel 1989, ultimo film diretto da Federico Fellini in cui Paolo Villaggio interpeta magistralmente appunto Gonnella, personaggio che si muove all'interno di una poesia visiva ricca di suggestioni che paiono slegate fra loro ma creano un mosaico finale in cui la critica alla modernità è suggerita attraverso la necessità di vivere al di fuori delle convenzioni sociali, delle catene dell'anima.

Paolo Villaggio e Sergio Colombo di Io no spik english

Nel 1995 Paolo Villaggio torna a interpretare un ruolo che racconta la modernità e le sfide di una classe operaia sempre più trasformata rispetto al suo Fantozzi, che "diventa" Sergio Colombo, assicuratore alle prese con l'assorbimento della sua compagnia da parte di una più grande ed estera. Per poter lavorare Colombo deve imparare l'inglese, ma alla sua età la sfida sembra ostica. 

Seppure il finale di Io no spik english sia "lieto", con Sergio che riesce dopo tante avventure a imparare l'inglese e conservare il posto, c'è sempre spazio per gli anti-eroi di Villaggio, per quel pizzico di tristezza che "sporca" l'attimo felice, e qui è rappresentato dalla freddezza della moglie e della figlia dell'uomo, dalle quali egli alla fine "scappa" rifugiandosi nell'amicizia dei bambini con i quali è riuscito a "superare" la prova della lingua straniera, e che si sono dimostrati a lui più vicini e solidali della sua stessa famiglia, inghiottita da quella quotidianità grigia che "ossessiona" Villaggio e molti dei suoi personaggi.

Paolo Villaggio e il maestro Marco Tullio Sperelli di Io speriamo che me la cavo

In ultimo sicuramente fra i più rappresentativi personaggi di Paolo Villaggio vi è il maestro Marco Tullio Sperelli di Io speriamo che me la cavo, summa finale delle miserie morali e umane di tutto il percorso di Villaggio alla scoperta dell'uomo che nessuno scopre, quello normale e mediocre, quello forse capace più degli altri di abbassarsi.

Qui il protagonista è però estraneo a questa grettezza di cui è solo testimone, e nella miseria della Corzano in cui per errore è costretto a insegnare vede l'ampio spettro della natura umana, la voglia di riscatto e la resa, la povertà materiale e quella dell'animo. E la speranza, nei bambini, in quelli che sembrano perduti e non lo sono e in quelli che... "speriamo che se la cavano".

Ciao Paolo Villaggio, te la caverai sicuramente.

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